martedì 18 dicembre 2018   
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Medio Oriente » INFORMAZIONE URGENTE  

INFORMAZIONE URGENTE E DI ESTREMA GRAVITA'

Pochi minuti fa (11,30 di giovedì 12 aprile) ho parlato al telefono col dott. Ghassan, responsabile del Medical Relief a Nablus. Mi ha informato che *ieri i soldati israeliani hanno distrutto un edificio nelle vicinanze del campo rifugiati di Balata ed hanno ferito sei civili.
Ricordo che lo scorso mercoledì 4 aprile, ai microfoni di Radio Rai Programmi dell'Accesso, abbiamo registrato la trasmissione che andrà in onda alle 14,50 di lunedì 16 aprile prossimo sulla stazione regionale della RAI. In essa denunciamo che l'esercito israeliano a Nablus si fa scudo dei bambini palestinesi.
Abbiamo valutato attentamente le testimonianze, abbiamo calibrato con molta cura le nostre espressioni di denuncia.
Ripetiamo a Nablus i soldati di Tel Aviv prendono bambini palestinesi come scudi umani!
Come abbiamo detto in trasmissione, alcuni non crederanno alle proprie orecchie, altri semplicemente non crederanno, altri ancora diranno che stiamo mentendo. Invece è tutto vero e documentato, persino pubblicata da un coraggioso giornalista israeliano sul quotidiano Haretz in un articolo del 16 marzo scorso.
Invito chi legge questo messaggio a diffonderlo perché sino ad ora queste notizie sono state consapevolmente o inconsapevolmente censurate.

Giorgio Stern
Salaam Ragazzi dell'Olivo – Comitato di Trieste


Il documento del sindacato dei giornalisti britannici sul boicottaggio ad Israele

Pubblichiamo qui di seguito la dichiarazione di boicottaggio delle merci israeliane diramata dalla National Union of Journalists, il sindacato della stampa britannica. Ricordiamo che nei mesi scorsi sono stati gli architetti e i docenti universitari inglesi a chiedere a Israele di cambiare politica verso i palestinesi.

La Conferenza annuale centenaria dello NUJ la settimana scorsa ha dibattuto più di 200 mozioni su temi che andavano dall'opposizione ai piani per neutralizzare l'Atto per la Libertà di Informazione del Regno Unito, al lancio di una campagna giornalistica contro i bassi salari e i tagli occupazionali nell'industria dell'informazione.

La Conferenza ha condannato le violazioni alla libertà di stampa in Cina, Russia, Pakistan e Zimbabwe, e una sessione speciale è stata tenuta sul rapimento di Alan Johnston a Gaza e sull'incolumità dei giornalisti.
Tra le mozioni passate nel dibattito internazionale c'era l'appello per sostenere il "boicottaggio dei prodotti israeliani" . guidato dai sindacati del commercio e dal TUC in risposta alla situazione in Palestina e nel conflitto in Libano dello scorso anno.
L'appello per il boicottaggio è in parte legato al rapimento di Alan Johnston.
Il sindacato dei giornalisti palestinesi ha dato molto sostegno alla campagna per il suo rilascio - svolgendo dimostrazioni e scioperi contro l'Autorità palestinese per chiedere più azione. Lavoriamo a stretto contatto con il sindacato palestinese attraverso la Federazione Internazionale dei Giornalisti e il boicottaggio è un gesto di sostegno al popolo palestinese - principalmente a quelli che soffrono nell'assedio di Gaza, la comunità che Alan Johnston è così orgoglioso di aiutare attraverso i suoi reportage.
Il boicottaggio non ha nulla a che fare con i reportage giornalistici. NUJ non sta dicendo ai suoi membri come scrivere di Israele - oltre all'obbligo permanente dei suoi membri di riferire in modo indipendente e onesto su tutti i temi e non produrre testi razzisti o discriminatori -. Il sindacato non adotta e non adotterebbe mai una linea su come un tema deve essere trattato. Noi ci battiamo per la libertà di scrittura e di parola - e critichiamo quelli che, comprese le autorità palestinesi e israeliane, agiscono contro la libertà di informazione dei giornalisti.

Nel dibattito è stato sottolineato che il boicottaggio, che dura da un anno, dell'Autorità palestinese ad opera della Gran Bretagna, degli Usa e dell'Unione Europea, per non citare il governo di Israele, ha condotto a un aumento del numero delle persone disoccupate, malate e morenti a causa della sospensione degli aiuti economici e delle rimesse. Questo è un boicottaggio a un governo democraticamente eletto.
Quella assunta dai rappresentanti eletti alla nostra Conferenza è una decisione dei membri del NUJ come sindacato e come cittadini per contribuire a esercitare pressioni sul governo israeliano affinché ritiri il blocco dei pagamenti, il rifiuto a riconoscere i giornalisti palestinesi che hanno la tessera della stampa internazionale e il danno generale che viene prodotto dall'occupazione continua.
Non si tratta, come certi critici hanno affermato, di un boicottaggio istituzionale. Lo NUJ continuerà a cercare di lavorare con tutti i sindacati gemelli nella regione, siano essi israeliani o palestinesi. Infatti, lo NUJ ha cercato ogni occasione per trovare un modo di far lavorare insieme i giornalisti di entrambe le parti. E continuerà ad operare all'interno della rete della Federazione internazionale dei Giornalisti per l'unità di tutti i giornalisti nella regione.
I membri che non sono d'accordo con la decisione possono cercare di cambiarla.
Lo NUJ è un sindacato democratico e sono i delegati alla Conferenza annuale - rappresentanti eletti di tutti i rami del sindacato - che prendono le decisioni.

National Union of Journalists www.nuj.org.uk/


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