giovedì 18 luglio 2019   
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Medio Oriente » Verso il Kurdistan:incontri e testimonianze  

(Leggi 1° parte)

VERSO IL KURDISTAN: INCONTRI E TESTIMONIANZE
(2° parte)

di Mirca Garuti

PROGETTO BERFIN (Bucaneve) è il simbolo della vita e della speranza, rappresenta il passaggio da uno stato di dolore ad un inizio di una nuova vita.

LA MUNICIPALITA’ DI YUKSEKOVA un distretto della provincia turca di Hakkari, vicino al confine con l’Iran.

COOPERATIVA “GEVER” , Una cooperativa di donne per avere un ruolo importante e lo possono fare solo attraverso l’istruzione, il lavoro e la loro indipendenza.

Il bucaneve, piccolo fiore color bianco crema, semplice e discreto, annuncia l’inizio della primavera. Per questo è conosciuto anche con il nome di “stella del mattino” ed è il simbolo della vita e della speranza. Una leggenda racconta che Adamo ed Eva, cacciati dal Paradiso Terrestre, furono trasportati a vivere in un luogo gelido e buio, dove era sempre inverno. Eva, presa dallo sconforto e dal rimpianto, non accettava di dover vivere in quelle condizioni. Un angelo ebbe compassione di lei e, prese un pugno di fiocchi di neve, vi soffiò ed ordinò che si trasformassero in boccioli. Eva, alla vista dei bucaneve, prese forza e si rianimò. Il bucaneve, grazie alla sua capacità di sbucare dal freddo della neve, rappresenta il passaggio da uno stato di dolore ad un inizio di una nuova vita, anche per il dolce profumo, simile a quello del miele che emana, una volta sbocciato.
Per questo motivo, l’associazione “Verso il Kurdistan”, ha chiamato il progetto delle borse di studio rivolto alle ragazze curde con il nome di “Berfin”, che significa appunto “Bucaneve”.  Lo scopo è quello di offrire a queste giovani ragazze, attraverso un’adeguata istruzione, una prospettiva di vita diversa da quell’imposta dalla loro tradizione. Le loro storie, infatti, racchiudono un mondo povero, austero, attraversato da brutture, sofferenze, repressione e violenza.

  


La prima tappa (18 marzo) del nostro gruppo la “Delegazione di Van” è nella città di Van, tra alte montagne innevate a quota 2200metri sulle sponde dell’omonimo lago, per incontrare il Presidente dell’associazione Tuyad Der, Ahmed Aygun.

  


Abbiamo incontrato una sola bambina, S.K. accompagnata da sua madre. S.K. ha superato gli esami, frequenta l’ottava classe (corrisponde alla terza media italiana) con una media scolastica di 85 su 100. Il suo desiderio da grande è fare l’avvocato. Racconta che suo padre è stato per 8 mesi in prigione ed ora si trova sulle montagne con i guerriglieri, ha quattro fratelli, due maschi e due femmine. L’unica fonte di reddito della famiglia proviene dal lavoro del fratello maggiore. Entrambe le sorelle vanno a scuola, frequentano l’una il liceo e l’altra la sesta classe. La scuola di S.K.deve essere ristrutturata a causa del terremoto del 23 ottobre 2011 e, per questo motivo è costretta ad andare a lezione di pomeriggio in un’altra scuola.  Il Presidente termina l’incontro rispondendo alle nostre domande riguardanti la situazione di Van dopo il terremoto: non ci sono più le tende e gli ospedali sono tornati ad essere funzionanti. Le persone che vivevano in case in affitto sono ancora nei container installati dal governo turco, mentre ai proprietari sono state consegnate case nuove o ristrutturate. La municipalità di Van aveva invece costruito dei prefabbricati, dove ancora per due anni risiederanno alcune famiglie nell’attesa di ricevere una nuova casa. Il sindaco di Van è ancora in carcere, ma non per questo i lavori di ristrutturazione si sono fermati, come lo dimostrano le strade ritornate ad essere praticabili. Consegniamo, infine, il corrispettivo di dodici borse di studio per le ragazze di questa città tra le montagne con l’augurio di vedere realizzati i loro sogni.

  

  


Prima di lasciare la città, ci fermiamo per una breve escursione al Lago di Van, il più grande della Turchia, vicino al confine iraniano. Il lago si è formato da un cratere causato dall’esplosione vulcanica del monte Nemrud (ultima eruzione nel 1440 d.C.). L’acqua è molto alcalina e ricca di carbonato di sodio ed altri sali, i quali sono estratti, tramite evaporazione, ed usati come detergenti. Il lago è alimentato dalle piogge, dall’acqua della fusione di ghiaccio e da piccoli fiumi delle montagne circostanti. Le minacce principali per il lago sono l’inquinamento causato dalla rete fognaria delle città circostanti e l’erosione terrestre. Il lago di Van è il più grande lago salato del mondo, nelle cui acque vivono 103 specie di fitoplacton e 36 di zooplacton, ma una sola specie di pesce, chiamata “la Perla della triglia” o Inci Kefali. Sul lago ci sono quattro piccole isole, la più importante si trova a 41 km. a sud-ovest, mezz’ora dalla sponda, ed è l’isola di Akdamar, dove si trova la splendida Chiesa armena della Sacra Croce del X secolo, ora trasformata in museo. Sulle mura esterne di questo monumento si trovano riccamente scolpite scene e personaggi del Vecchio Testamento. Van è quindi un importante luogo turistico, dove è possibile assaporare tutte le quattro stagioni con i loro diversi climi e vivere la tradizione locale insieme alla bellezza naturale di questa parte sperduta della Turchia.

 

     Audio Van

 

  


YUKSEKOVA

Lasciamo le alte montagne di Van e raggiungiamo la città di Yuksekova, un distretto della provincia turca di Hakkari, vicino al confine con l’Iran. Data la sua posizione, qui si sono spesso incrociate carovane di mercanti. La popolazione è in maggioranza curda. 

Incontriamo, come lo scorso anno, il sindaco Erkan Bora, che sostituisce la sindaca Ruken Yetiskin. Ruken è stata costretta a lasciare l’incarico a seguito del noto processo KCK, per il quale ha avuto una condanna di un anno e mezzo.  E’ ritornata così, per la seconda volta, in carcere.  Ora però è libera. Vive a Yuksekova ed ha presentato ricorso alla sentenza di condanna, presso il tribunale d’Istanbul, per essere reintegrata nella sua carica di sindaco. Ruken era stata, una prima volta, condannata a sei anni di carcere per la sua militanza dentro il partito curdo BDP, ma poi aveva fatto solo un anno e mezzo di prigione.  Il sindaco Bora fa presente che quest’anno sono caduti oltre 2 metri di neve e, per mancanza d’infrastrutture, molti villaggi ora sono sott’acqua. Yuksekova però non è in difficoltà solo per gli effetti del clima, ma, soprattutto, a causa della violenza delle continue operazioni da parte della polizia. In questa regione, tra il 2011 e 2012, c’è stata molta repressione da parte del governo turco, anche a causa del processo KCK, con molti arresti. Sono state arrestate, per esempio solo a Yuksekova, 400 persone, per lo più giovani appartenenti alla sezione della gioventù del partito BDP, tutt’ora in carcere. Il KCK (Unione delle Comunità Curde) è un’organizzazione formata da esponenti politici, attivisti, avvocati, nata nel 2005, per la difesa dei diritti della popolazione curda in Turchia, con l’obiettivo di creare anche una coscienza politica collettiva su tale questione.  Il processo KCK, afferma ancora il sindaco, non ha senso, questo è stato ed è solo una scusa per poter arrestare molte persone. Il governo turco ha lanciato ‘l’operazione Kck’ nel 2009, subito dopo il grande successo politico ottenuto dal partito filo curdo BDP nelle elezioni amministrative di quell’anno, con l’accusa di essere il braccio civile del Pkk. Tutto questo ha portato ad una forte repressione da parte della polizia turca, specialmente a Semdinli e Yuksekova, attraverso violente perquisizioni domiciliari e all’arresto di moltissimi rappresentanti politici curdi, tutti regolarmente eletti. Dunque, un pretesto per riuscire ad annientare la dirigenza politica ed amministrativa del popolo curdo. Il sindaco Bora continua la sua esposizione, raccontandoci di un altro nuovo processo attualmente in corso: quello della pace iniziato da Abdullah Öcalan.  Il vice presidente del BDP e due deputati hanno incontrato Ocalan nell’isola d’Imrali, dove è detenuto dal 1999, per discutere su come e cosa fare in questo processo di pace. Il governo turco ha finalmente capito che deve parlare con Ocalan se vuole arrivare veramente ad un accordo, poiché Ocalan è ancora considerato il capo indiscusso del popolo curdo. In questa sede, apprendiamo che Ocalan ha inviato tre lettere, una ai curdi in Europa, una ai guerriglieri sui monti Kandill e l’altra al partito BDP. Il 21 marzo durante il Newroz di Diyarbakir, un deputato leggerà il messaggio di Ocalan. Il sindaco, infine, rispondendo ad una nostra domanda in merito alle richieste del partito BDP al governo turco, afferma che ci sono due messaggi: uno è per la libertà di Ocalan e l’altro è per uno statuto ai curdi. Statuto che significa avere un’identità curda, un riconoscimento e la libertà della lingua. Al momento, il governo turco ha accettato che i curdi possono difendersi in tribunale usando la loro lingua, ma dietro il pagamento di 50 lire l’ora.
Interviene nella discussione sull’attuale fase delle trattative di pace, il Presidente del partito BDP di Yuksekova, Naid Durmaz, che senza tanti giri di parole, afferma che il governo turco ha, da sempre, raccontato solo bugie, che parlava di pace, mentre invece usava le armi, per questo non è possibile credere alle sue parole. Durmaz dice che hanno fiducia solo nel loro presidente: “Il presidente ha affermato che ci sarà la pace e loro, accettano, ma, deporre le armi non è accettabile, perché rappresentano una garanzia per il popolo curdo. I guerriglieri potranno deporre le armi soltanto se ci saranno delle prove di una vera pace e la libertà per Ocalan”.  Il presidente prosegue dichiarando che nel 2012, lo Stato turco insieme allo Stato d’Israele, Stati Uniti d’America e Stati europei hanno bombardato i guerriglieri sulle montagne, ma la guerriglia ha reagito. Ha attaccato caserme, ponti, ha voluto, in questo modo, mostrare tutta la sua forza: può rispondere agli attacchi nemici, può fare una guerra e può prendere, sotto la sua autonomia, delle regioni, come ha fatto con quella di Semdinli. Inoltre, i guerriglieri hanno l’appoggio del popolo curdo attraverso anche la creazione di una milizia locale di difesa. Oggi, vista la forza della guerriglia, l’esercito turco si è ritirato. Erdogan ha iniziato a parlare di una politica verso la pace, anche se, per il momento, il popolo curdo non ha una piena fiducia ed è in attesa di verificare gli sviluppi di questa trattativa in corso. Durmaz, infine, risponde all’ultima domanda che riguarda la situazione odierna della regione. Afferma che non condividono e capiscono il modo d’agire dell’Iran che si dimostra di non essere un vero stato, portando l’esempio della forte autorità e potere che ha un comandante dell’esercito. Il discorso poi scivola verso la Siria. Lo Stato turco sostiene i ribelli ed invia i suoi stessi banditi, come per esempio ‘i lupi grigi’ contro Assad. Il popolo curdo non sostiene né lo stato turco e né quello di Assad. La Turchia per combattere i guerriglieri si è appoggiata anche ad Israele. Tra i due paesi c’è sempre stato un buon rapporto, anche se negli ultimi anni hanno avuto parecchi disaccordi su varie questioni. Nonostante questo la cooperazione militare ed economica, avviata nel 1996, non è stata messa in discussione. A quell’epoca, infatti, i due paesi avevano firmato un’accordo di cooperazione militare che prevedeva il trasferimento di tecnologie, operazioni navali, addestramenti congiunti con l’utilizzo anche dello spazio aereo turco e la base militare di Konya in Anatolia centrale. Nella prima metà degli anni novanta sono stati più importanti gli aspetti economici (Israele compra l’acqua dalla Turchia), mentre nella seconda metà quelli di carattere militare e di sicurezza. L’incontro è terminato e lasciamo il sindaco ed il presidente di Yuksekova con un arrivederci. Ci rivedremo al Newroz di Semdinli, Yuksekova e forse anche a Diyarbakir.

Audio Yuksekova

ASSOCIAZIONE MEYA-DER

  


L’associazione Meya-Der si trova all’interno della sede del Partito della Pace e della Democrazia (BDP) sopra il bazar della città.  L’atmosfera che si avverte per le strade è già quella che precede un grande giorno di festa. Mentre cammino, guardo la gente che si muove in fretta, quasi concitata, ma c’è anche chi rimane seduto su un cartone o un gradino a sorseggiare con calma il suo thè. Chissà perché, in questo momento, mi torna alla mente la poesia, studiata alle elementari, di Giacomo Leopardi “Il sabato del villaggio”? Forse perché oggi, qui i è come se fosse ‘sabato’, il giorno che simboleggia l’attesa di qualcosa di più piacevole, di una speranza, l’assenza di dolore. Spero solo che non sia l’illusione di Leopardi destinata ad essere delusa, ma che sia veramente l’inizio di un nuovo capitolo di storia.
Il responsabile dell’associazione per i territori di Yuksekova, Semdinli e Hakkari, Sabullah Duzen ci presenta le bambine che partecipano alla consegna delle borse di studio, nell’ambito del progetto “Berfin”. L’associazione, inoltre sollecita la richiesta di nuove borse di studio per altre dieci bambine. La situazione in questa provincia è molto pesante, le città sono molto povere e senza nessuna risorsa. Purtroppo non siamo in grado di offrire delle garanzie, in merito a questa nuova richiesta,  per la condizione molto critica in cui si trova l’Italia in questo momento.

   

  


Conosciamo Nedine, molto brava a scuola che vuole diventare avvocato, così come Irem e Narine, mentre, Ividar preferisce la professione di medico. 

Entra, alla fine della riunione, quasi in punta di piedi, la più piccola, Avaschir, che significa “Acqua blu”, frequenta la seconda elementare e vuole diventare medico. Suo padre e sua sorella sono in montagna, mentre un’altra sorella è morta a causa di un incidente elettrico. Dobbiamo andare a Semdinli per partecipare al Newroz, ma domani saremo ancora con loro a festeggiare il loro Newroz. Buon sabato del villaggio!

 

 

 

audio ass.ne meya-der

 

 

 

 

COOPERATIVA DI DONNE  “GEVER”

 


Il Newroz di Semdinli è terminato e siamo di nuovo a Yuksekova. Incontriamo, per la prima volta, una cooperativa gestita da giovani donne che si chiama come il nome curdo della città di Yuksekova, “Gever”. La cooperativa esiste da tre anni, ma è operativa solo da 8 mesi. La prima attività era rivolta alla produzione ed alla vendita di tulipani. Oggi, invece, si dedicano alla produzione e vendita di yogurt. La cooperativa è stata costituita da sette donne.  Ora, invece sono un gruppo di venti perché così hanno potuto presentare un progetto al Ministero dell’Agricoltura. La loro idea è quella di iniziare un lavoro per la trasformazione di vari prodotti caseari con l’obiettivo di riuscire ad offrire, in prospettiva, un impiego ad almeno un centinaio di donne.

  


Il Ministero ha risposto positivamente in merito a questo progetto, assicurando anche la costruzione di una fabbrica, i cui lavori dovranno iniziare nel prossimo mese di aprile. In autunno la fabbrica dovrebbe iniziare la sua attività. Poiché le difficoltà sono numerose hanno naturalmente chiesto il nostro aiuto, ma, purtroppo non siamo stati in grado, all’istante, di dare nessuna rassicurazione in merito. Speriamo in un prossimo futuro… Le donne, in questa regione, sono molto oppresse e, per questo, sottolinea una delle fondatrici della cooperativa, attraverso il lavoro, vogliono rendere le donne curde più forti ed indipendenti. Il progetto “Berfin”, quindi, aiutando le ragazze a studiare, a sviluppare una conoscenza, può certamente essere parte integrante di quest’obiettivo. L’ex sindaca di Yuksekova, Ruken Yetiskin le ha consigliate ed indirizzate a compiere la scelta di mettersi insieme, di creare la cooperativa, perchè solo in questo modo potevano avere la possibilità di concretizzare i loro sogni. Le ragazze, inoltre, hanno anche seguito le indicazioni del loro Presidente Ocalan che, dal suo isolamento, ha sempre sollecitato le donne curde di uscire dal ruolo di subordinazione all’interno della loro società.  Considerando che la donna curda è religiosa e, che spesso, il partito usa la stessa religione per dominarle e sottometterle negando loro così la libertà di scegliere per se stesse, hanno paura di poter subire questa repressione con il pericolo di dover condividere la stessa sorte, per esempio, delle donne iraniane. Per questo motivo, sentono la necessità di dover avere un ruolo importante e lo possono fare solo attraverso l’istruzione, il lavoro e la loro indipendenza.

Audio Cooperativa donne

Continua…

27/05/2013

LEGGI LA 3° PARTE

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