lunedì 23 ottobre 2017   
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Documenti di approfondimento » Lettera ai Ministri della Repubblica italiana  

COMITATO UNITI PER TITTI

Lettera aperta al

Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini
Ministro per le Pari Opportunità, Josefa Idem
Ministro dell’Interno, Angelino Alfano
Ministro di Grazia e Giustizia, Annamaria Cancellieri
Presidente regione Emilia Romagna, Vasco Errani

Poiché in questi ultimi giorni vi siete tutti espressi contro la violenza alle donne e vi siete impegnati a prendere provvedimenti in merito, vorremmo portare alla vostra conoscenza ciò che sta accadendo in questi giorni a Reggio Emilia, dove un uomo, reo confesso di avere ucciso la compagna circa un anno fa è già tornato in libertà a causa di un disguido burocratico…
Siamo un gruppo di amici della giovane donna che è stata brutalmente uccisa da quell’uomo e vorremmo che questo gravissimo episodio potesse servire almeno a migliorare ciò che oggi si può già fare per contrastare il più possibile un fenomeno che ormai registra nuovi atti quasi ogni giorno. E non ci riferiamo “solo” alla violenza, ma agli omicidi, o forse sarebbe meglio dire femminicidi.
Se è vero infatti, come dice la Presidente Boldrini, che si tratta di educare al rispetto e di cominciare dalle scuole, è anche vero che questo lavoro formativo e culturale ha tempi molto lunghi prima di arrivare a dare i suoi frutti.
E nel frattempo? C’è qualcos’altro che si può fare?
Innanzi tutto il caso di Reggio Emilia ci dice che deve esserci CERTEZZA DELLA PENA!
Se si lasciano accadere episodi come questo senza intervenire, senza scandalizzarsi, senza sollevare proteste anche istituzionali, il rischio è di contribuire ad alimentare quella cultura che alimenta la violenza sui più deboli (donne e bambini): “Che c’è di male? Tanto lo vedi che la fanno franca?”
Non è quindi per desiderio o sete di vendetta che chiediamo alle Istituzioni di intervenire sul caso di Reggio Emilia: Tiziana purtroppo non tornerà comunque in vita… Ma almeno sia chiaro a tutti che chi l’ha uccisa non può farla franca. Deve rendersi conto della gravità di quello che ha fatto: ha ucciso una persona che, per giunta, era la madre di suo figlio: a quante persone ha fatto violenza quell’uomo? Suo figlio crescerà senza madre!! Si rende conto del male che ha fatto?
Benvenga dunque il lavoro di prevenzione proposto dalla Boldrini, ma anche interventi immediati come quelli a cui fa pensare la task-force del Ministro Idem per FAR FUNZIONARE SUBITO LE LEGGI CHE GIA’ CI SONO.
Come ha affermato il Ministro Alfano è senz’altro vero che la legge sullo stalking è stato un importante passo avanti per contrastare la violenza sulle donne: almeno adesso è possibile denunciare.
Ma i dati sui femminicidi ci dicono che forse questo non è ancora sufficiente a fermare i gesti più estremi e purtroppo definitivi…
Risale al 28-29 aprile la notizia di una 22enne uccisa con un colpo di pistola dal suo ex che l’aspettava nel parcheggio dell’ufficio.
Quell’uomo era stato denunciato dalla ragazza e i carabinieri lo avevano chiamato in caserma… dopo qualche giorno a quell’uomo è stato possibile comprare legalmente l’arma con cuil’ha uccisa.
Se le cose sono andate davvero così c’è ancora molto da fare per far funzionare quella legge.
Ci auguriamo che la task-force che il Ministro Idem intende istituire sia in grado di intervenire al più presto non tanto sulla legge, quanto sulla sua concreta applicazione, innanzi tutto a partire da una diversa attenzione che tutte le Forze dell’Ordine dovrebbero mostrare nei confronti delle denunce di stalking, in qualunque modo arrivino: non è compito loro valutare l’attendibilità di chi denuncia (ci penserà la Magistratura, che potrà anche perseguire eventuali abusi), ma è loro compito porre in essere tutte le azioni necessarie perché dal maltrattamento non si arrivi all’omicidio.
Perché dopo, purtroppo, è troppo tardi.
Per Tiziana, e per le altre decine di donne uccise in Italia dopo di lei, è già TROPPO TARDI.

16/05/13

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