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Documenti di approfondimento » Le Foibe  

Le Foibe

Flavio Novara

Abbiamo pensato di pubblicare i dispacci militari dell’epoca e gli avvisi in testo originale recuperati, perché ritenevamo giusto, nel nostro piccolo, dare un contributo attivo contro la continua propaganda antipartigiana orchestrata dalle forze politiche della destra in questo ultimi anni. Una propaganda orchestrata con toni sempre più violenti, nel tentativo di delegittimare il fondamentale ruolo svolto da quegli italiani democratici, che in nome della libertà, hanno sacrificato la propria gioventù e la propria vita.

Un sacrificio non dobbiamo mai dimenticarlo che ha portato a costruire una repubblica libera dal giogo tedesco e dall’atroce e vigliacca azione di tutta “quell’altra” parte dell’Italia che, in nome di un’italianità fascista, voleva mantenere attiva con la sopraffazione e l’annientamento degli avversari politici una ormai ventennale dittatura.

Quando si parla di foibe ci si riferisce alle violenze di massa a danno dei militari e civili, in larga prevalenza italiani, scatenatesi nell’autunno del 1943 e nella primavera del 1945 in diverse aree della Venezia Giulia e che nel loro insieme procurarono alcune migliaia di vittime.”(1)

Possiamo dire che la ricerca storiografica sul fenomeno delle cosiddette Foibe è rimasta praticamente dov’era, la campagna mediatica e politica ha fatto invece grossi passi avanti. L’apice di questa campagna è stato(per ora) raggiunto con l’istituzione da parte del parlamento nel marzo del 2004 della “giornata del ricordo delle foibe (e dell’esodo, altro argomento buono a scopi propagandistici)”. La legge istitutiva di tale giornata accoglie a pieno le interpretazioni degli ambienti delle organizzazioni dei profughi istriani e dalmati e degli ex collaborazionisti secondo cui il fenomeno avrebbe riguardato esclusivamente italiani che sarebbero stati uccisi, (ad opera dell’esercito Jugoslavo e dei partigiani istriani), solo perché italiani. Con questo, grazie al governo di centro Destra, lo stato italiano ha riconosciuto ufficialmente quali “martiri dell’italianità” personaggi come le SS Ottocaro Krisa ed Ermanno Callegaris (e tanti altri simili a loro) facendo implicitamente proprio anche il tipo di italianità – quella del fascismo, dell’imperialismo, del razzismo e dello sciovinismo – che tali personaggi hanno difeso. Ma c’è di peggio, perché ora, grazie all’avallo del parlamento, tale interpretazione è divenuta “verità ufficiale”.(2)

(1) - R. Pupo e R.Spazzali, da Foibe

(2) - Sandi Volk (da “ Operazione Foibe – tra storia e mito” di Claudia Cernigoi)


Foibe (documenti originali)


/REGNO D'ITALIA/
/ALTO COMMISSARIATO PER LA PROVINCIA DI LUBIANA/

Lubiana, lì 24 agosto 1942-Anno XX

Ufficio: SEGRETERIA PARTICOLARE

MINISTERO DELL'INTERNO             R 0 M A
Gabinetto

  A seguito del foglio n. 1362/2/Ris. del 16 corrente, mi permetto prospettare nelle sue linee generali il programma di attività che mio intendimento svolgere in questa provincia:

 ATTIVITA' POLITICA
1) POPOLAZIONE SLOVENA: Linea di condotti "durissima" nel riguardi degli sloveni, sino a quando non saranno tangibili e provate le manifestazioni di ravvedimento, e molto dura anche in seguito.
Indirizzo però unitario nella linea di condotta da seguire, e specialmente nell'applicazione dei provvedimenti che debbono essere emanati dall'autorità competente, e non lasciati all'arbitrio dei singoli.
In quest'ultimo caso si dà manifestazione di confusione e di debolezza anzichè di ordine e di forza.
a) Il problema della popolazione slovena può essere risolto nei seguenti modi:
    1) distruggendola;
    2) trasferendola;
   3) eliminando gli elementi contrari, attuando una politica dura, però di giustizia e di avvicinamento, onde creare le basi per una proficua e leale collaborazione prima e possibilità di assimilazione poi, che però solo col tempo si potrà realizzare.
Occorre quindi stabilire quale linea di condotta si intende seguire.-
b) Per l'internamento in massa della popolazione procedere secondo un piano prestabilito, che possa avere uniforme applicazione in tutti i territori della provincia. Meglio costituire "campi di lavoro" anzichè campi di internamento, dove si ozia.
c) Per la sostituzione con popolazione italiana di quella slovena occorre stabilire:
    1) dove deve esser trasferita la popolazione slovena;
   2) dove deve esser presa la corrispondente popolazione italiana, facendo presente che è più adatta, quella settentrionale e centrale;
  3) se si intende "italianizzare" innanzi tutto una fascia di frontiera, stabilendone la profondità (20/30 chilometri);
   4) se si intende invece trasferire tutta la popolazione slovena. In tal caso sarebbe opportuno iniziare dalla zona slovena a cavallo del vecchio confine.

  A mio avviso il trasferimento totale o parziale della popolazione sarà difficilmente possibile durante la durata della guerra.-
L'ALTO COMMISSARIO
(Emilio Grazioli)



SEGRETO DOPPIA BUSTA    
RISERVATA-DOPPIA BUSTA

Lubiana, lì 21 novembre 1942/XXI

FP/
Ufficio SEGRETERIA PARTICOLARE
N. 1593/2/Ris.
OGGETTO: Vescovo di Lubiana Monsignore dott. Rozman.-

MINISTERO DELL'INTERNO
        Gabinetto              ROMA

 A seguito della precedente segnalazione, apprendo che il Vescovo di Lubiana è stato ricevuto ieri l'altro dal Pontefice, al quale, da quanto mi consta, ha consegnato l'allegato memoriale riflettente le condizioni degli sloveni internati nei campi militari.-
Il memoriale è stato compilato in accordo con il Vescovo di Arbe, che ne avrebbe rimesso copia al Comandante Superiore delle Forze Armate "Slovenia-Dalmazia".-

L'ALTO COMMISSARIO
(Emilio Grazioli)
    Grazioli

 

 

A L L E G A T O

Per circa 300.000 fedeli della Diocesi di Lubiana che si trovano nella Provincia di Lubiana, ne sono stati finora internati in diversi campi di concentramento quasi 30.000, cioè il 10 % di tutta la popolazione. In maggior parte sono nei seguenti campi di concentramento:
- a GONARS (diocesi di Udine) circa 4.000. Da Gonars vennero trasportati ultimamente una parte rilevante di questi in un campo di concentramento vicino ad Arezzo.
- a MONIGO (Treviso) circa 3.500 (fra questi 700 bambini al di sotto dei 10 anni).
- a PADOVA circa 3.500.
- a ARBE (diocesi di Veglia) circa 15.000 (fra questi oltre 1000 bambini).
E per di più si trasporta nei campi di concentramento quasi ogni giorno ancora altra gente di ambedue i sessi e di tutte le età. Nessuno può sapere quanto tempo ciò durerà ancora.
Le condizioni di vita dei campi dì concentramento non sono buone. Tutti soffrono moltissimo. La mancanza di nutrimento non è il peggiore male per gli adulti. bensì per i bambini. Il male più insopportabile per gli adulti è l'ozio, la mancanza di occasioni per un lavoro utile, specialmente risentono ciò le persone colte che non possono avere nemmeno dei libri, sebbene questi fossero stati raccolti e pronti per la spedizione a Lubiana, ma venne respinto il permesso di trasportarli nei campi concentramento. Tutti gli internati però riconoscono che il Comando dei singoli campi di concentramento ha un trattamento umano e giusto verso gli internati. Ma ad onta della buona volontà dei singoli comandanti vi sono nei campi di concentramento moltissime cose che richiedono un urgentissimo miglioramento, perchè questi non divengano degli accampamenti di morte e di sterminio. Ecco i provvedimenti più urgenti da farsi:
    1. - I bambini dovrebbero essere immediatamente rimandati a casa assieme alle loro madri. I bambini nella più tenera età, i lattanti - diverse decine ne sono nati negli accampamenti stessi - non possono vivere col nutrimento che ivi hanno a disposizione. Di latte non ne possono avere neppure una goccia. Per questa ragione i bambini muoiono. Le peggiori condizioni regnano nel campo di concentramento di Arbe.
    2. - Gli ammalati gravi e quelli che sono affetti da malattie croniche dovrebbero venire liberati e rimandati alle rispettive famiglie, dove potranno essere meglio curati.  Vi sono casi veramente terribili: per es. a Gonars vi fu uno studente universitario che aveva un tumore nel cervelletto ed in seguito a ciò perdette la vista. Proprio nel giorno in cui fu arrestato a Lubiana in occasione della razzia generale, aveva ricevuto dal medico un ordine scritto per recarsi alla clinica per un'operazione urgentissima. Nessuno badò a ciò, venne trasportato a Gonars ed ivi trattenuto. Egli perdette completamente la vista. Dopo alcuni mesi si è riuscito a liberarlo. L'operazione venne fatta ma la vista non si potè più ricuperare. Se l'operazione avesse avuto luogo a tempo, si avrebbe potuto salvargliela. E questo studente è un esemplare cattolico che era membro dell'organizzazione cattolica che aveva lottato tutti gli anni dell'Università palesemente ed intrepidamente contro il comunismo. Vi sono inoltre moltissimi casi di malattie reumatiche con le conseguenti malattie di cuore.
    3. - La separazione degli studenti e degli altri adolescenti dai rimanenti internati.
   4. - I bambini e gli adolescenti che sono negli accampamenti dovrebbero venire nutriti più conveniente e più abbondantemente, affinchè non soccombano a causa dell'esaurimento e delle malattie che nell'inverno sono ancor più pericolose.
    5. - L'istituzione di scuole regolare per i bambini e gli studenti che non vengono rimandati alle loro famiglie.
   6. - Che agli internati venga concessa la comunicazione regolare con la propria famiglia a mezzo della corrispondenza, la possibilità di ricevere regolarmente dei pacchi di vesti e cibi che i famigliari si tolgono della bocca. (Le spedizioni concesse fino ad ora di 5 kg.. al mese sono insufficienti).
  Tutti sono stati trasportati da casa con gli abiti di estate. Molti vennero arrestati durante il lavoro dei campi.  L'unico vestito che avevano indosso, è ormai gia logorato; negli accampamenti ora sono al cominciar dell'inverno quasi nudi.
   7. - Sarebbe indispensabile la revisione di tutti gli internati, affinchè vengano trattenuti in internamento soltanto quelli che avevano commesso qualche delitto oppure sono pericolosi all'ordine ed alla sicurezza pubblica; gli innocenti invece vengano rilasciati.  E' certo che fra gli internati la maggior parte sono innocenti, poichè generalmente vengono trasportati gli abitanti senza distinzione di interi villaggi, senza alcuna inchiesta o interrogatorio Tutti gli internati dovrebbero essere divisi in tre gruppi: gli innocenti, i sospetti ed i colpevoli.
  A questo riguardo vennero fatte al Comando dell'XI Corpo d'Armata ed all'Alto Commissario da diversi parti delle domande e delle proposte, però fino ad ora non avvenne alcun cambiamento anzi vengono tuttora mandate allo stesso modo centinaia di persone negli accampamenti.
  Tutti saranno riconoscentissimi alla Santa Sede, se potesse appoggiare queste nostre proposte presso le competenti autorità italiane.


ALCUNI PROVVEDIMENTI DALLA SANTA SEDE PROPOSTI PER MIGLIORARE LE CONDIZIONI DEI CATTOLICI SLOVENI DELLA PROVINCIA DI LUBIANA E QUELLE IN PARTICOLARE MODO DEGLI INTERNATI CIVILI

  1) Revisione della situazione personale di tutti gli internati, in base ad un'accurata inchiesta che permetta di distinguere i rei dagli innocenti, i quali ultimi potrebbero essere facilmente identificati mediante liste compilate con l'assistenza dei Parroci e dei Podestà dei singoli Comuni, che hanno più esatta cognizione delle persone e si presume non siano mossi da spirito di vendetta e di altri bassi motivi.-
  2) Sospensione degli internamenti in massa e limitazione di essi ai soggetti veramente colpevoli o fondatamente sospetti.-
  3) Liberazione immediata:
   a) di coloro che risultino innocenti o nelle liste anzidette vengano segnalati come persone oneste e degne di fiducia;
    b) dei bambini, che non possono avere nei campi di concentramento la conveniente alimentazione. Le loro condizioni sembrano particolarmente pietose nei campi di Arbe e di Treviso nei quali si troverebbero rispettivamente 1.000 e 700 bambini di età inferiore ai 10 anni;
    c) delle donne, che non risultino affiliate ad organizzazioni comuniste o colpevoli di delitti specifici;
    d) dei malati gravi, e dei cronici, onde possano avere in famiglia le cure necessarie.-
  4) Predisporre le opportune previdenze per coloro che saranno rimpatriati e che troveranno case e villaggi distrutti.
 5) Allontanamento dai campi di concentramento comuni di tutti i minorenni, al fine di sottrarli al pessimo influsso che esercita su di essi la convivenza con adulti non sempre raccomandabili per le loro idee e per il loro costumi.-
  Ove esistono ragioni, che ne impediscano l'immediata liberazione, riunirli in appositi campi con organizzazione scolastica e con adeguata assistenza religiosa, affidata a Cappellani adatti, provvedendoli in pari tempo di nutrimento più sostanzioso ed abbondante, perchè non abbiano a soccombere a causa dell'esaurimento.-
  6) Assicurare agli internati la possibilità di corrispondere regolarmente con le loro famiglie e di riceverne pacchi di viveri e di indumenti.


Allegato n. 10

al diario storico militare del giorno 4 luglio 1942-XX

COMANDO  XI°  CORPO  D'ARMATA
Uff. Operazioni

- - - - - - - - - - - - - - - - -

N.02/6246/Op.

P.M. 46, 4 luglio 1942-XX

OGGETTO:  Proclama.

ALL'ECCELLENZA  EMILIO  GRAZIOLI
Alto  Commissario  per  la  Provincia  di           L u b i a n a

E' intendimento dell'Ecc. Generale Roatta che all'inizio del prossimo ciclo di operazioni di grande rastrellamento, venga emanato il proclama annesso.
Esso è ispirato ai seguenti criteri:
- riassumere brevissimamente i precedenti e le ragioni per cui - per colpa unicamente dei ribelli e dei loro favoreggiatori - si sia passati e si passi da una prassi clemente, e poi più dura, ad una prassi decisamente più drastica;
- elencare tutte insieme le principali limitazioni che verranno applicate, ivi comprese alcune già in atto;
- lasciare una possibilità di ravvedimento per coloro che si arrendano, consegnando le armi, fuori dall'ambito del combattimento vero e proprio.
Il proclama verrà pubblicato nel momento stesso in cui inizieranno le operazioni.
Pubblicarlo prima equivarrebbe a dare l'allarmi e l'effetto sarebbe - d'altra parte - minore.
La pubblicazione sarà fatta contemporaneamente, con affissione in tutti i presidi e con lancio da aeroplani nelle zone interposte fra i presidi, a cominciare da quelle in cui sono annidate le formazioni ribelli.
In aderenza a quanto è stato fatto finora, sarebbe opportuno che il proclama portasse le firme di V.E. e mia.
Allego pertanto copia del testo del proclama e prego V.E. di voler compiacersi di farmi conoscere la sua decisione.
Alla stampa dei proclami provvederà il Comando Superiore FF.AA. Slovenia - Dalmazia.
Interesserò poi V.E. per il concorso dei comuni per l'affissione del manifesto che verrà diffuso anche a cura dei comandi operanti ed a mezzo aerei.

IL GENERALE DI CORPO D'ARMATA
COMANDANTE
F/to Mario Robotti

p.   c.   c.
IL COMANDANTE CAPO DI S.M.
            F.to Annibale Gallo


S L O V E N I   !

-   Al momento dell'annessione, l'Italia vittoriosa vi ha dato condizioni estremamente umane e favorevoli.
Dipendeva da voi, ed unicamente da voi, di vivere in un'oasi di pace.

-    Invece molti di voi hanno impugnato le armi contro le autorità e le truppe italiane.

-   Queste, per un alto senso di civiltà ed umanità, si sono limitate all'azione militare, evitando misure che gravassero sul'insieme della popolazione ed ostacolassero la normale vita economica del paese.
E' solo quando i rivoltosi sono trascesi ad orrendi delitti contro italiani isolati, contro vostri pacifici concittadini e persino contro donne e bambini, che le autorità italiane sono ricorse a misure di rappresaglia ed a qualche provvedimento restrittivo, di cui soffrite per causa dei rivoltosi

-   Ora, poichè i rivoltosi continuano la serie di delitti, e poichè una parte della popolazione persiste nel favorire la ribellione, disponiano quanto segue:

1°) - A partire da oggi nell'intera Provincia di Lubiana:
- sono soppressi tutti i treni viaggiatori locali;
- è vietato a chiunque viaggiare sui treni in transito, tranne a chi è in possesso di passaporto per le altre provincie del regno e per l'estero;
- sono soppresse tutte le autocorriere;
- è vietato il movimento con qualsiasi mezzo di locomozione, fra centro abitato e centro abitato;
- è vietata la sosta ed il movimento, tranne che nei centri abitati, nello spazio di un chilometro dai due lati delle linee ferroviarie. (Sarà aperto senz'altro il fuoco sui contravventori);
- sono soppresse tutte le comunicazioni telefoniche e postali, urbane ed interurbane.

2°) - A partire da oggi nell'intera Provincia di Lubiana, saranno immediatamente passati per le armi:
- coloro che faranno comunque atti di ostilità alle autorità e truppe italiane;
- coloro che verranno trovati in possesso di armi, munizioni ed esplosivi;
- coloro che favoriranno comunque i rivoltosi;
- coloro che verranno trovati in possesso di passaporti, carte di identità e lasciapassare falsificati;
- i maschi validi che si troveranno in qualsiasi atteggiamento - senza giustificato motivo - nelle zone di combattimento.

3°) - A partire da oggi nell'intera Provincia di Lubiana, saranno rasi al suolo:
- gli edifizii da cui partiranno offese alle autorità e truppe italiane;
- gli edifizii in cui verranno trovate armi, munizioni, esplosivi e materiali bellici;
- le abitazioni in cui i proprietari abbiano dato volontariamente ospitalità ai rivoltosi.

-   Sapendo che fra i rivoltosi si trovano individui che sono stati costretti a seguirli nei boschi, ed altri che si pentono di aver abbandonato le loro case e le loro famiglie, garantiamo salva la vita a coloro che, prima del combattimento, si presentino alle truppe italiane e consegnino loro le armi.

-   Le popolazioni che si manterranno tranquille, e che avranno contegno corretto rispetto alle autorità e alle truppe italiane, non avranno nulla a temere, nè per le persone, nè per i loro beni.
Lubiana -- luglio 1942 - XX

Fonte: Fondo Gasparotto b. ff. 8578-8581, presso archivio Fondazione ISEC (Istituto di Storia dell'Età Contemporanea), Sesto S.Giovanni (Mi).


C O M A N D O   X I°   C O R P O   D'  A R M A T A

P.M. 46, 17 luglio 1942-XX

Ufficio Operazioni
n. 02/7014 di prot. op.

Oggetto: modalità d'azione contro i ribelli.

Al COMANDANTE DELLA DIVISIONE FANTERIA "GRANATIERI DI SARDEGNA"
Al COMANDANTE DELLA DIVISIONE FANTERIA "ISONZO"
Al COMANDANTE DELLA DIVISIONE FANTERIA "MACERATA"
Al COMANDANTE DELLA DIVISIONE FANTERIA "CACCIATORI DELLE ALPI"
Al COMANDANTE DEL RAGGRUPPAMENTO CC.NN. "MONTAGNA"
Al COMANDANTE DELL'XI RAGGRUPPAMENTO G.a.F.
Al GENERALE DE RIENZI COMANDANTE RAGGRUPPAMENTO MANOVRA
e, per conoscenza:
Al COMANDO SUPERIORE FF.AA. "SLOVENIA-DALMAZIA" (2^ Armata)

Porto a conoscenza di tutti la giusta sensazione che ha avuto il comando della Divisione Granatieri e cioè che il nemico stia lasciando dei piccoli nuclei di briganti indietro col compito di lasciarsi sorpassare dalle nostre truppe marcianti attraverso i varchi non potuti rastrellare, e colpirli alla schiena.
Questo fatto trova conferma nell'episodio delle cc.nn. della 105^ legione che a Krka Vas, dopo la partenza ed avanzata verso ovest della divisione Cacciatori, hanno subito 20 perdite, tra cui un ufficiale, inflitte da elementi ribelli ripullulanti a tergo delle colonne operanti.
Occorre quindi:

1°)- che il rastrellamento sia metodico e completo al massimo, per evitare che attraverso le maglie del dispositivo sfuggano elementi ribelli;

2°)- fucilare senza pietà gli uomini validi che nelle retrovie fossero sorpresi in atteggiamento sospetto lungo le strade ed a tergo delle nostre colonne.

IL GENERALE DI C.d'A. COMANDANTE
F/to Mario Robotti


Allegato n. 76

al diario storico militare del giorno 18 luglio 1942-XX

COMANDO  XI   CORPO  D' ARMATA
Ufficio Operazioni

P.M. 46, 18 luglio 1942-XX

n. 02/7037 di prot. op.

Oggetto: Applicazione dell'ordinanza del 15 luglio 1942-XX

Al COMANDANTE DIVISIONE FANTERIA "GRANATIERI DI SARDEGNA"
Al COMANDANTE DIVISIONE FANTERIA "ISONZO"
Al COMANDANTE DIVISIONE FANTERIA "MACERATA"
Al COMANDANTE DIVISIONE FANTERIA "CACCIATORI DELLE ALPI"
Al COMANDANTE XI RAGGRUPPAMENTO GAF
Al COMANDANTE RAGGRUPPAMENTO CC.NN. "MONTAGNA"

Mi riferisco alle disposizioni emanate ieri con foglio 02/6953 circa le misure da prendere affinchè i temperamenti applicati in vista dei lavori agricoli e della circolazione da centro abitato a centro abitato, non rendano inoperanti i provvedimenti restrittivi contenuti in proposito nell'ordinanza.
Intendo che dette misure siano immediatamente e molto energicamente applicate.
Se i comandi in indirizzo constateranno che esse non siano sufficienti ad assicurare che i provvedimenti dell'ordinanza raggiungano lo scopo proposto, provvedano immediatamente a darmene avviso senza attendere che ciò mi risulti direttamente nei controlli che io effettuerò e che ho preannunziato nel foglio a riferimento.
Circa l'esecuzione dei rimanenti provvedimenti sanciti dall'ordinanza preciso:

a)- Le misure di cui al numero II e III dell'ordinanza debbono essere applicate con la massima energia e senza falsa pietà.

b)- Chi compie comunque atti di ostilità alle autorità o truppe italiane - chi venga trovato in possesso di armi, munizioni ed esplosivi - chi favorisca comunque i rivoltosi - chi venga trovato in possesso di passaporti, carte di identità e lasciapassare falsificati. deve essere passato per le armi.
Non ammetto che gente colpevole di quanto sopra venga deferita ai tribunali od internata; dev'essere soppressa.

c)- Gli edifici da cui partono offese alle autorità e truppe italiane - gli edifici in cui vengano trovate armi, munizioni ed esplosivi o materiali bellici - le abitazioni i cui proprietari abbiano volontariamente dato ospitalità ai rivoltosi (e - per logica conseguenza - ancora di più le abitazioni appartenenti ai ribelli) devono essere inesorabilmente distrutti.

d)- Le misure di cui sopra non si applicano solo nella zona in cui operano le truppe mobili, ma nella intera provincia di Lubiana.

e)- La misura ultima del n.II dell'ordinanza (""... saranno passati per le armi...i maschi validi che si troveranno in qualsiasi atteggiamento - senza giustificato motivo - nella zona di combattimento"") deve essere intesa ed applicata nel modo seguente:
1°) I maschi validi trovati, in qualsiasi atteggiamento, in zona di combattimento, in aperta campagna dall'avanti sino alla linea di schieramento delle artiglierie, non possono essere considerati (per ovvi motivi) che come ribelli o favoreggiatori dei ribelli.
E pertanto passati per le armi.
2°) I maschi validi trovati in abitazioni isolate, gruppi di case e centri abitati, sempre quando non siano rei degli atti contemplati nei precedenti articoli del n.II dell'ordinanza, saranno tutti arrestati.
Quelli che fra essi non siano del luogo saranno passati per le armi come quelli incontrati in aperta campagna.
3°) Saranno pure arrestati i maschi validi che affluiscono in abitazioni isolate, gruppi di case e centri abitati, dopo la nostra occupazione.
Quelli che fra essi non risulteranno del posto, o che non rientrino colle proprie famiglie (circostanza questa che giustificherebbe la loro assenza al momento della nostra occupazione) saranno passati per le armi.
4°) La procedura di cui al n.1°, 2° e 3° sarà seguita anche nel caso che gli abitanti nel loro complesso accolgano favorevolmente le nostre truppe.

I rivoltosi cui è stata ... coll'ordinanza, e deve - per conseguenza - essere garantita salva la vita, sono esclusivamente coloro che, in località e al momento in cui non siano materialmente in corso combattimenti, si arrendono in forma evidente, consegnando le armi.
Chi si arrende, combattimento durante, non godrà di tale trattamento.

IL GENERALE DI CORPO D'ARMATA
COMANDANTE
F/to Mario Robotti


Allegato n. 90

COMANDO  XI   CORPO  D' ARMATA
Ufficio Operazioni

P.M. 46, 21 luglio 1942-XX

n. 02/10046 di prot. op.

Oggetto: Atteggiamento verso ribelli e loro favoreggiatori

Al COMANDANTE LA DIVISIONE FANTERIA "GRANATIERI DI SARDEGNA"
Al COMANDANTE LA DIVISIONE FANTERIA ISONZO
Al COMANDANTE LA DIVISIONE FANTERIA MACERATA
Al COMANDANTE LA DIVISIONE FANTERIA CACCIATORI DELLE ALPI
Al COMANDANTE IL RAGGRUPPAMENTO CC.NN. "MONTAGNA"
Al COMANDANTE L'XI RAGGRUPPAMENTO GAF

Nelle mie visite alle truppe in operazione ho notato che non tutti i comandanti sono immedesimati della necessità assoluta della repressione energica.
Tale circostanza è suscettibile non solo di indebolire l'azione intrapresa, ma altresì di diversificare la linea di condotta delle singole unità, linea di condotta che deve invece essere fermamente ed inesorabilmente unitaria.
Spero che ogni dubbio sia scomparso dopo la mia circolare numero 02/7037 in data 18/7, ad ogni modo pongo e prego di porre ai vostri dipendenti il dilemma netto seguente:
- o si sentono di procedere come intendo, ed allora applichino senza falsa pietà i miei ed i vostri ordini;
- o non si sentono di procedere in tale maniera, ed allora lo dichiarino, affinchè vengano destinati ad altri incarichi.

IL GENERALE DI CORPO D'ARMATA
COMANDANTE
F/to Mario Robotti


Allegato n. 89

COMANDO  XI   CORPO  D' ARMATA

P.M. 46, 21 luglio 1942-XX

Ufficio Operazioni
n. 02/10052 Op.

Oggetto: Favoreggiamento all'attività ribelli

Al COMANDANTE DIVISIONE FANTERIA "GRANATIERI DI SARDEGNA"
Al COMANDANTE DIVISIONE FANTERIA ISONZO
Al COMANDANTE DIVISIONE FANTERIA MACERATA
Al COMANDANTE DIVISIONE FANTERIA CACCIATORI DELLE ALPI
Al COMANDANTE RAGGRUPPAMENTO CC.NN. "MONTAGNA"
Al COMANDANTE XI RAGGRUPPAMENTO GAF

1) - Rammento - per gli opportuni provvedimenti - che l'ordinanza del 15 luglio prevede che sia passato per le armi chiunque alloggi volontariamente dei ribelli favorendone in tal modo l'azione.

2) - In relazione a quanto sopra, dato che risulta esistano presso l'ospedale civile di Lubiana parecchi ricoverati feriti di arma da fuoco, - il che lascia supporre che altri si trovino negli ospedali degli altri centri abitati, nelle cliniche e case di cura private, nelle abitazioni, ecc. - presi gli ordini dall'Eccellenza il Comandante Superiore FF.AA. Slovenia-Dalmazia, dispongo:

- tutti i sanitari di Lubiana e dei presidi da noi tenuti ed occupati, i direttori di ospedali, di cliche, di case di cura et similia siano riuniti ed avvisati che:
a) - possono accogliere negli stabilimenti sanitari e curare in essi e presso abitazioni feriti di armi da fuoco, ma hanno l'obbligo di fare immediata denuncia del fatto ai CC.RR. là dove esistono, oppure ai comandanti di presidio militare;
b) - le omesse o ritardate denunce costituiranno atto di favoreggiamento verso i ribelli: saranno pertanto severamente punite, anche con la pena di morte;
c) - sia detto ben chiaramente che la prassi sinora seguita si deve, nelle attuali circostanze, considerare integrata con le prescrizioni sopra riportate;

- siano passate frequenti ispezioni ai luoghi di cura pubblici e privati per accertare che si ottemperi all'ordine sopra riportato. Qualsiasi infrazione sia prontamente e severamente repressa;

- i feriti di arma da fuoco per i quali sussista anche il solo sopetto che abbiano partecipato all'azione ribelle siano riuniti in apposito locale, curati e considerati in stato di arresto. Una volta guariti saranno deferiti al tribunale militare.

Mi sia data assicurazione dell'avvenuta partecipazione ai medici di quanto li riguarda. Attendo di conoscere dal comando raggruppamento cc.nn. località e data della riunione che verrà in proposito indetta in Lubiana.

IL GENERALE DI CORPO D'ARMATA
COMANDANTE
F/to Mario Robotti


  F O N O G R A M M A   A   M A N O

P.M. 46, 21 luglio 1942 XX

DAL COMANDO XI CORPO D'ARMATA

ALL'ALTO COMMISSARIATO PER LA PROVINCIA DI LUBIANA

02/10048   ALT COMUNICO D'AVER AUTORIZZATO I COMANDANTI DELLE GRANDI UNITA' OPERANTI AD INTERNARE SECONDO LORO CRITERIO DISCREZIONALE I MASCHI VALIDI DAI 18 AI 55 ANNI TROVATI NELLE ZONE DI OPERAZIONE ALT.

F/TO GENERALE ROBOTTI


Allegato n. 97

COMANDO  XI   CORPO  D' ARMATA

P.M. 46, 23 luglio 1942-XX

Ufficio Operazioni
n. 02/10084 di prot. Op.

Oggetto: Risultati dei primi due complessi operativi

Al COMANDANTE DIVISIONE FANTERIA "GRANATIERI DI SARDEGNA"
Al COMANDANTE DIVISIONE FANTERIA CACCIATORI DELLE ALPI
Al COMANDANTE DIVISIONE FANTERIA ISONZO
Al COMANDANTE DIVISIONE FANTERIA MACERATA
Al COMANDANTE RAGGRUPPAMENTO CC.NN. "MONTAGNA"
Al COMANDANTE XI RAGGRUPPAMENTO GAF
Al COMANDANTE RAGGRUPPAMENTO MANOVRA (Generale De Rienzi)

Siamo al termine della 1^ parte del 2^ complesso operativo.
I risultati pratici sono i seguenti:
a)- nemici uccisi in combattimento n.32
b)- ribelli catturati e passati per le armi n.84
c)- ribelli volontariamente presentatisi n.50
d)- individui arrestati per cui sono in corso accertamenti n.13
e)- armi consegnate e prese: fucili 38 - fuc.mitr. 3 - cartucce un migliaio
f)- apprestamenti tattici e logistici distrutti.

In complesso non vi sarebbe da stare allegri - data l'entità della forza impiegata nelle operazioni di controguerriglia, se nelle operazioni in grande non si fosse accertato che i nostri soldati hanno fatto tutto quanto si poteva per avere risultati migliori. Ma evidentemente, le difficoltà del terreno, la vastità del territorio da rastrellare in confronto alla truppa impiegabile, l'astuzia volpina dei briganti comunisti, rotti alla vita dei boschi ed aiutati direttamente ed indirettamente dalla popolazione, e la loro possibilità di celarsi nelle loro case e di apparire come innocui cittadini, hanno concorso a ridurre i risultati che si speravano dal nostro lavoro ...

Mentre esorto non soltanto a continuare, nei futuri complessi operativi, con lo stesso spirito con cui sono stati intrapresi i primi due, ma anche ad affinare sempre più la nostra tecnica per riuscire ad accerchiare meglio od almeno ad agganciare i gruppi nemici prima che il loro esodo in Croazia - come pare - ce ne sottragga la massima parte; rilevo ancora una volta la necessità, in vista appunto delle difficoltà di catturare in gran numero i briganti, di sopprimere senza pietà non solo i colpevoli, ma anche i sospetti, e di internare gli uomini validi che sembra facciano ritorno ai paesi già occupati dai ribelli. Questi, non c'è da illudersi, ce li ritroveremo ancora in agguato nei boschi contro i nostri soldati, al termine del ciclo operativo.
Ricordare che ogni cittadino può mascherare un partigiano che, seppellito il fucile ed impugnata la vanga, è pronto a riprenderlo per tirare nella schiena ai nostri soldati; ricordare che le circolari 02/7037 del 18 e 02/10052 del 21 luglio sono ordini chiari e tassativi e rispondono alla dura necessità della situazione e alle esigenze del nostro prestigio.

IL GENERALE DI CORPO D'ARMATA
COMANDANTE
F/to Mario Robotti


T E L E G R A M M A

P.M. 46, 4 agosto 1942 XX

DA COMANDO XI CORPO D'ARMATA

. . . . . INDIRIZZI . . . . .

02/10216   ALT DISPONGO CHE CHIUNQUE SIA TROVATO IN POSSESSO DI STAMPATI ET TESSERE COMUNISTE O DOCUMENTI ANALOGHI SIA PASSATO PER LE ARMI ALT. LE ABITAZIONI IN CUI SARANNO TROVATI DOCUMENTI DI CUI SOPRA DOVRANNO ESSERE DISTRUTTE. ALT.

F/TO GENERALE ROBOTTI


COMANDO  DEI  CC.RR.  DELL'XI  CORPO  D'A R M A T A

P.M.10, 5/8/1942 XX

N. 5/323 di prot.

AL COMANDO DELLA 209 SEZIONE MISTA CC.RR.   SEDE
AL COMANDO DELLA 375 SEZIONE MISTA CC.RR.   SEDE
AL COMANDO DELLA 210 SEZIONE MISTA CC.RR.   SEDE

. . . . . per norma.-

IL MAGGIORE COMANDANTE I CARABINIERI REALI
F/to Angelo d'Amato


COPIA FONOGRAMMA

DA COMANDO DIVISIONE CACCIATORI

AT COMANDO XI CORPO D'ARMATA

e, per conoscenza:
AT COMANDO DIVISIONE GRANATIERI "SARDEGNA"
AT COMANDO DIVISIONE "MACERATA"

N. 5966/op.

RIEPILOGO ATTIVITA' GIORNO 3 CORRENTE

IL BTG. 52° FTR. ESEGUITO RASTRELLAMENTO ZONA TRAVNA GORA (VH-XK). ZONA RAVAC (VO-CD) ZONA PODGORA (DQ-CD) DAI BGT.  51° FTR ZONA LEDENIK(VS-BZ) NESSUNA NOVITA' BRIGANTI COMUNISTI PASSATI PER ARMI UNO. ARRESTATI SOSPETTI DI FAVOREGGIAMENTO DIECI. ARRESTATI SESSANTATRE ABITANTI RAKITNICA PURE SOSPETTI FAVOREGGIAMENTO. DISTRUTTO UN ACCAMPAMENTO RIBELLI, INCENDIATE CINQUE BARACCHE, RIMOSSE ABBATTUTE, DISTRUTTI POSTI VEDETTA, CATTURATE DUE MITRAGLIATRICI SCHVARTZLOSE, TRE FUCILI MITRAGLIATORI, DUE FUCILI, CINQUE CASSE MUNIZIONI CONTENENTI ANCORA 4376 CARTUCCE, UNA CASSA CON 31 BOMBE VARIE, 52 ROTOLI DI MICCIA, 51 CHILI DI ESPLOSIVI VARI, DUEMILA DETONATORI, ULTERIORI 200 METRI DI FILO TELEFONICO, UN BASTO 7 CAVALLI ET VARI INDUMENTI UNIFORME JUGOSLAVA.

F/TO GENERALE RUGGERO

Giunto ore 7,25 del 4/8


[Nota del Generale Robotti ndr]


Galli, [Capo di Stato Maggiore ndr]

chiarire bene il trattamento dei sospetti, perchè mi pare che su 73 sospetti non trovar modo di dare neppure un esempio è un po' troppo.

Cosa dicono le norme della 3 C e quelle successive ?

Conclusione :

SI AMMAZZA TROPPO POCO !




XIV BATTAGLIONE CARABINIERI REALI MOBILITATO
TENENZA DI CIRCONIO

Circonio, lì 7 gennaio 1943-XXI

AL COMANDO DEL GRUPPO DEI CARABINIERI REALI MOBILITATO DI         LUBIANA
AL COMANDO DELLA COMPAGNIA DEI CARABINIERI REALI DI                     LONGATICO

In questi ultimi giorni sono rientrati dai campi di concentramento alcuni civili in istato di grave denutrizione, in qualche caso, realmente pietoso, il che ha prodotto una dolorosa impressione fra la popolazione.
Si è inoltre diffusa la notizia che in Italia si sarebbero verificati vari casi di decesso provocati dalla scarsità del vitto e da malattie epidemiche diffusesi per deficienza di misure sanitarie.
Tale trattamento degli sloveni incide sensibilmente sulla nostra dignità ed è contrario a quei principi di giustizia ed umanità ai quali facciamo spesso appello nella propaganda svolta in questa provincia.
Voci non controllate riferiscono che la deficienza del vitto si verificherebbe in modo particolare ad Arbe
In realtà appare strano - qualsiasi sia la quantità di detta - che possano verificarsi casi tanto diffusi e gravi di denutrizione.
Sono ad esempio ritornati alcuni civili di Loz - frazione di Stari trg - sprovvisto di presidio, ove le nostre truppe hanno agito con particolare severità eseguendo la distruzione quasi completa delle abitazioni ed annessi, la confisca del bestiame, la fucilazione di molti giovani e l'internamento di un elevato numero di civili.
Coloro che rientrano vengono a trovarsi privi di tetto, di mezzi di sussistenza, di lavoro ed improvvisamente a conoscenza di tragiche situazioni d famiglia - precedentemente in parte o del tutto ignorate, potrebbero essere facilmente indotti ad insane determinazioni.
Qualche comandante di stazione ha inoltre con disappunto notato che mentre rientrano civili per i quali non è stata richiesta alcuna informazione all'Arma nessun internato è stato ancora rimesso in libertà fra i tanti per i quali si è da tempo espresso parere favorevole trattandosi di elementi di buona condotta. - ove da qualche tempo il vettovagliamento degli internati sarebbe stato affidato ad una ditta - che distribuirebbe una razione molto più ridotta di quella prescritta.

IL TENENTE COMANDANTE LA TENENZA
Filippo Falco


COMANDO SUPERIORE FF.AA.
"SLOVENIA-DALMAZIA"
(2 ARMATA)
-Ufficio Ordinamento-




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