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Controinformazione » Contro violenza sulle donne  

20 NOVEMBRE 2010: GIORNATA INTERNAZIONALE

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

 

La giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita per la prima volta nel 1991, per la commemorazione della morte delle tre sorelle Mirabal, attiviste della repubblica Dominicana brutalmente assassinate il 25 novembre 1961 perché si opponevano al regime dittatoriale del loro paese. La loro storia è stata quindi scelta come emblema a livello mondiale di tutte le donne vittime della violenza di genere.                                                                                 
Ancora oggi purtroppo è fondamentale e attuale ricordare come la violenza maschile sia la prima causa di morte e di invalidità permanente delle donne in Italia come nel resto del mondo. La discriminazione delle donne in questo senso è una realtà internazionale, ma è  anche una malattia che può arrivare ad uccidere: le violenze e gli abusi di ogni genere, infatti, ammazzano più donne e bambine di qualsiasi altro tipo di violazione dei diritti della persona umana. Perché non si potrebbe chiamare in nessun altro modo l’idea (e purtroppo la conseguente pratica) per cui in ogni tempo e in ogni luogo, una donna, oltre ad appartenere già a un uomo, sia appropriabile da qualsiasi altro essere maschile  anche contro la sua volontà. Alcuni dati solo relativi al 2009 ci dicono che in Italia più di un milione di donne sono state vittime di violenze fisiche (insulti e minacce, molestie, aggressioni, stupri), che quasi 900000 sono state le vittime di ricatti sessuali sul lavoro e che queste cifre tendono a salire se siamo in una fascia di età giovane fra i 20 e i 35 anni. E da questi dati risulta anche che l’ambito chiuso della famiglia è il luogo di discriminazione per eccellenza: è tra i parenti e gli amici che avvengono la maggior parte delle violenze sia fisiche che psicologiche.
Nonostante la drammaticità  di questi fatti, nella realtà,  la violenza sulla donne è trascurata, non le si da la giusta importanza e possiamo senz’altro dire che né i media né tanto meno le istituzioni facciano qualcosa di reale per cambiare le cose. Se è accertato che il 70% degli stupri ha luogo fra le mura domestiche, per mano di mariti, fidanzati, familiari e amici che sono i primi da cui dovremmo sempre  proteggerci, sappiamo bene che è raro trovare queste notizie sulla prima pagina di un giornale soprattutto se si tratta di italiani, magari anche di buona famiglia. Tutto questo però ci deve far capire quanto sia calibrato e distorto il discorso pubblico sulla violenza nei confronti delle donne il cui unico fine sembra quello di scatenare teoremi fatti di razzismo, di xenofobia e paura di tutto ciò che è diverso da noi, visto come il pericolo assoluto da cui dobbiamo stare lontane: da una parte il vogliono criminalizzare i migranti e indirizzare verso di loro tutto il male che in realtà è ben più subdolo e diffuso nella nostra società, dall’altra il messaggio che passa è che dobbiamo avere paura, sempre, di uscire, di girare da sole, di andare luoghi diversi da quello della nostra dolce casa.
 Tutto questo non può che creare un clima di insicurezza, di sfiducia e di timore per cui il messaggio che passa è che è più facile e giusto rimanere dentro casa, non uscire e vivere limitatamente le nostre vite. Ѐ il controllo della donna, di ogni donna che vogliono ottenere a discapito della nostra libertà.
In più in questa logica tutta al maschile ci ritroviamo a non coprire mai un ruolo attivo di libera scelta: siamo solamente prede o vittime, qualcosa da dominare o da proteggere. Ma mettendoci per l’ennesima volta da parte non si fa altro che riprodurre l’idea che è alla base degli atti di violenza, l’idea secondo cui ogni uomo possa possedere, dominare e decidere sulla nostra vita e sul nostro corpo facendone oggetti del suo interesse.
 La politica istituzionale ci promette sicurezza, protezione, militari e polizia, ma solo per spostare l’attenzione dal problema reale. L’aggressore non è più cattivo e colpevole in quanto uomo che si permette di usare violenza contro una donna anche e soprattutto all’interno della sua casa e presentandosi come amico, ma la colpa è solo degli immigrati, unici responsabili quando non è così, e il messaggio che passa è che dobbiamo avere paura. La violenza sulle donne diventa così un problema di ordine pubblico. Ѐ esercizio di potere, ma anche come si diceva prima, strumento di controllo sui corpi e sulle menti di noi tutte. Tutto questo però non condiziona soltanto il maschio che si sente autorizzato a comportarsi in un determinato modo e secondo qualsiasi pretesa lui abbia, l’influenza purtroppo è anche sulle donne. Perché invece di comprendere e combattere questi meccanismi di discriminazione, la maggior parte delle volte li accettiamo passivamente e inconsapevolmente diventando complici di una realtà falsata che ci vuole chiuse in casa, ad occuparci dei lavori domestici e di cura dei figli, altrimenti vittime di stupri e violenze.
Purtroppo sono tanti e troppi i fattori che da sempre tendono a legittimare la violenza sulle donne: dalle radici storico-culturali per cui la figura femminile è sempre stata disaminata e sottoposta a situazioni di dominio da parte degli uomini, al ruolo dei media e della comunicazione in generale che oggi più che mai ci propone un’immagine femminile pericolosa, dove la donna è oggetto, è merce che sponsorizza altre merci, è luogo pubblico da  possedere.
Sicuramente non è neanche semplice trovare una soluzione, valida e reale per risolvere questa situazione. Un’ipotesi però potrebbe essere quella di assumerci delle responsabilità forti e fondamentali partendo dal personale, dal quotidiano. Se nell’ambiente familiare esistono prevaricazioni nei rapporti fra maschi e femmine dobbiamo tentare di combatterle, dimostrando che in un contesto in cui i ruoli sono maggiormente equilibrati, in cui non ci sia predominanza dell’uno sull’altra, è forse più difficile che venga usata violenza. Tramite una diversa educazione, una controinformazione e una sensibilizzazione continua, dobbiamo ripensare al nostro ruolo in casa e fuori casa, non accettare i modelli femminili che da sempre ci propongono, ma crearne di altri più giusti e autentici da trasmettere ai nostri compagni, figli, amici e conoscenti per scardinare quei meccanismi che portano allo stupro e alla prevaricazione dal di dentro.

GIU LA MANI DAI NOSTRI CORPI,  

STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE!!!

Assedonne Guernica

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