giovedì 18 luglio 2019   
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ANTIFASCISMO, RESISTENZA, COSTITUZIONE

La visita del Ministro Riccardi a Casa Cervi avvenuta lo scorso 5 settembre, e durante la quale pronunciò una vera e propria lezione di antifascismo per il XXI secolo, era inserita in una serie di iniziative aventi come scopo principale quello di rilanciare l’antifascismo quale valore e principio di riferimento culturale e politico dell’oggi, dopo che Anpi e Casa Cervi in giugno hanno sottoscritto un documento sull’attualità culturale dell’antifascismo. E questa poteva essere l'occasione per porre l'accento e l'attenzione ad un esponente del governo della Repubblica riguardo a tutte quelle iniziative e manifestazioni spudoratamente fasciste che si stanno susseguendo con sempre maggiore frequenza. Chiedere se l'antifascismo è ancora il valore di riferimento della Costituzione o un residuo museale da seppellire dato le convenienze politiche di chi ambisce a ricostruirsi verginità smarrite da tempo.
Così purtroppo non è stato. Alla completa derubricazione dell’evento da parte di tutti gli organi di informazione, che l’hanno totalmente trascurato, non ne è seguito alcun interesse anche da parte della politica. Trincerata com’è nei palazzi, a riciclare se stessa, tra primarie taroccate, rottamatori, riformismi fini a se stessi, trasformismi, ‘imbellettamenti’ inutili e dilagante corruzione.

ANTIFASCISMO, RESISTENZA, COSTITUZIONE: QUESTI SONO VALORI DA SALVAGUARDARE E ATTUALIZZARE!
L’antifascismo permea la Costituzione in tutto il suo sistema di principi e valori, ma di questo molti cittadini non sono ancora consapevoli, come del resto la maggior parte di quei politici che siedono comodamente sugli scranni dei due rami del Parlamento.
Purtroppo la conoscenza storica e la riflessione sul fascismo, sulle sue conseguenze, faticano a diventare patrimonio comune nel nostro Paese. Permane, invece, una diffusa indulgenza nel giudizio su quell’ideologia che soggiogò non solo l'Italia, ma anche l'Europa. Un susseguirsi di morte e brutalità, fino alle ultime dittature sudamericane, sorrette coi dollari americani.
Un caso, sono gli esempi avvenuti durante l’estate, complici le vacanze, non solo dal lavoro, ma a quanto pare anche dalla ragione, come ha dimostrato il susseguirsi grottesco e vergognoso di provocazioni e manifestazioni, eufemisticamente parlando, smaccatamente nostalgiche per non dire peggio. La vandalizzazione del cippo partigiano alla Lora a Campegine avvenuta ai primi di agosto, le passeggiate romane del boia delle Ardeatine dell’ergastolano Priebke, la costruzione di un sacrario intitolato al criminale fascista Graziani coi soldi della regione Lazio e, per ultimo, lo sfregio di una madonnina votiva a Catanzaro coperta con la foto della madonna risalente al periodo fascista per i ricordare i "martiri" fascisti del posto. Tutto questo in una sorta di indifferenza generale ed in certi casi nel completo menefreghismo delle Istituzioni che, forse per "eccesso" di democrazia, non sanno dare una risposta politica a questo tipo di manifestazioni. Lo Stato, in tutte le sue articolazioni, non può restare indifferente o peggio tollerare organizzazioni e iniziative apologetiche del regime mussoliniano, né consentire espressioni di matrice fascista. Il caso di Fabbrico, giusto per restare a casa nostra, è emblematico tanto che da oltre un decennio viene tollerata e concessa la contromanifestazione di noti fascisti  a margine della commemorazione partigiana del 27 febbraio. E meno che mai è ammissibile che amministrazioni e amministratori locali si facciano promotori e finanzino omaggi pubblici a gerarchi criminali di guerra coi soldi dei cittadini. Oggi, di fronte alla grave crisi economica, è ancor più necessaria una capillare prevenzione dei rischi di soluzioni populistiche e totalitarie. La storia dovrebbe perlomeno insegnare, proprio per saper prevenire le derive a cui già una volta si è andati incontro, che la tutela e la salvaguardia della memoria serve anche a questo. Le Istituzioni pertanto devono impegnarsi nella diffusione di una rinnovata cultura antifascista tutti i giorni e non solo il 25 aprile, per "dovere istituzionale". Bene hanno fatto i sindaci di Campegine, Poviglio e Gattatico ad essere presenti di persona quando sono stati portati i fiori al monumento partigiano della Lora, solo pochi giorni dopo la sua deturpazione. La cultura antifascista si realizza primariamente nella concreta attuazione della Costituzione, a cominciare dallo sviluppo di azioni politiche che rendano effettiva e costante la partecipazione dei cittadini ed il rispetto dei loro diritti elemento insostituibile e qualificante della vita della nostra Repubblica democratica. L'antifascismo è un valore da riscoprire, e non da svilire al prezzo di visioni banalizzanti ed uniformanti, proprio in un momento di grave crisi politica e dei partiti come quello che stiamo attraversando. Tanto per riagganciarsi ad alcune interpretazioni che durante l’estate hanno riempito i giornali,  valgano da insegnamento le parole pronunciate da Saragat nel ricordare Togliatti nel giorno della sua morte: "Togliatti era un avversario implacabile di noi socialdemocratici... era la contrapposizione tra due concezioni del socialismo assolutamente opposte...ma ricordiamo ciò che fu comune e noi e a lui, ciò che fu comune al socialismo democratico ed al comunismo: l'avversione al fascismo... l'antifascismo". Ecco, su questo vale la pena oggi trovare una base di incontro tra quelle forze politiche che paiono ormai insanabilmente divise e assolutamente ‘smemorate’ in tema di antifascismo, proprio alla luce di quelle manifestazioni e di quei fatti sempre più frequentemente offensive per la memoria antifascista di questo Paese. Probabilmente non è la medicina per i mali di una nazione, ma perlomeno iniziare dopo anni di indifferenza a tessere una cultura antifascista viva e non dogmatica, sicuramente sarebbe già un risultato non trascurabile.
 
 
Alessandro Fontanesi
segretario cittadino Pdci
sez. Paolo Davoli "Sertorio"
Reggio Emilia

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