FUNGHI
DI BOSCO
Adesso
vi faccio partecipi di una delle mie grandi passioni, andar per
funghi, passione ma direi piuttosto una vocazione. Ho cominciato a
girovagar per i boschi di tutta l’Italia dalla tenera età di
4 anni e vi giuro che per me, anche ora è una delle cose che
amo di più fare. Con gli anni ho imparato i luoghi, i
periodi, le piante, i ritmi del sottobosco e naturalmente a
riconoscere, rispettando l’ecosistema, svariate qualità di
funghi.
Ho
raccolto Funghi in tutta Italia dalla Calabria all’Abruzzo e
Umbria, passando per la toscana e la valle d’Aosta per finire in
trentino Alto Adige e in particolare in Austria.
Ormai
l’Austria è diventato il paese in cui vado più spesso
a cercar funghi, anzi direi utilizzando un altro gergo che le mie
sono vere e proprie battute di caccia al fungo, anche perché
la qualità dei miceti è ottima e ci sono meno vincoli e
limitazioni sulla raccolta rispetto all’Italia. Ribadisco il fatto
dell’ottima qualità dei prodotti alpini, ma bisogna tenere
in considerazione che questi sono prettamente funghi che nascono nel
mirtillo sotto grandi conifere, perciò hanno un gran profumo
ma una pasta molto ricca di acqua e spesso sono intaccati da lumache
e piccoli vermi (larve). Diversi sono i parenti che crescono sotto
castagni e faggi nell’alto e medio Appennino (Toscana e Umbria), la
ricerca e la raccolta è certamente più laboriosa, ma il
prodotto ha un profumo ed un sapore incomparabile secondo il mio
punto di vista i funghi migliori che possiamo trovare in Italia.
Ancora differenti i funghi che troviamo in Calabria e Sicilia, molto
più grandi, specialmente sotto conifere in alta quota, di
profumo molto intenso ma pagano sicuramente con un sapore molto
inferiore rispetto ai parenti del centro e Italia settentrionale. Si
potrebbe parlare all’infinito dell’argomento. In merito sono
stati scritti fiumi di inchiostro, ma noi ci soffermiamo sulle 2
principali attività che ruotano intorno ai miceti, la
conservazione, parlando delle varie specie e la cucina
conoscendo in dettaglio alcuni funghi tra i più famosi e
preparandone delle gustose
ricette di cucina.
CONSERVAZIONE
I funghi
si prestano ad essere conservati in vari modi anzi, la convinzione
che crescano solo in autunno ha sempre spinto i suoi amatori a
conservarli per le stagioni meno propizie. In commercio, si
trovano facilmente funghi conservati, tuttavia, in Italia le
specie e i metodi di conservazione sono limitati. Si trovano,
infatti, porcini secchi o sottolio o al naturale; prataioli o
pioppini sott'olio, ovoli sott'olio, finferli e chiodini al naturale,
Boletus sott'olio, Sanguigni sottolio. Comunque in queste righe
spero di esservi utile per farvi capire e valutare il vostro modo
migliore per la conservazione dei vostri Funghi, utilizzando alcuni
facili consigli possiamo conservare un numero vastissimo di specie.
Essiccamento
Questo
metodo di conservazione è il più semplice ed è
adatto a tutte le specie sufficientemente carnose, si possono
essiccare anche parti di funghi invasi da larve
(naturalmente entro certi limiti: infatti le larve al sole
spariscono). Non si possono invece essiccare esemplari (o loro
parti) troppo intrise d'acqua al momento della raccolta, i
funghi spugnosi ed a carne molliccia vanno seccati solamente con
molto sole (e quindi rapidamente) perché altrimenti si
appiccicano al piano dove si sono stesi ad essiccare, diventano neri
e assumono cattivo odore. Il metodo più semplice è
quello di stendere i funghi su graticci di metallo o tavole di legno
in pieno sole, tali supporti possono essere sostituiti da panni,
purché stesi in luoghi dove non possano arrivare formiche o
altri insetti. Per questo tipo di essiccamento i funghi andranno
puliti accuratamente dal terriccio, senza lavarli, poi andranno
tagliati (possibilmente, per motivi
estetici, per il lungo in modo da mostrare
una sezione del fungo intero con gambo e cappello uniti) a
fette più o meno spesse a seconda che la carne sia più
o meno soda, con tessuto più o meno ricco di acqua. Più
è soda la carne, più sottili potranno essere le
fettine. Le fettine andranno stese in modo che non si tocchino tra
loro e dovranno restare al sole da mezza giornata (d'estate,
in pieno sole e in giornate ventose) ad un paio di giorni.
Se il processo di essiccamento durasse più a lungo,
difficilmente si potrebbe ottenere un prodotto di buona qualità
. Quando i funghi sono quasi secchi (e
quindi molto leggeri) è bene circondare con
qualche oggetto pesante il piano di essiccamento per impedire al
vento di portarseli via. Ogni notte e in caso di pioggia, vanno
ritirati e tenuti nel punto più asciutto della casa. Se la
carne del fungo,è bella asciutta e se le condizioni climatiche
consento un rapido essiccamento, non c'è neppure bisogno di
voltare ogni tanto le fettine, se invece abbiamo usato un fungo anche
leggermente umido o il tempo non è molto secco, occorre
rigirarli spesso. Si possono usare anche altri metodi, uno molto in
voga è quello di infilare le fettine su di un filo (con
un ago) e appenderle al sole ben staccate le une dalle
altre, sempre in un luogo ben areato e molto asciutto, oppure
essiccarle in casa o in altri locali con fonti di calore artificiale.
Negli alberghi di montagna spesso si mettono a disposizione dei
clienti che raccolgono funghi e vogliono conservarli, i locali delle
caldaie per il riscaldamento (sempre che siano arieggiati e
puliti). Un altro sistema (però
molto laborioso e suscettibile di togliere al fungo un po' di
profumo) è quello di sterilizzare
precedentemente i funghi sbollentandoli interi. l funghi secchi
si possono usare come condimento aromatico in preparazioni varie: al
momento del consumo vanno messi a bagno per qualche ora in acqua
tiepida e l'acqua va più volte cambiata per eliminare
l'eventuale terriccio rimasto attaccato nonostante la pulitura.
Una volta essiccati, i funghi vanno conservati in recipienti
ermetici al riparo dall'umidità: vasi di vetro, scatole
di latta, sacchetti di plastica. Ricordarsi di tenere sempre i
recipienti in luogo asciutto.
Sottolio
Questo
oltre ad essere un metodo per la conservazione dei funghi è
una vera e propria ricetta, occorrono esemplari sanissimi, appena
raccolti, appartenenti a specie carnose (Boleti
in genere, salvo rare eccezioni). I funghi andranno
puliti e lavati molto bene, facendo particolare attenzione che
non contengano larve (lo si vede facilmente al momento di pulire la
base del gambo). Nel frattempo si devono soffriggere, in poco olio
extra vergine d'oliva, uno o più spicchi d'aglio schiacciati.
A questo soffritto si aggiunge un liquido ben salato composto
per metà di aceto bianco forte e per metà di acqua
e sale fino. Portiamo ad ebollizione il tutto, poi si immergono i
funghi interi prima i piccoli e poi i grossi tagliati della
dimensione dei piccoli. Il tempo di cottura va calcolato dal
momento in cui la bollitura riprende. Quanto
bisogna farli bollire? È un particolare
essenziale perché se cuociono troppo poco non si
manterranno a lungo, se cuociono per troppo tempo si impregnano di
aceto e diventano mollicci e acidi, purtroppo non esiste una regola
fissa perché ciò dipende dalle dimensioni, dal
tipo di fungo, è una abilità che si impara con il
tempo, tuttavia possiamo fare un esempio indicativo. Avendo a
disposizione dei Porcini Freschi, li facciamo bollire circa per un
quarto d'ora e durante la cottura la pentola deve restare coperta.
Trascorso il tempo di cottura, sempre tenendo il fuoco acceso si
tolgono i funghi un po' alla volta con la schiumarola iniziando dai
più piccoli appoggiandoli in un piatto. Quando sono rimasti in
pentola solo i più grossi si spegne il fuoco, si
rimettono dentro i funghi tolti, si aggiunge qualche aroma e si
copre la pentola, lasciamo raffreddare nell'acqua di cottura,
scoliamoli ben bene e li stendiamoli su di un panno ad asciugare,
voltandoli di tanto in tanto. Dovranno restare ad asciugare per
poco tempo, altrimenti si seccano e le parti più sottili
diventano insipide. Prepariamo un vaso di vetro a chiusura
ermetica perfettamente asciutto, riempiamo per metà di olio,
mettiamo i funghi asciutti avvicinandoli con un cucchiaio di
legno, delicatamente per non fare bollicine alternandoli con
aromi vari, alla fine l'olio dovrà coprire completamente i
funghi. Dovranno restare sott'olio almeno sei mesi prima di
essere consumati, tuttavia se tenuti nel luogo adatto,
fresco e asciutto, si possono conservare anche per due anni (è
il periodo ottimale). Si consiglia di preparare
molti vasi piccoli invece di uno solo grosso perché, una volta
aperto il contenuto va consumato in fretta, si consiglia anche
un olio di oliva leggero che non sovrasti il sapore del fungo.
Il motivo per cui si è detto di mettere nel vaso prima
l'olio e poi i funghi è quello di evitare il formarsi di
bolle d'aria nel vaso che, presto o tardi, provocherebbe il
formarsi della muffa. Non abbiamo precisato quali aromi sono i più
adatti, la ricetta base prevede pepe in grani, bacche di ginepro e
foglie di alloro e facoltativi, coriandolo, rnentuccia, chiodo
di garofano, qualche cipollina e peperoncino fresco
piccante.
Sottaceto
Pochi
sono i funghi che si adattano alla conservazione sottoaceto
perché quest'ultimo tende a sovrastare col suo forte
sapore il delicato aroma dei miceti, per questo consigliamo questo
tipo di preparazione soltanto per le specie dotate di un sapore molto
intenso, come il finferlo o il sanguinello. Si proceda come per
i funghi sott'olio, sostituendo però il liquido di bollitura
l'aceto con del vino bianco secco. Si sbollentano i funghi per
qualche minuto in meno della precedente ricetta e poi si
tolgano subito dal liquido di cottura. Una volta asciutti
andranno messi nel vaso precedentemente riempito con
dell'aceto bianco appena bollito insieme agli aromi e salato; vanno
coperti con uno strato d'olio sopra l'aceto che deve a sua volta
coprire interamente i funghi. I funghi sott'aceto sono ottimi se
preparati e conservati assieme a qualche cipollina intera; i vasi
andranno tenuti in luogo fresco e asciutto. Saranno pronti dopo un
paio di mesi e non andranno conservati più a lungo, perché
altrimenti acquisteranno troppo sapore d'aceto (a meno che, dopo
un certo periodo, non si trasferiscano in olio d'oliva).
Polvere
di Fungo
Alcuni
funghi molto aromatici si prestano ad essere essiccati ed essere poi
ridotti in polvere o in un mortaio o con la macchinetta macina-caffè.
Bisogna fare molta attenzione quando si mette a seccare il
fungo, nel pulirlo, precedentemente, con molta cura e,
inoltre,
le fettine messe a seccare dovranno essere molto sottili perché
il prodotto risulti friabile. La polvere di. funghi può
essere un condimento prezioso per carni e primi piatti. Risulta
ottima messa sulla pastasciutta al posto del formaggio grattugiato
o in un minestrone di verdura o cereali.
Al
Naturale
Occorrono
funghi molto freschi, privi di larve e non intrisi d'acqua; si
puliscono, si lavano molto bene , si tengono interi i più
piccoli, tagliando a pezzi più o meno quadrati i più
grossi. Si pongano in una pentola e si coprono d'acqua salata e si
fanno bollire per un quarto d'ora circa, poi si tolgono dalla pentola
cominciando dai più piccoli lasciando il fuoco
ancora acceso e si pongano direttamente nei vasi. Il liquido di
cottura va poi fatto di nuovo bollire fino a ridurlo di un terzo, al
temine di questa operazione lo versiamo nei vasi con i funghi. I
recipienti (che dovranno essere piccoli perché, una volta
aperti, il contenuto va consumato subito) andranno sterilizzati
facendoli bollire a bagnomaria per un'ora. La sterilizzazione
andrà ripetuta nei due giorni successivi.
Congelamento
Si
pulisce il fungo molto bene senza lavarlo e si scartano le parti
invase da larve o intrise d'acqua, si avvolgano i funghi nella carta
d'alluminio (separati uno dall’altro) e si mettono in freezer a
bassissima gradazione. Il problema è che al momento
dell’utilizzo con questa conservazione se si vuole lavorare il
fungo una volta scongelato può risultare molto difficoltoso
possiamo trovarlo spugnoso umido e molliccio. Io personalmente ho
adottato un mio piccolo sistema personale, pulisco sempre molto bene
i funghi che voglio trattare, poi in base a cosa voglio preparare in
seguito li taglio in varie forme, dalla lunghezza se li voglio
mettere in umido o in uno spezzatino, dalla dadolata se ci voglio
fare il risotto o i maccheroni, oppure a fettine se intendo usarli
come contorno oppure per preparare un sugo. Tutto viene diviso in
singole porzioni e messo in freezer. Al momento basterà
preparare un buon fondo di aglio e prezzemolo rosolati in abbondante
olio di oliva extravergine e mettere la nostra porzione dal
congelatore direttamente in padella e il gioco è fatto,
possiamo cucinarli come vogliamo si abbinano a tutto e il risultato è
ottimo.
I PIU
CUCINATI
Amanita
Cesarea (detta anche Ovolo, Coccola)

Ottimo
sia crudo che cotto che conservato, è il fungo più
pregiato commercialmente (esclusi i
tartufi). Alto oltre 15 cm. e con un diametro del
cappello fino a 20 cm,dapprima chiuso in un involucro bianco, come un
uovo, poi man mano che cresce, assume la forma caratteristica
con cappello prima sferico, poi ovoidale, infine spianato, di colore
arancione vivo, raramente giallo, lucido, privo quasi sempre di
residui del velo generale, con l'orlo solcato in corrispondenza delle
lamelle. La cuticola (la pelle che ricopre il cappello) è
facilmente separabile dal cappello, il gambo è cilindrico,
giallo dorato, prima pieno poi in esemplari nati da qualche giorno
cavo, piuttosto robusto, con anello ampio a gonnella, striato (ma non
sempre), di colore uguale al gambo, valva ampia, carnosa,
bianca, nettamente staccata dal gambo, lamelle giallo dorate,
molto fitte e alte, staccate dal gambo e con lamelle tronche,
carne bianca (gialla sotto la cuticola), odore lieve e
sapore ottimo. Essendo il Re dei funghi come si dice: (la sua morte)
è crudo, naturalmente deve essere molto giovane ancora a forma
di uovo (in Bozzolo), sicuramente il suo gusto non ha paragoni, lo
possiamo cucinare in tutti i modi conosciuti, il risultato sarà
sempre impareggiabile.
Boletus
Edulis (detto anche Porcino, Brisa)

Famosissimo
fungo di gran mole con diametro del cappello normalmente fino a 25 cm
e altezza fino a 20 cm. Tuttavia è reperibile anche
emisferico, irregolare, poi si apre ma non molto, ha colore
variabile sempre più scuro al centro: va dai toni chiarissimi
(generalmente gli esemplari giovani sotto muschio e in
bosco fitto), al caffellatte, al marroncino, la superficie è
liscia e un po' viscida se il tempo è umido. Gambo più
o meno panciuto, più largo del cappello negli esemplari
giovani, pieno e carnoso, crescendo si fa più allungato e
attenuato verso l'alto, da bianco opaco a nocciola, più
chiaro verso il piede, con reticolo evidente, obliquo, prima di.
colore uguale al gambo e poi man mano più scuro (il
reticolo è quasi inesistente negli esemplari cresciuti in
alta montagna). Tubuli lunghi fino a 3 cm. prima bianchi, poi
dal giallo-pallido al verdognolo, infine verde scuro. Pori
piccoli, dello stesso colore (o più scuri) dei tubuli. Carne
soda e abbondante, più dura negli esemplari d'alta montagna,
bianca immutabile, tranne presso la cuticola dove si colora
di marroncino, in caso di pioggia la carne diventa più
spugnosa, sapore e odori ottimi, lo possiamo cucinare in tutti i
modi immaginabili, se giovane buonissimo anche crudo.
Cantharellus
Cibarius (detto anche Finferlo o Giallino o Galletto)

Funghetto
normalmente piccolo che arriva agli 8/9 cm. di altezza, ha forma
di imbuto pieno, generalmente irregolare, da giovane può
avere le forme più svariate ed il gambo molto robusto. Ha
l'orlo quasi sempre irregolare ed è cosparso da
grossolane lamelle nella parte esterna che scendono fino quasi al
piede (si badi bene che non sono vere e proprie lamelle, fanno solo
parte della componente del fungo stesso).
E’
di un bel giallo vivo, appena un po' più pallido alla base del
gambo, soprattutto in esemplari vecchi o giovanissimi, spesso
le grossolane lamelle sono collegate da venature. Carne
leggermente fibrosa, ma soda e tenace, da bianca a giallina,
sapore forte
e
odore gradevole, buoni con umidi sughi con polenta e anche conservati
sottolio.
Pleurotus
Ostreatus (detto anche Gelone e Orecchietta)

Fungo
con un diametro del cappello che può raggiungere anche i 30
cm, a forma di ostrica con margine rivolto in basso negli
esemplari giovani, un po' concavo verso il gambo e con margine
sottile negli esemplari aperti, carnoso ed elastico, di colore
grigio-viola scuro negli esemplari giovani, più chiaro negli
esemplari molto aperti (ma grigio bruno in periodi di eccessiva
umidità). Gambo laterale cortissimo, confluente in un'unica
massa con gli altri esemplari formando quasi un unico gambo.
Tenace ed elastico, molto duro al piede, colore bianco. Lamelle
che scendono sino al gambo, fitte e bianche con riflessi grigi. Carne
soda ed elastica, bianca in esemplari più vecchi può
risultare un po’ legnosa, odore lieve, gradevole; sapore
ottimo per umidi e anche per la conservazione.
Lepiota Procera (detta
anche Ombrellone, Mazza di tamburo)

Specie
tra le più grandi, alta fino a 40 cm., con diametro del
cappello che raggiunge i 25-30 cm.,dapprima raggruppato, poi
0voidale o sferico (da qui il nome
mazza di tamburo), poi a poco a poco spianato con ombrello
quasi appiattito, soffice al tatto, con una cuticola suddivisa
in squame poste su strisce quasi regolari più rade verso
il margine, con disco intero liscio, colore di fondo biancastro o
marroncino chiaro, colore delle squame grigio più o meno
scuro. Gambo dapprima grosso in proporzione al cappello, poi tozzo,
poi via via si allunga per farsi cilindrico con bulbo tondeggiante
per poi diventare un ombrello quasi regolare, da adulto molto
fibroso, duro. Anello tipicamente scorrevole, regolare,
biancastro. Lamelle fitte, alte, staccate dal gambo, biancastre,
brune al tocco. Carne bianca, appena rosata al taglio, tenera
quella del cappello, fibrosa quella del gambo, odore gradevole
sapore intenso ottimo per la griglia.
Pholiota Aegerita (detto anche Piopparello,
Pioppino)

Fungo
alto fino a 15 cm. e con diametro dei cappello che può
raggiungere i 10 cm. Cappello da convesso a spianato, molto carnoso,
con cuticola sempre secca, talvolta screpolata, di colore
marrone scuro negli esemplari giovani, poi via via più chiara
(sempre col centro
più scuro), in certi casi fino al bianco. Gambo
cilindrico, pieno, ricurvo, biancastro, con anello persistente,
carnoso e rotto qua e là. Lamelle attaccate al gambo, fitte,
da bianche a grigio chiaro o marroncino. Carne dura e biancastra
nel gambo, tenera e bianca nel cappello, profumo molto intenso,
gusto ottimo, lo possiamo cucinare in tutti i modi.
I
Funghi, potremmo restare a definire decine e decine di specie, ognuna
con le proprie caratteristiche il proprio gusto e profumo ma
soprattutto il modo in cui li possiamo conservare e cucinare, penso
che finirei per annoiarvi. Abbiamo già dato abbastanza spazio
ad alcuni tra i più famosi, adesso per concludere non ci resta
altro da fare che preparare alcuni semplici piatti utilizzandoli come
elemento base.