LE CARNI
In
questo nostro cammino all’interno della cucina e della gastronomia
in Italia, abbiamo affrontato molti temi, analizzato metodi di
cottura, alimenti, storia, diciamo che adesso siamo maturi per
passare ad un livello vorrei dire superiore.
Superiore
è una parola grossa, sembra che tutti i discorsi affrontati
fino adesso siano cose futili, ma non è così, stiamo
solamente aprendo un capitolo molto ampio, che abbraccia da solo una
grande fetta della cucina e della gastronomia in Italia, stiamo per
aprire il capitolo delle CARNI.
Perché
CARNI al plurale? Semplicemente perché gli animali
commestibili sono tanti e le loro carni sono molto differenti sotto
molteplici punti di vista. Colore, odore, sapore, consistenza, grassi
ed un elenco infinito di altre cose che contraddistinguono ogni
animale.
Prendiamo
ad esempio la cacciagione, il cavallo, il pesce, non basterebbe una
vita per parlarne, anzi ho citato questi perché proprio di
loro non ne parleremo affatto, almeno per il momento.
Per ora
impareremo e conosceremo bene le prime 2 grandi tipologie che sono:
le CARNI ROSSE –BOVINE. OVINE e SUINE ( manzo, vitello, vitellone,
bue, vacca etc.) e quelle BIANCHE (pollo, tacchino, coniglio).
Conosceremo
questi animali sotto tutti gli aspetti. In particolare, nelle CARNI
BOVINE, amplieremo l’aspetto dei tagli e delle proprietà
nutrizionali, concludendo il tutto, come sempre, con la ricetta di un
buon piatto.
Partiamo
subito a parlare della carne bovina e degli animali che compongono
questa categoria, ancora interi i nostri animali li chiameremo per
nome, poi eseguiremo tagli di varie qualità, con i quali
andremo a preparare i nostri piatti. Le caratteristiche di un taglio
di prima qualità sono il grasso che è abbondante,
bianco-rosato e si intravedono anche tra le fibre muscolari, a cui
dona un aspetto quasi marmorizzato. In un taglio di cattiva qualità,
la carne è compatta e scura, quasi priva di grasso, e quel
poco che c'è è di color bianco-giallastro.
Iniziamo
con parlare del Re di tutti i bovini, IL MANZO , che può
essere di età tra 1 anno e 3-4 anni. La sua carne, che ha un
basso contenuto di acqua, ed un alta percentuale di grasso (10-15%),
è considerata qualitativamente la migliore.
IL
VITELLO invece è un giovane bovino che non può (in
teoria)* arrivare all’età di 8 mesi e viene
generalmente macellato quando raggiunge il peso massimo di 300 Kg.
Questo animale viene alimentato (in teoria)*
solamente con latte dalla nascita alla macellazione. Il risultato è
una carne che contiene molta acqua e pochi grassi, quindi
particolarmente tenera. Dato che questa carne generalmente tende a
ridursi drasticamente, vi consiglio di cuocerla a fuoco molto lento.
E a differenza di quello che comunemente si pensa perchè il
suo colore è molto più chiara del manzo, rinangono
identiche sia il contenuto in ferro come quello delle proteine.
Molto
pregiata è invece la carne di VITELLONE, animale che a
differenza del precedente viene allevato con altri nutrimenti e non
viene macellato prima e non oltre i 12 – 13 mesi. La carne contiene
molta acqua ma sicuramente più proteine. Un colore decisamente
più scuro e permette una conformazione dei tagli degna di un
manzo adulto.
Diversa
è la storia per il BUE, bovino castrato di circa
quattro/cinque anni. Praticamente il manzo da soma che è quasi
scomparso dal mercato a causa del progressivo inutilizzo per il
lavoro nei campi. Come carne di bue oggi abbiamo un animale che viene
macellato molto prima dei quatto anni, la qualità è
ottima ma non si nutre certamente di foraggio naturale.
In
questo contesto non potevamo dimenticare la VACCA, ovvero il
bovino femmina che viene macellato generalmente alla fine del loro
processo di produzione di latte o di concepimento di vitelli, in età
dai 6 agli 8 anni.
Da
questo animale si ricava una carne con percentuali elevate di magro
ed è caratterizzata da una bassa resa. Ovvero contiene solo
circa il 20% di proteine e 4 -8% di grassi. Questa sua caratteristica
gli permette infatti, di mantenere un prezzo generalmente molto
basso. In passato il periodo di produttività era maggiore ed
arrivava anche a 12 – 14 anni, ma le carni invecchiate ottenute
dagli animali macellati erano di qualità molto scadente. Anche
se mi è sembrato doveroso metterla nella nostra lista dei
bovini, ormai la carne di vacca è quasi del tutto scomparsa
dal mercato europeo, mentre vi è un grande uso nell’industria
per la produzione di estratti di carne, concentrati ma anche per
hamburger e wurstel. E' sempre bene saperlo, non vi pare?
*
(In teoria): non crediate che nei moderni
allevamenti i vitelli vengano allevati di solo latte e non vengano
macellati prima di 8 mesi. La Comunità Economica Europea è
molto severa in materia, ma gli allevatori usano sistemi molto dubbi
per nutrire ed allevare i propri animali per poterli mettere sul
mercato nel minor tempo
possibile.
In una
macelleria, che vuole servire in modo adeguato i suoi clienti, gli
animali macellati e in rispetto del giusto tempo di frollatura**,
arrivano sotto forma di “quarti”, posteriore ed anteriore. Su
questi poi, vengono successivamente effettuati i cosiddetti “tagli”
che, in base alle caratteristiche organolettiche (dimensione,aspetto
e sapore), avranno diverso valore commerciale. I Tagli della
cosiddetta prima categoria o prima scelta vengono tutti dal quarto
posteriore, ovvero dalle cosce, dai lombi e dalle natiche.
I nomi
di riferimento di queste parti, cambiano in Italia a seconda delle
regioni e a volte prendono definizioni di derivazione dialettale.
Noi, perer questo, li chiameremo con il loro nome italiano: Lombata
o Controfiletto, Filetto, Scamone, Codone, Noce, Sotto Fesa, Fesa,
Girello e Fianchetto. Hanno una cottura rapida e sono indicati
per una cottura ai ferri o in padella.
I tagli
della cosiddetta seconda scelta invece, provengono tutti dal quarto
anteriore e generalmente vengono definiti in Campanello, Fesone di
spalla, Copertina, Fusello, Costata, Reale e Brione,
hanno una cottura
semirapida indicati, al forno, come arrosti o spezzatini.
Esiste
un terzo taglio, ovvero tutte le parti che provengono dal collo,
dall’addome e dai garretti, i meno pregiati, che però in
certi casi sono veri e propri piatti della cucina regionale Italiana
ed occupano posti al top anche della cucina europea, Stinco,
Scalfo, Biancostarto, Pancia, Punta di Petto, Fiocco e Collo,
generalmente sono, bolliti, stufati o brasati ed hanno una cottura
molto lenta.
**
La frollatura è il periodo
che intercorre dalla macellazione all’utilizzo dell’animale
macellato, i bovini prima di arrivare nelle nostre macellerie,
necessitano di un lungo periodo di frollatura. Essi vengono tagliati
in quarti e mantenuti a 0-4 gradi, con una umidità relativa
dell'85-90%, per 10-14 giorni.
Le carni alternative (pollame,
tacchino, coniglio ecc.) e il pesce necessitano di un periodo
molto più breve, di 24 ore circa.
Non vi
parlo di tutti i marchi ed i controlli che la nostra carne macellata
deve avere, specialmente se prodotta e macellata in altri paesi al di
fuori dell’ Italia, cercherò solo in breve di farvi capire
alcune piccole cose in merito all’acquisto.
Come
facciamo a riconoscere andando dal macellaio o alla grande
distribuzione un bovino con una carne al taglio di una scelta
soddisfacente?
La
grande distribuzione ha in materia, delle normative Europee molto
severe e sulle etichette delle confezioni vengono riportati numeri e
codici che indicano la provenienza, il tipo di animale, l’età,
la data di macellazione, il taglio, la sua tipologia ed entro quanto
deve essere consumato. Rimane indubbio che, anche se tutte queste
notizie sono al loro posto, a noi rimane sempre la possibilità
di prendere in mano la confezione, guardare la carne se è più
o meno grassa, il suo peso, se ci piace il taglio e pezzatura e
decidere se acquistarla o meno.
Ma in
macelleria? Abbiamo un macellaio di fiducia? Premetto non voglio
accanirmi contro la categoria che ritengo faccia un buon lavoro e a
mio avviso anche molto duro e pericoloso, però a noi rimangono
solo pochi strumenti per capire cosa realmente stiamo acquistando.
Il primo
è sicuramente quello (se non già esposto) di osservare
il pezzo di carne da dove verrà affettata la nostra bistecca,
tagliati i nostri bocconcini o preparato il nostro macinato.
Il colore è sicuramente il miglior biglietto da visita della
carne in particolare per quella bovina, purtroppo però può
essere influenzato, e non è cosa da poco, dagli effetti dell’
illuminazione dell’ambiente. Mi direte, ma anche nella grande
distribuzione! Vi rispondo semplicemente che a tutelarci ci sono
tutti gli strumenti che abbiamo prima elencato e non sono pochi.
Comunque
torniamo in macelleria, la nostra carne bovina deve avere un bel
colore rosso rosato, il grasso deve essere bianco, il midollo alla
vista deve avere un bel color grigio chiaro e se fuoriesce qualche
goccia di sangue è ancora meglio, la carne deve essere sempre
esposta, controlliamo che taglino il pezzo che indichiamo noi, non
quello a fianco già affettato e soprattutto che lo taglino in
modo giusto, mai nel senso della lunghezza della carne (risulta
durissimo ed immangiabile).
Con un
po’ di esperienza e spirito di osservazione in breve impareremo a
capire come è tagliata la carne. Anche perché così
potremmo evitare di acquistare del Filone o del controfiletto e
pagarlo come Filetto. Soprattutto, se non conosciamo il macellaio,
cerchiamo di acquistare la nostra carne in una macelleria dove vi sia
un certo numero di clienti. Questo andirivieni non può che
essere d’aiuto affinché non acquistiate della carne fresca
al posto di altre invece che hanno sostato in frigorifero per più
di una settimana. Prestate inoltre molta attenzione all’igiene dei
locali. Dove vi è del sangue la pulizia non è mai
troppa.
Abbiamo
fatto una panoramica di massima sulla carne bovina. Ora, andremo ad
analizzare i tagli più usati, come cucinarli al meglio e
soprattutto quale pezzo usare per un determinato tipo di piatto.
I
TAGLI DELLA CARNE BOVINA
|
PRIMA
SCELTA
|
SECONDA
SCELTA
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TERZA
SCELTA
|
|
12-Lombata o
controfiletto
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6-Fesone di
Spalla
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7-Stinco
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13-Filetto
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5-Copertina
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14-Scalfo
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16-Scamone
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2-Fusello
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9-Biancostato
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19-Codone
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8-Costata
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15-Pancia
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17-Noce
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4-Reale
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10-Punta di
Petto
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20-Sotto Fesa
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3-Brione
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11-Fiocco
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21-Fesa
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23-Campanello
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1-Collo
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22-Girello
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18-Fianchetto
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(12)
Lombata (o Controfiletto)
di
prima categoria, e' uno dei tagli più classici, gustosi e
pregiati; quando la lombata e' intera sull’osso a T (ti)
rovesciato e fin dove si incontra il filetto contrapposto, si
ha la classica bistecca alla fiorentina; se la
lombata e' disossata, si può cuocere in tutte le salse (vino,
funghi, cipolle, erbe aromatiche); e' il classico roast-beef che gli
inglesi preferiscono cotto e gli italiani, invece, al sangue.
(13)
Filetto
e' la parte più nobile e pregiata dell’animale,
che sta sotto la lombata; consistendo in muscoli che, per la loro
posizione, lavorano molto poco, la carne di questo taglio e'
particolarmente tenera e succosa; la parte anteriore del filetto e'
adatta soprattutto per bistecche, alla griglia, quella centrale per
medaglioni, e quella finale per filetti mignon e bocconcini, intero
in crosta o marinato; dal bovino si possono ottenere due filetti dai
quali si ricavano al massimo 5-6 kg. di carne.
(16) Scamone
grosso taglio di prima categoria, formato da grandi masse
muscolari situate vicino all’anca; e' molto pregiato e adatto alla
preparazione di stracotti, stufati e roast-beef; le parti migliori
sono adatte anche per farne arrosti e bistecche.
(22)
Girello
taglio di prima categoria, di forma tronco-conica, fa
parte del muscolo semi tendinoso della coscia; e' generalmente molto
magro e particolarmente adatto alla preparazione di arrosti; potrebbe
essere confuso ( o spacciato ) come filetto, se ben frollato e
tagliato, ma al primo assaggio si distingue per la minore tenerezza e
per il gusto certamente meno succulento.
(21) Fesa
e'
un taglio di prima categoria, pregiatissimo, adatto particolarmente
per arrosti, roast-beef, stracotti, fettine e bistecche.
(17)
Noce
e' un taglio di prima categoria, molto pregiato, di
forma ovoidale, situato all’inizio dell’anca; si presta ad essere
utilizzato per varie cotture in casseruola (brasato, stracotto, alla
cacciatora) e pure per fare ottime bistecche e fettine.
(20)
Sotto Fesa
e' uno dei tagli più pregiati, di prima
categoria, formato dai grandi muscoli della parte superiore della
coscia; abbastanza magra e di forma leggermente appiattita, la fesa
interna si presta alla preparazione di svariati piatti, dalle
classiche bistecche e fettine alle cotolette; se viene acquistata
intera, con la parte esterna si prepara lo spezzatino e con la parte
centrale si fanno gustosissime bistecche al sangue.
(23)
Campanello
e' un piccolo taglio di seconda categoria, molto
apprezzato, costituito dall’insieme dei muscoli vicino alla gamba;
se ne possono fare bistecche con le parti esterne, da cuocere sulla
brace, e si presta moltissimo a preparazioni tipo spezzatini,
stracotti e stufati, e a tutte le cotture in casseruola, con aggiunta
di vino, pomodoro, verdure; inoltre e' un buon pezzo da consumare
bollito.
(7) Stinco
Taglio di terza categoria, detto
anche muscolo, e' la parte superiore della gamba; anatomicamente e'
l’organo di trasmissione dell’animale, costituito da quel gruppo
di muscoli che, una volta ricevuto l’impulso, lo fanno muovere; e'
particolarmente adatto per la preparazione di ossibuchi in umido e
stufati, stracotti e bolliti per brodi, perchè fra un muscolo
e l’altro c’e' un leggero strato di connettivo che rende
appetibile e gustosa questa parte.
(15) Pancia
e'
un taglio di terza categoria, molto grasso e solcato da cartilagini;
richiede una certa cura nella preparazione culinaria; con le parti
meno pregiate si può fare carne macinata per preparare
polpette, hamburger, ragù e polpettoni. Con il costato si
possono preparare ottimi piatti alla griglia.
(6) Fesone di
spalla:
in generale, pur rientrando nella seconda categoria di
carni bovine, occorre dire che questo taglio non ha nulla da
invidiare alle parti posteriori; una volta ripulito e tagliato nel
senso della larghezza, si presta ottimamente per fare bistecche,
scaloppe, scaloppine, pizzaiole e, se ben battuto, anche cotolette;
le parti di ritaglio si possono essere macinare per preparare
polpette, farciture, hamburger e ragù.
(5) Copertina
Più specificatamente:
-
copertina di spalla: questo taglio anteriore si presta a meraviglia
per preparare il bollito e vengono bene anche il gulasch o lo
spezzatino;
- muscolo di spalla: e' simile, come caratteristiche
gastronomiche, al taglio precedente; il valore nutritivo e' lo stesso
delle corrispondenti parti posteriori, ma il costo e' sensibilmente
più basso; e' adatto alla preparazione di vari
spezzatini.
(2) Fusello
la carne di girello di
spalla si può confondere con le parti dei girello di coscia, è
veramente simile, come qualità; con questo taglio si possono
fare bistecche, arrosti nonchè bolliti e stracotti.
(4)
Reale
taglio di seconda categoria, e' costituito dai muscoli
intercostali e dal gran dorsale; più precisamente, e' ricavato
dai muscoli che coprono le prime cinque vertebre dorsali
anteriori.
(8) Costata
rientra nei tagli di seconda
categoria; si puo' utilizzare per preparare dei composti di carne al
forno, avvolgendo il taglio in un foglio di alluminio e ponendolo
sotto brace.
(3) Brione
e piu' specificatamente
-
(10) punta di petto:
di seconda categoria ed economico, e' il taglio migliore per
preparare il bollito; può essere usata anche per arrosti e se
ne può ottenere un buon brodo;
- (11)
fiocco: e' un taglio composto da muscoli attraversati
da abbondanti venature di grasso; e' particolarmente adatto per
bolliti.
(1) Collo
e' un taglio di terza categoria,
ma la sua carne e' gustosissima; e' formato da una grossa massa
muscolare divisa in due parti: quella superiore più magra e
quella inferiore più venata di grasso; non e' adatto per fare
bistecche o costate, ma va bene per bolliti o stracotti, e per
preparare polpette e buoni ragù.
(19)
Codone
nonostante
sia un pezzo a se stesso, viene sempre come taglio attaccato alla
fesa, dalle stesse caratteristiche molto pregiato anch’esso adatto
ad arrosti e bistecche.
(18)
Fianchetto
o
sottonoce, trancio di carne molto pregiato ma più nervoso del
parente che lo sovrasta; un pezzo molto adatto ad arrosti in
particolare a quelli che richiedono una lunga e lenta cottura,
stracotti, brasati.
(14)
Scalfo e (9) Biancostato
praticamente
il costato anteriore e posteriore; si prestano a svariati piatti di
cucina, in particolare in quella nord-Europea, in Italia il costato
viene servito in abbinamento o come complemento ad altri piatti in
umido, adatto a brodi e bolliti.