martedì 25 luglio 2017   
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FIORANI IL “DIFENSORE DEI DEBOLI”
di Linda Pastorelli

La puntata di Report di domenica sera ha trattato un tema complicato e di non facile comprensione, come quella delle grandi scalate bancarie del 2005 e dei ‘furbetti del quartiere’. Alcuni messaggi però sono arrivati forti e chiari ai telespettatori, in particolare quelli diffusi dall'ex amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, Gianpiero Fiorani. Totalmente noncurante dei capi d’imputazione che pendono sulla sua testa si è presentato in perfetta forma, sorridente, rilassato e sicuro di sé come non mai. Ai microfoni del bravo Paolo Mondani ha rivelato l’intenzione di fare una trasmissione televisiva su Rai Due, o su un altro canale con cui avrebbe dei contatti il suo nuovo 'agente' Lele Mora, “una fascia o mattutina o pomeridiana, a servizio dei deboli. Chi sono i deboli? Quelli che non hanno capacità e competenza per difendersi dagli attacchi dei forti: dalle banche, dalle assicurazioni, dagli agenti immobiliari”. Al giornalista, e credo a tutti gli spettatori, è sembrata una scenetta satirica, giusto per fare un po' di audience. Un'imitazione al Max Giusti o alla Crozza. Ed invece no, lo sbigottimento di Mondani ha riportato tutti alla triste realtà. Fiorani, disinteressandosi completamente della sua posizione, che lo vede indagato per aggiotaggio, ostacolo alla Consob e alla Banca d’Italia, appropriazione indebita, associazione a delinquere e truffa, è già in accordi con il direttore di Rai Due Marano per un progetto di questo tipo.

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Ma cosa ci si può aspettare da una persona che Lele Mora considera il nuovo ‘Fiorello’ e che si fa fotografare al Billionaire in versione cantante da spiaggia, abbracciato al tronista di turno? Purtroppo, non c'è mai fine allo squallore. Le dichiarazioni successive di Fiorani hanno toccato dei livelli di indecenza ancora maggiori. Alla domanda sui soldi che ha versato a favore di Calderoli, Tarolli dell’Udc e di Brancher di Forza Italia (evidenziati dall'indagine in corso) la sua risposta è stata sorniona, quasi di eco Andreottiano. “Ma se domani lei viene da me e mi dice, ancorché politico: “Guarda devo pagare i manifesti per la campagna elettorale che devo fare giù al paese giù... a Cernobbio e mi servono 30 mila euro, lei cosa fa?”. Ad inquadrare però la figura leggendaria di questo uomo ha contribuito un'altra sua 'perla di saggezza'.

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“Dottor Fiorani, - lo ha incalzato il giornalista - non è che Lei ad un certo punto si è fatto i conti e ha detto: “Qui con l’indulto non mi faccio nient’altro di carcere, le cose ce le ho, cambio linea difensiva, una linea difensiva più robusta insomma oggettivamente aggressiva, per quale motivo dovrei andarmi a calare le braghe davanti alla Procura?”. La sua risposta è stata senza possibilità di replica “No, no, dunque lei consideri una cosa: il sottoscritto ha un rapporto coi soldi assolutamente ininfluente. Io sono sempre stato convinto, lo diceva mio nonno, che i soldi sono come le unghie... ricrescono! Se uno è bravo a farli li fa un’altra volta. Li perde tutti? Pazienza”. Cosa si deve pensare di una persona che ha una mentalità di questo tipo e non si vergogna ad esternarla?

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