lunedì 6 luglio 2020   
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Medio Oriente » La dichiarazione di Gilad Sharon  

LE DICHIARAZIONI DI GILAD SHARON


Gilad Sharon,  figlio del falco della destra israeliana Ariel Sharon, ripercorre le orme del padre, lo dimostra chiaramente il suo editoriale pubblicato il 19 novembre dal quotidiano Jerusalem Post: “Radere al suolo Gaza, tutti i quartieri di Gaza.”
Questa è la sua ricetta perché “gli americani non si sono fermati a Hiroshima, i giapponesi non si stavano arrendendo abbastanza in fretta, così hanno colpito anche Nagasaki”. Gilad prosegue: “Chiunque pensi che Hamas chiederà un cessate il fuoco, che l’operazione “Pilastro di difesa” giungerà al termine e la quiete regnerà nel sud perché colpiamo degli obiettivi nella Striscia di Gaza, deve riflettere meglio. Con l’eliminazione di un terrorista assassino e la distruzione dell’arsenale di missili a lungo raggio di Hamas, l’operazione è partita sotto ottimi auspici, ma adesso? Non bisogna permettere che vada a finire come finì l’operazione Piombo Fuso. Noi bombardiamo, loro ci sparano missili, poi un cessate il fuoco seguito da “docce”, cioè fuoco sporadico di missili e incidenti isolati lungo la frontiera. La vita in queste condizioni non è vita e non dobbiamo permetterci di rassegnarci. Quindi la ricetta: perché non c’è via di mezzo, o gli abitanti di Gaza e le loro infrastrutture sono costretti a pagare il prezzo, o rioccupiamo l’intera Striscia di Gaza. Perché il desiderio di prevenire danni ai civili innocenti di Gaza porterà in ultima analisi al danno per i veri innocenti: i residenti del sud d’Israele. I residenti di Gaza non sono innocenti, hanno eletto Hamas. Non sono ostaggi: hanno fatto una libera scelta, e devono sopportare le conseguenze. “

Non c’è stata nessuna reazione di fronte a questa dichiarazione. Gli stati occidentali normalmente rispondono quando si tratta di affermazioni che riguardano la cancellazione di stati o etnie, ma questa volta, ha prevalso il silenzio assoluto. In contrapposizione a questo silenzio, tanto per fare un paragone, quando Ahmadinejad fece la stessa dichiarazione nei confronti d’Israele, il mondo intero si sollevò e ci furono forti reazioni. Quelle parole furono sufficienti per dare il via a varie sanzioni internazionali nei confronti dell’Iran. La reazione era giustificata perché nessuno stato si può permettere  per qualsiasi ragione di cancellare un altro stato, ma, questo comportamento significa solo che il giudizio del mondo è parziale, che ci sono sempre due pesi e due misure, secondo la potenza e gli interessi in gioco.

 

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