domenica 30 aprile 2017   
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Controinformazione » DDL Intercettazioni  

APPROVATO ALLA CAMERA IL DDL INTERCETTAZIONI

Per i siti obbligo di rettifica ma senza commenti

In questi giorni è girata insistentemente una notizia riguardante l’emendamento al ddl sicurezza presentato su iniziativa del senatore Udc D’Alia e votato al Senato il 2 febbraio scorso, che ha messo letteralmente in stato di agitazione l’informazione online. Come hanno già fatto altri siti internet ci teniamo anche noi a sottolineare come questa norma,  che prevedeva l'oscuramento dei siti internet accusati di apologia o istigazione a delinquere,  non sia più in vigore, contrariamente a quanto sostenuto da molti. Dopo essere stato approvato e trasformato in articolo di legge, è stato però cancellato dalle commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia della Camera.

Nonostante il rientro di questo falso allarme non c’è nulla di cui essere allegri perché il Ddl intercettazioni, passato l’altro giorno alla Camera con 318 voti favorevoli e 224 voti contrari (un solo astenuto), contiene ugualmente un reale pericolo per l’informazione, sia stampata che online. Il testo include, infatti, delle limitazioni ingiustificate al diritto di cronaca e delle sanzioni spropositate a carico di giornalisti ed editori.

Secondo quanto previsto all’articolo 1 comma 26 i giornalisti rischiano una reclusione da 6 mesi a 3 anni se pubblicano intercettazioni vietate dalla legge. Rischia la galera anche chi, mediante modalità o attività illecita, prende diretta cognizione di atti del procedimento penale coperti da segreto, e, pure, se si rivelano indebitamente notizie inerenti ad atti o a documentazione del procedimento penale coperti dal segreto, dei quali è venuto a conoscenza in ragione del proprio ufficio o servizio svolti in un procedimento penale, o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione fino a un anno. Le pene, invece, se il fatto concerne comunicazioni di servizio degli 007, sono aumentate. E’ prevista un ammenda da 500 a 1032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che omettono di esercitare il controllo necessario a impedire la indebita cognizione di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni telefoniche, di altre forme di telecomunicazione, di immagini mediante riprese visive e della documentazione del traffico della conversazione o comunicazione stessa.

Chi lavora con il web non ha nulla di cui gioire visto che il maxi-emendamento introduce nel nostro Ordinamento l’obbligo di rettifica entro 48 ore a pena di una sanzione pecuniaria tra i 15 ed i 25 milioni di vecchie lire per tutti i titolari di “siti informatici”. Viene in questo modo applicato l’obbligo di rettifica, attualmente previsto solo per i giornalisti e gli operatori dell’informazione che operano in maniera professionale attraverso i media tradizionali, anche a chi lavoro sul web, quindi anche a blog e siti internet amatoriali.

Per chi non ne fosse a conoscenza il diritto di rettifica, stabilito dalla legge sulla stampa del 1948 all’art. 8, è uno strumento importante e fondamentale del cittadino per difendersi da diffamazioni diffusioni di notizie false  ma estenderlo anche ai ‘siti informatici’ senza una distinzione tra quelli professioni e quelli dilettantistici e amatoriali può creare seri ed evidenti problemi.

Il DDl prevede poi  che le rettifiche dovranno essere pubblicate senza commento, nella loro interezza, anche sui siti internet. Cosa difficilissima da fare per chi non lavora quotidianamente per il web o per chi scrive per un blog o per un sito internet saltuariamente e non in modo continuativo (come è per i giornalisti professionisti).

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