martedì 25 luglio 2017   
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Documenti di approfondimento » Comunicati Stampa Comitato "Uniti Per Titti"  

COMUNICATO STAMPA N°4

CONVOCAZIONE ORGANI D'INFORMAZIONE

Finalmente la prima udienza

 
Oggi alle ore 9,30 si è finalmente tenuta l'udienza preliminare del processo di Tiziana Olivieri.
Il Comitato pur soddisfatto di quanto è avvenuto in questi ultimi giorni che ha visto oltre alla forte partecipazione alla fiaccolata di Rubiera, la dichiarazione di “costituzione parte civile” dei Sindaci di Modena Giorgio Pighi e di Rubiera Lorena Baccarani, ritiene importante che sia stata anticipata di un mese questa udienza. E' fondamentale che tale iter processuale si chiuda al più presto. Anche troppo è stato concesso e la liberazione dell'imputato ne è una dimostrazione.

Quando siamo stati informati che neanche una delegazione del Comitato “Uniti per Titti” avrebbe potuto partecipare alla seduta, abbiamo deciso di non essere presenti neanche fuori dal tribunale per permettere in tutta serenità che all'interno di quella corte di giustizia si procedesse senza possibili tensioni. Comprendiamo in parte, la scelta del giudice di svolgere questa prima udienza del processo a porte chiuse anche se questo però un po' che ne dispiace. Soprattutto perchè impedire che anche solo una delegazione del Comitato potesse partecipare, crediamo non sia il modo migliore per riparare ad un errore commesso tra le carte e in quegli uffici.

L'udienza di oggi, comunque, ha evidenziato decisioni importanti anche se speriamo che l'accettazione del rito abbreviato non consenta all'imputato di ridursi la pena per un assassinio senza senso. Confidiamo sempre nel massimo della pena come minimo risarcimento per la famiglia e per tutta la comunità.
Ci dispiace altresì, che sia stata respinta dal Giudice Angela Baraldi la richiesta di Parte Civile del comune di Rubiera perchè, come il Sindaco Baccarani, riteniamo che sia stata ferita tutta la comunità che mai aveva visto una tale brutalità. Altro modo siamo soddisfatti però, della mancata accettazione di una perizia psichiatrica presentata dall'avvocato di Ivan Forte, Fabio Lombardi, perchè ritenere psicologicamente instabile o affetto da doppia personalità un assassino che medita come far scomparire, per uscirne impunito, le tracce della sua aggressione, tutto può sembrare ma non certamente “matto”.

Attendiamo con apprensione le prossime udienze fissate per l'8 e 16 luglio dove finalmente si entrerà nel vivo del processo e pur non potendo assistere all'interno dell'aula, non faremo certamente mancare la nostra presenza nei pressi del tribunale non solo come amici della famiglia ma come cittadini che chiedono in nome “delle tante Tiziana”  una giusta e severa pena.

 


 

COMUNICATO STAMPA N°3

CONVOCAZIONE ORGANI D'INFORMAZIONE

Il Comitato “Uniti Per Titti”  in Piazza del Popolo per una fiaccolata di Denuncia.

 

Si comunica ed invita tutti gli organi d'informazione

a partecipare alla fiaccolata con interventi finali, indetta in ricordo per Tiziana Olivieri, giovedì 6 giugno 2013 alle ore 21.00 a Rubiera Reggio Emilia. Partenza prevista davanti al Municipio.

A tale iniziativa saranno presenti ed interverranno:
Roberta Mori – Consiglio Regione Emilia Romagna
Sonia Masini – Presidente della Provincia Reggio Emilia
Lorena Baccarani – Sindaco del comune di Rubiera (Reggio Emilia)
Alessandro Arrighi – comitato “Uniti per Titti”

In seguito all'approvazione all'unanimità del Consiglio Comunale di Rubiera, dell'Ordine del Giorno proposto dal Comitato “Uniti per Titti”, (vedi allegato) in accordo con il Sindaco Lorena Baccarani, la Giunta e il Consiglio Comunale,  si è deciso di proseguire nella mobilitazione e nella denuncia di una situazione giuridica, riferita in particolare all'applicazione e l'utilizzo dei termini di carcerazione preventiva e del reato di Stalking,  ancora limitata e a volte inefficace.

Con la fiaccolata indetta, non si vuole solo ricordare e chiedere un intervento agli organi competenti sul caso di Tiziana Olivieri uccisa dal suo convivente oggi libero per la decorrenza dei termini di carcerazione preventiva nonostante reo-confesso, ma denunciare e chiedere agli organi competenti dello Stato, che si prodighino affinché ciò non possa più accadere.

Comprendiamo le difficoltà denunciate anche dalla procura di Reggio Emilia sulla mancanza di organici causa i ripetuti tagli finanziari apportati alle Procure nazionali, ma senza la CERTEZZA DELLA PENA, si rischia di innescare reazione auto-giustizialiste dei suoi cittadini o forse peggio, assecondare o giustificare come semplici “atti d'amore” o “eccessiva gelosia” quella cultura che alimenta la violenza sui più deboli come donne e bambini.

Il fenomeno del “femminicidio” oltre ad avere una radice culturale regressiva e dominante nei confronti delle donne e della loro giusta rivendicazione di libertà ed indipendenza, necessità al più presto, dato che oggi questo fenomeno sta assumendo livelli intollerabili per una società civile, di leggi adeguate ed incisive.

Per questo è necessario che la Commissione Giustizia del Parlamento si prodighi nell'approvare un decreto legge che, modificando l'attuale normativa, impedisca la possibilità di usufruire per omicidi reo confessi o arrestati in flagranza di reato, della scarcerazione per  decorrenza dei termini di custodia cautelare e anche di interventi certi da parte della Magistratura affinchè possa essere realmente applicabile e inasprita l'attuale Decreto Legge 23 Aprile 2009 n. 38 "Reato di Stalking ";

Ci ha lasciato alquanto sbigottito l'assenza in Parlamento della maggioranza dei deputati durante la discussione alla Camera di questo orrendo fenomeno di violenza. Un atteggiamento che ancor di più ci induce a continuare nella nostra battaglia per i diritti degli ultimi ed in particolare delle donne. Altresì abbiamo apprezzato e condiviso la scelta del nostro Parlamento nell'approvare la “Convenzione di Istanbul contro la violenza alle donne” perchè lo riteniamo e speriamo rappresenti l'inizio di un percorso che conduca all'approvazione al più presto di una legge, oggi in studio al Parlamento, atta a contrastare il grave fenomeno dilagante del “femminicidio”.

Il Comitato “Uniti per Titti” vuole sottolineare che l’efficienza della giustizia è un diritto da riconoscere ai cittadini, siano essi vittime, colpevoli o semplicemente in attesa di giudizio; che va salvaguardato il principio del diritto penale di “presunzione d'innocenza” che considera l'imputato non colpevole sino a condanna definitiva; che la gravità del reato e l’allarme sociale collegato alla scia di «femminicidi» che ha sconvolto il Paese, deve richiedere una particolare attenzione da parte dei cittadini, delle forze dell'ordine e degli uffici giudiziari. Per non dimenticare il nostro sostegno alla legge sullo stalking che ha rappresentato un importante azione per contrastare la violenza sulle donne.

 

 


COMUNICATO STAMPA N°2

CONVOCAZIONE ORGANI D'INFORMAZIONE


Il Comitato “Uniti Per Titti”  in Consiglio Comunale di Rubiera

 

Si comunica ed invita tutti gli organi d'informazione

a partecipare alla seduta consigliare di lunedì 27 maggio 2013 alle ore 21.00 presso la sala consigliare del Comune di Rubiera (Reggio Emilia). In quell'occasione verrà discusso anche l'Ordine del Giorno proposto dal Comitato “Uniti per Titti”.

Martedì 21 il Comitato ha incontrato il Sindaco Lorena Baccarani in riferimento a un nostro invito al Consiglio Comunale previsto per il 27 maggio. In quell'occasione abbiamo presentato la nostra proposta di “Ordine del Giorno” chiedendo che fosse discussa ed approvata dalla Giunta e da tutti i Consiglieri. Da subito il Sindaco ha ritenuto importati i quattro punti fondamentali da noi proposti. Ovvero che:
L'omicida reo confesso,  Ivan Forte, della nostra concittadina Tiziana Olivieri venga al più presto processato e recluso in attesa degli altri eventuali tre gradi di giudizio;

La Commissione Giustizia del Parlamento si prodighi nell'approvare un decreto legge che, modificando l'attuale normativa, impedisca la possibilità di usufruire per omicidi reo confessi o arrestati in flagranza di reato, della scarcerazione per  decorrenza dei termini di custodia cautelare;

Sia approvata al più presto una legge oggi in studio al Parlamento, per contrastare il grave fenomeno dilagante del “femminicidio”;

Sia inasprita e resa applicabile l'attuale Decreto Legge 23 Aprile 2009 n. 38 "Reato di Stalking "

E' importante sottolineare che in tale seduta era già prevista nell'ordine dei lavori, una discussione sul “femminicidio” e sulla necessità di un approvazione in tempi brevi della proposta di legge in discussione in parlamento. Un ordine del giorno proposto e sostenuto dalla Giunta e da tutti i gruppi Consiliari a cui abbiamo chiesto opportunamente di integrare ed  arricchire con i punti fondamentali proposti dal nostro Comitato.

L' O.d.G., infatti, oltre a ribadire quanto già evidenziato durante la presentazione del Comitato stesso, vuole sottolineare che l’efficienza della giustizia è un diritto da riconoscere ai cittadini, siano essi vittime,  colpevoli o semplicemente in attesa di giudizio; che va salvaguardato il principio del diritto penale di “presunzione d'innocenza” che considera l'imputato non colpevole sino a condanna definitiva; che la gravità del reato e l’allarme sociale collegato alla scia di «femminicidi» che ha sconvolto il Paese, deve richiedere una particolare attenzione da parte dei cittadini, delle forze dell'ordine e degli uffici giudiziari. Per non dimenticare il nostro sostegno alla legge sullo stalking che ha rappresentato un importante azione per contrastare la violenza sulle donne.

L'approvazione di questo O.d.G. integrato con le nostre proposte, può rappresentare il superamento del primo gradino di una lunga scala che conduce verso l'obiettivo prefissato: modificare la legge sulla carcerazione preventiva, rendere attiva ed incisiva la legge sullo stalking e approvare, in tempi brevi, il testo di legge che preveda e contribuisca a ridurre ed eliminare il fenomeno “culturale e sociale” del “femminicidio”.


COMUNICATO STAMPA N°1

CONVOCAZIONE CONFERENZA STAMPA

Presentazione Comitato “UNITI PER TITTI” in ricordo di Tiziana Olivieri

 

A tutti gli organi d'informazione

si comunica che sabato 11 maggio 2013 alle ore 10.30 presso la Polisportiva di Marzaglia (Modena) sita in via Marzaglia a fianco della chiesa, sarà presentato, nel giorno dell'anniversario della sua nascita, il Comitato “UNITI PER TITTI” in ricordo di Tiziana Olivieri.

Il ricordo di Tiziana, uccisa dal suo compagno, è ancora vivo in tutta la comunità e lo scandalo di quanto successo è ancor più evidente perchè avviene proprio in un momento in cui anche le più alte cariche dello Stato si sono espresse contro la violenza alle donne e per un impegno a prendere provvedimenti in merito.

Ciò che sta accadendo, infatti, in questi ultimi giorni a Reggio Emilia, dove un uomo, reo confesso di avere ucciso la compagna circa un anno fa è già tornato in libertà a causa di un disguido burocratico, rappresenta l'ultima inadempienza compiuta in tema di giustizia.

Quante Tiziane esistono in questo paese e quante Tiziane quotidianamente subiscono o possono subire quello che tragicamente la nostra Tiziana ha patito?

Per questo motivo il Comitato si prefigge l'obiettivo di consentire che questo gravissimo episodio possa servire almeno a migliorare ciò che oggi si può già fare per contrastare un fenomeno che ormai registra nuovi atti violenti quasi ogni giorno. E non ci riferiamo “solo” alla violenza, ma agli omicidi, o forse sarebbe meglio dire femminicidi.

Qui non è in gioco solo il diritto di avere giustizia dell'ennesimo grave caso di violenza, qui è urgente e necessario impedire che questo possa ancora succedere.

Se è vero infatti, come dice la Presidente Boldrini, che si tratta di educare al rispetto e di cominciare dalle scuole, è anche vero che questo lavoro formativo e culturale ha tempi molto lunghi prima di arrivare a dare i suoi frutti.
E nel frattempo? C’è qualcos’altro che si può fare?

Innanzi tutto il caso di Reggio Emilia ci dice che deve esserci CERTEZZA DELLA PENA!
Se si lasciano accadere episodi come questo senza intervenire, senza scandalizzarsi, senza sollevare proteste anche istituzionali, il rischio è di contribuire ad assecondare quella cultura che alimenta la violenza sui più deboli (donne e bambini) e il pericolo di reazione auto-giustizialiste dei suoi cittadini.

Non è, infatti, un desiderio di vendetta che ci ha indotti a dar vita a questo Comitato ma la volontà come liberi cittadini di pretendere che le Istituzioni intervengano sul caso di Reggio Emilia, contribuendo contemporaneamente con leggi adeguate, che questo non possa mai più accadere.

Vogliamo non solo che le attuali leggi siano applicate senza sconti ma che sia approvata nel più breve tempo possibile una norma che impedisca la scarcerazione per decorrenza dei termini di chi “omicida reo” confesso o colto in flagranza di reato. Un obiettivo che ci prefiggiamo di portare a compimento con tutti i mezzi democratici a nostra disposizione.

E' necessario intervenire al più presto anche su una “diversa attenzione” da parte delle Forze dell’Ordine nei confronti delle denunce di stalking. Non è compito loro valutare l’attendibilità di chi denuncia (esiste la Magistratura per perseguire eventuali abusi), ma è loro compito porre in essere tutte le azioni necessarie perché dal maltrattamento non si arrivi all’omicidio.
Perché dopo, purtroppo, è troppo tardi.
Per Tiziana, e per le altre decine di donne uccise in Italia dopo di lei, è già TROPPO TARDI.

Segue lettera indirizzata a:
Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini
Ministro per le Pari Opportunità, Josefa Idem
Ministro dell’Interno Angelino Alfano

 

 

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