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Medio Oriente » Intervista al deputato curdo Altan Tan  

 

(Torna alla 3° parte - VERSO IL KURDISTAN: INCONTRI E TESTIMONIANZE)

 

INTERVISTA AL DEPUTATO CURDO ALTAN TAN

VERSO IL KURDISTAN: INCONTRI E TESTIMONIANZE

di Mirca Garuti



La delegazione italiana “Verso il Kurdistan” il 24 marzo si trova sull’aereo Diyarbakir-Istanbul.
La settimana di visite, incontri e festeggiamenti del Newroz è terminata. Lasciamo quindi la città di Diyarbakir quando il sole ancora non è alto nel cielo, ma, già completamente operativa nelle sue molteplici attività. In aereo cerco di fare il punto della situazione, ma, subito tutti noi siamo distolti dalle nostre considerazioni, per l’arrivo del Deputato del Partito della Pace e della Democrazia (BdP) Altan Tan.


Altan Tan è il deputato del BdP per Diyarbakir, curdo e conservatore d’ispirazione islamica, membro della commissione parlamentare che sta scrivendo la nuova Costituzione ed anche della delegazione che ha incontrato Ocalan nel carcere sull’isola di Imrali.
Approfittiamo dell’occasione e chiediamo subito un’intervista. Emanuela Irace,  giornalista del mensile “Noi Donne” conduce l’incontro, mentre io  prendo la macchina fotografica e il registratore. Altan, dopo le presentazioni,  spiega che non ha visto la cella in cui vive Ocalan, l’ha potuto incontrare solo in una saletta del carcere. Ha dei seri problemi agli occhi.

Se questo processo finirà con successo – prosegue Altan – alla fine di tutto il  percorso ci sarà l’amnistia per i prigionieri politici. L’amnistia non può essere al primo posto perché si rischierebbe di bloccare tutte le trattative. La strada è lunga: in primo luogo, c’è il cessate il fuoco, successivamente, il ritiro delle forze armate al di là del confine, in Iraq, poi le riforme delle leggi, una nuova costituzione ed infine, l’amnistia. E quando i guerriglieri e detenuti in carcere saranno liberati, anche i curdi che vivono all’estero, potranno tornare nella loro patria.” Altan sottolinea inoltre che, ora i curdi  vogliono solo uno statuto nel paese in cui vivono, è presto per pensare ad un’autonomia curda nella regione. I rapporti con la sinistra turca, in merito alla condivisione delle idee, non sono buoni perché ci sono molte differenze. “Salvano il mondo – dice Altan – ma poi non conoscono neppure il proprio popolo.” Perché, chiediamo anche a lui, oggi c’è qualcosa di nuovo? Altan risponde che “il governo turco è in difficoltà, è obbligato ad accettare queste trattative. I curdi in Irak stanno preparando la loro libertà, in Siria la loro autonomia e in Turchia, sono in piedi, continuano a lottare. Se queste trattative si dovessero bloccare, Erdogan deve solo andarsene.” Per quanto riguarda il rapporto con l’Unione Europea, Altan non usa mezzi termini e, rimarca il fatto che “ L’Europa, compresa l’Italia, parla molto, ma non fa niente. Ora voi fate l’intervista, ma prima gli europei vendevano armi chimiche a Saddam Hussein. Anche oggi l’Europa vende ancora armi. Non abbiamo fiducia, ognuno di loro pensa solo ai propri interessi e profitti.” Alla domanda: “C’è qualche politico italiano di suo gradimento?” La risposta è stata un No secco.
Solo alla domanda sulla posizione di Leyla Zama all’interno del partito, Altan risponde in modo molto evasivo, dicendo solamente: “Lei non discute mai con i suoi amici, non sappiamo cosa pensa.”

Intervista ad Altan Tan

 

 

 

 

 

(L'intervista a cura di Emanuela Irace è stata pubblicata su l'Unità il 28/03/2013)

02/06/2013

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