martedì 19 settembre 2017   
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Documenti di approfondimento » IL TG2 SULLA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE  
IL TG2 SULLA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE SERVIZIO SCANDALOSO?
SE NE DISCUTE IN PARLAMENTO

Onorevole Fosco Giannini (RC-SE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


GIANNINI (RC-SE). Signor Presidente, ieri sera, nella seconda parte del TG2 delle 20,30, è andato in onda un servizio sulla Rivoluzione d'ottobre.

Affermo in modo determinato, forte e chiaro che questo è stato un servizio vergognoso. È stato esplicitamente detto, signor Presidente, che la Rivoluzione d'ottobre è stata solamente un sanguinoso colpo di Stato, che ha messo fine alla vera rivoluzione, quella menscevica, che ha prodotto solo un nuovo zarismo; che ha gettato la Russia nel sangue e nella violenza; che ha esportato con la forza l'orrore nel mondo (Proteste dai banchi dell'opposizione); che la Rivoluzione d'ottobre ha favorito il sorgere del fascismo in Italia; che lo stesso nazismo sarebbe nato per combattere il mostro del comunismo; che la storia avrebbe dimostrato che comunismo e nazismo sono la stessa cosa (Proteste dai banchi dell'opposizione); che, infine, il comunismo avrebbe manipolato i contadini e gli operai italiani (Proteste dai banchi del centro-destra. Applausi ironici dal Gruppo UDC).

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E per dare forza a tale affermazione, il servizio si è chiuso con le immagini di manifestazioni operaie italiane degli anni Sessanta con le bandiere rosse. Io mi sono alzato in piedi, signor Presidente (Applausi ironici dai Gruppi LNP, FI, UDC e AN), come si alzavano in piedi i contadini di Di Vittorio di fronte ai padroni delle terre. Mi sono alzato in piedi, senza togliere il cappello, per dire a tutti che questo servizio televisivo è stato contro la democrazia, contro la storia e contro la civiltà.

La Rivoluzione d'ottobre è stata tra i più grandi eventi della storia dell'umanità (Vivaci commenti dai Gruppi LNP, FI, UDC e AN): essa, superando il capitalismo, ha dimostrato una volta per tutte a tutti i popoli oppressi all'interno del proletariato mondiale che i rapporti di produzione capitalistici non sono naturali e dunque eterni ed immutabili. Ha dimostrato che lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e sulla donna non è un destino ineluttabile; che i padroni, come l'aristocrazia francese, non sono figli di Dio. La Rivoluzione d'ottobre, signor Presidente, non favorì il fascismo ma sconfisse il nazifascismo.

 

GUZZANTI (FI). Pensa ai gulag!

 

GIANNINI (RC-SE). Spinse masse sterminate sul piano proletario a liberarsi dal colonialismo, dallo sfruttamento e dalle dittature fasciste, e le grandi lotte operaie e contadine di questo Paese furono possibili anche grazie all'ideale acceso dalla Rivoluzione d'ottobre.

Il comunismo, si è detto, sarebbe uguale al nazifascismo: si vergognino! La si può vedere ancora oggi, e sempre si vedrà, la differenza! (Vivaci commenti dai Gruppi LNP, FI, UDC e AN). Ancora oggi i fascisti e le destre sono i rappresentanti e i servi fedeli del potere economico e dei signori della guerra e come i nazisti di un tempo hanno in odio i diversi, i rom, gli immigrati, i comunisti. Noi, i comunisti e la sinistra, come sempre, per nostra natura, per nostro ideale, siamo dalla parte della pace e dei lavoratori (Vivi, ironici commenti dai Gruppi LNP, FI, UDC e AN).

Mi lasci rispondere a tanta vergogna, signor Presidente, finendo, mi lasci parlare con il cuore: viva la Rivoluzione d'ottobre (Vivaci commenti dai Gruppi LNP, FI, UDC e AN), viva Antonio Gramsci, viva Giuseppe Di Vittorio, viva i morti di Reggio Emilia, viva il socialismo! (Applausi dal Gruppo RC-SE. Vivaci commenti e applausi ironici dai Gruppi LNP, FI, UDC e AN).



PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego: il senatore Giannini non chiede frequentemente di intervenire e democrazia vuol dire ascoltare anche quello che non piace.



MALAN (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MALAN (FI). Signor Presidente, questa mattina abbiamo avuto una buona notizia dal senatore Giannini: una volta ogni tanto anche alla televisione pubblica si dice la verità. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC, LNP e DCA-PRI-MPA). Purtroppo gli studenti delle scuole vengono generalmente indottrinati con quella grottesca visione della Rivoluzione d'ottobre e di altri avvenimenti del genere che invece ci ha riferito il senatore Giannini.

Per ricordare alcuni dettagli, nei soli cinque mesi seguiti alla Rivoluzione d'ottobre ci sono state più uccisioni e più condanne a morte, senza contare quelle extragiudiziali, che negli ultimi novanta anni del regime zarista. La Rivoluzione d'ottobre non è stata, come generalmente viene detto ai nostri studenti, una rivoluzione contro lo Zar, ma una rivoluzione contro la nascente repubblica democratica che si stava instaurando in Russia. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC, LNP e DCA-PRI-MPA).

Questo purtroppo è talmente raro sentirlo che causa indignazione le poche volte in cui lo si sente. Dovremmo, questo filmato, ma soprattutto questa verità, farla sentire anche nelle scuole, perché i nostri studenti sono sottoposti ad un indottrinamento tale che forse alcuni di loro si sono sdegnati, come si è sdegnato, completamente a torto, il senatore Giannini. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC, LNP e DCA-PRI-MPA).



CASTELLI (LNP). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CASTELLI (LNP). Signor Presidente, io ho ascoltato molto attentamente, da democratico, e senza interloquire, quanto detto dal collega Giannini.

Ritengo che, al di là del merito, il suo discorso sia assolutamente interessante e chiedo che la registrazione sia acquisita e trasmessa dalla RAI, perché gli italiani devono sapere chi i senatori a vita, i cosiddetti moderati alla Follini e quant'altri tengono in vita in questo Governo. È stata fatta un'operazione di verità! Questo intervento deve essere pubblicizzato il più possibile su tutte le reti nazionali! (Applausi dai Gruppi LNP e FI).



BUTTIGLIONE (UDC). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BUTTIGLIONE (UDC). Signor Presidente, ringrazio il senatore Giannini che, con il suo intervento, ha fornito l'occasione per questo dibattito che, però, andrebbe svolto in altro luogo, in altro modo, con altri tempi e altra serietà, perché il giudizio sulla Rivoluzione d'ottobre è ancora una discriminante fondamentale nella politica del nostro tempo.

È difficile negare che essa sia stata una rivoluzione contro un Governo democraticamente eletto, la quale ha ucciso nella culla la nascente democrazia russa. Questo non è un mio giudizio, ma un'opinione largamente diffusa nella storiografia e che porta la firma di una grande vittima e testimone del dramma del comunismo, cioè Alexander Solgenitsin.

Ricordo che, quando egli venne, su mio invito, alla Internationale Akademie für Philosophie in Liechtenstein per ricevere la laurea honoris causa, ripeteva che tutto questo era accaduto perché avevamo dimenticato Dio, perché l'Europa aveva vissuto un momento di ùbris che l'aveva allontanata dalle sue radici cristiane. I legislatori europei farebbero bene a ricordarlo.

Questo momento di ùbris ha generato prima il comunismo e poi il nazifascismo, perché come la storiografia moderna più accreditata ha riconosciuto (voglio qui ricordare gli studi di Renzo De Felice in Italia, ai quali io ho preso parte in maniera modesta ma, a quel tempo, non disprezzabile), il fascismo nasce come risposta al comunismo. Non vi è una giustificazione del comunismo come lotta anti fascista, ma è il contrario! Il nazionalsocialismo è anch'esso una risposta al comunismo, che tenta di superarlo in orrore (e forse vi riesce), ma partendo dalla medesima impostazione fondamentale. Davanti a questo orrore, si erge la resistenza della coscienza dell'Europa. Non si può parlare di comunismo senza ricordare Lech Walesa, senza ricordare Solidarność, senza ricordare Giovanni Paolo II, perché quell'orizzonte di violenza e distruzione cede davanti ad una testimonianza disarmata, alla testimonianza della coscienza.

Sarebbe bene che di questi argomenti si parlasse in questo Parlamento e nelle scuole e che ciò servisse a costruire la coscienza della libertà della nazione italiana, fuori da ogni propaganda ma partendo dalla esperienza vissuta. Sarebbe bene che, così come portiamo i ragazzi ad Auschwitz a far raccontare loro, da chi ha vissuto quell'esperienza, cosa sia stato Auschwitz, li portassimo anche a Kolyma per far raccontare loro, da chi vi è stato rinchiuso, cosa siano stati i campi di concentramento comunisti.

Parlo con commozione di queste vicende perché le ho vissute, seppure in forma attenuata, nella Polonia degli anni Settanta. Sapete cosa vuol dire avere paura di chiunque porti un uniforme? Sapete cosa vuol dire non poter parlare liberamente neanche all'interno della propria cerchia famigliare, per il sospetto che vi sia una spia? Sapete cosa vuol dire che l'amico, il compagno, il fratello possono essere trovati morti (perché i casi come quelli di don Popieluszkosono stati tanti) a causa (così si diceva) di un incidente stradale o perché ammazzati da una banda di ubriachi? Sapete cosa vuol dire che, nella sola giornata del 13 dicembre 1981, circa 50.000 persone sono scomparse senza che nessuno abbia mai conosciuto la loro sorte?

E questo sarebbe il Governo degli operai e dei contadini? Ma gli operai e i contadini hanno condannato questo Governo, recandosi ai cancelli di Danzica con le immagini di Giovanni Paolo II e della Madonna di Częstochowa.

Vogliamo parlare del comunismo? Vogliamo discutere dell'equivalenza morale di comunismo e nazionalsocialismo con la realtà dei fatti?

Credo sarebbe opportuno, signor Presidente, che questo Senato dedicasse una volta una sessione di studio a riflettere sulle radici della politica contemporanea.

La lotta per la libertà è indissolubilmente lotta contro il nazifascismo, lotta contro il comunismo e lotta contro il totalitarismo. Questa è la verità su cui si regge la democrazia occidentale e su cui si deve reggere anche la democrazia italiana. (Applausi dai Gruppi UDC, FI e AN. Congratulazioni).



PRESIDENTE. Colleghi, ho una serie troppo lunga di persone che chiedono di parlare a questo proposito. Con tutto il rispetto per l'importanza storica della Rivoluzione d'ottobre, io non credo che una seduta possa esaurire un argomento del genere. Oggi noi abbiamo all'ordine del giorno un decreto che comunque reca misure importantissime, che piacciano o non piacciano, per il Paese. Questa è la strada migliore per non riuscire a votare le proposte dei senatori della Commissione e andare dritti alla fiducia. Io credo che sia interesse di tutti votare.

Se poi vorremo, la prossima settimana, visto che avremo il tempo, riunirci per parlare della Rivoluzione d'ottobre, solleciterò la convocazione di una seduta al Presidente e chi sarà interessato potrà partecipare. (Applausi dai Gruppi Ulivo e IU-Verdi-Com).

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