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Medio Oriente » Sciopero della fame  

 

     

A fine ottobre dell’anno 2000, 819 prigionieri politici in 18 carceri iniziarono uno sciopero della fame ad oltranza ed in 13 carceri, 203 prigionieri politici lo portarono sino alla morte (50 donne e 153 uomini). A dicembre questa lotta fu repressa brutalmente col fuoco e pallottole. Seguirono moltissime manifestazioni di protesta in tutta la Turchia con la partecipazione di decine d’organizzazioni, sindacati ed associazioni per i diritti umani: tutti quelli che protestarono furono colpiti dalla repressione con arresti, chiusure d’associazioni, giornali censurati ed avvocati minacciati.
Il 28 maggio 2002 i detenuti sanciscono la fine dello sciopero della fame ad oltranza, ma non la cessazione della lotta contro le celle di tipo “F”. Le proteste continuano. Le loro rivendicazioni sono: l’abolizione delle celle di tipo “F”, la fine delle torture sia fisiche e sia psicologiche, l’isolamento, l’introduzione periodica di controlli alle prigioni da parte d’avvocati, medici selezionati dai prigionieri, delegati d’organizzazioni che appoggiano i detenuti, O.N.G. per i diritti umani ed il sindacato della Magistratura, controlli tutelati dalla legge, l’abolizione della legge anti-terrorismo n. 3713, un processo per i responsabili dei morti e dei feriti causati dagli attacchi alle carceri ed infine il rilascio dei malati e dei feriti. Il carcere di massima sicurezza di tipo “F”, come dimensione, è più piccolo rispetto a quello comune in grado di “ospitare” circa 400 persone, divise in celle singole o al massimo per tre persone.
Il 22 gennaio 2007 il Ministro turco della giustizia, a seguito delle forti proteste del Parlamento europeo, della Commissione e d’agenzie a livello locale ed internazionale, dopo oltre sei anni di sciopero della fame, costato la vita a 122 persone tra detenuti, amici e parenti, pubblicava la Circolare n. 45/1. Circolare che autorizzava i prigionieri ad incontrarsi, senza alcuna condizione, in gruppi di dieci per dieci ore la settimana. Questo diritto pone fine all’isolamento carcerario. Il Deputato europeo Marios Matsakis presenta il 19 marzo 2008 un’interrogazione scritta parlamentare alla commissione europea con la richiesta d’informarsi perché detta circolare non è ancora stata applicata. Nessuna risposta. Dopo due anni dalla sua pubblicazione, la circolare n. 45/1 è rimasta solo un pezzo di carta qualsiasi, mentre sono sensibilmente aumentate le misure disciplinari arbitrarie e le torture. Il caso dei quattro ragazzi (28/09/2008) che per il solo fatto che vendessero la rivista “Yürüyüs” (rivista legale per la difesa dell’indipendenza, l’uguaglianza, la democrazia, la giustizia; è la voce dei popoli oppressi, dei poveri, degli operai ed è oppositrice del governo) sono stati arrestati e portati alla stazione di polizia prima di Istinye e poi a quella di Sariyer (Istanbul). In quest’ultima caserma hanno subito torture pesanti. Le loro celle erano sempre bagnate ed i ragazzi dal 28 settembre al 8 ottobre erano, tutti i giorni, torturati e picchiati con bastoni e vari oggetti. Uno di loro è morto sotto tortura il giorno 8 ottobre. La sua morte testimonia quindi l’aumento della violenza nei confronti dei detenuti politici. La situazione delle carceri di tipo F è diventata insostenibile ed i prigionieri parlano di riprendere lo sciopero della fame interrotto nel 2007 anche a scapito della loro stessa vita.

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