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Notizie Modena » Cave di Piumazzo  

New.gif Cave di Piumazzo

di Linda Pastorelli


 

 

APPROVATO IL PIANO DI ESCAVAZIONE COMUNALE

Quando la politica dimostra di aver perso il contatto con la gente


Dopo la sospensione per motivi di ordine pubblico di lunedì scorso, Martedì 10 marzo, si è finalmente tenuto, al Teatro Dada di Castelfranco, il Consiglio Comunale per l'approvazione del  piano di escavazione di ghiaia nella zona di Piumazzo. Tantissime le persone presenti  oltre ai componenti del Comitato No alle Cave che, già a partire dalle ore 19, anche se l'inizio del consiglio era fissato per le 19.30, si accalcavano per prendere i posti disponibili in platea. Le direttive diramate, infatti, erano quelle di non poter seguire il dibattito in piedi, ma soltanto seduti sulle poltrone del Teatro (in totale 204 posti). Tra gli altri divieti c'era anche quello di non poter esporre cartelli o affiggere striscioni, non fare nessun tipo di intervento e neanche fotografare o riprendere, pena l'espulsione.

Già all'entrata del teatro l'aria che si respirava non era delle migliori: alti gradi del Corpo dei Carabinieri, vigili urbani e persino esponenti della Questura. La cosa in sé era abbastanza stravagante in quanto la maggior parte delle persone, come ho già ribadito altre volte, che lottano per fermare questo scempio ambientale, sono semplici cittadini indignati per l'atteggiamento del loro comune e della sua giunta.

L'apertura del consiglio è stata fatta dal suo presidente Monica Notari, che ha ribadito i vari divieti e ha dato il via alla discussione. La prima parte del Consiglio si è incentrata sui vari ordini del giorno, tra cui quelli presentati da Esposito di Rifondazione Comunista e da Barbieri della Lega Nord. Per tutto il tempo, i cittadini hanno ascoltato in silenzio, ma quando ha preso la parola l'assessore Simoni, sbandierando, in tono di sfida, i grandi passi fatti dal Comune e addirittura riferendo come alcune associazioni ambientaliste sarebbero favorevoli all'ampliamento delle cave di Piumazzo, non hanno più retto alla provocazione. La rabbia è esplosa e la quasi totalità dei presenti è uscita unendosi al presidio esterno.

Fuori, nel frattempo si erano riunite circa 150 persone, impossibilitate ad entrare a causa del divieto. Immediatamente si è autorganizzata una protesta. La gente si è munita di cartelli e striscioni riportanti le motivazioni del loro NO alle Cave e si è unita in gruppi che hanno bloccato il traffico della via Emilia per oltre un’ora, passando ininterrottamente sulle strisce pedonali. All'interno, intanto, è continuata la discussione del consiglio comunale che si è protratta fino alle 00.15, quando si è arrivati alla votazione per l'approvazione del Piano Comunale di Escavazione. In sala sono rientrati i manifestanti per seguire le fasi finali di voto. Il risultato è stato quello che tutti si attendevano ed il piano è stato approvato. Purtroppo nessuno dei Consiglieri Comunali di maggioranza ha disatteso le aspettative.

L'impressione è stata quella di un Consiglio Comunale composto da tanti attori che recitavano la loro parte. Sarà stata la cornice del Teatro, ma quello che è stato messo in scena era un vero 'teatrino della politica' (come lo ha definito il consigliere Barbieri) dove ognuno recitava il ruolo che gli era stato assegnato dall'incontestabile regista. Altrimenti certi voti non si spiegherebbero (come quelli dei consiglieri di Piumazzo) e neanche certe posizioni inamovibili.

Ma un'altra cosa mi domando, ed è la stessa che si è chiesta anche Esposito: come è possibile che il Pd, con una mozione, abbia ridotto il volume dell'escavazione dagli iniziali 5,4 milioni di metri cubi (già diminuiti a 4,5) a 3,5? Con quale criterio erano stati quantificati allora i 5,4 milioni, fino a pochi mesi fa considerati indispensabili? E poi, come ha fatto notare Barbieri, è possibile che la tanto sbandierata Autosufficienza territoriale in termini di ghiaia sia così importante? Da alcuni dati emerge che se dovessimo effettivamente utilizzare tutta la produzione di ghiaia potremmo costruire tutte le case con i muri di 1,5 metri di spessore.  Non è forse che questa autosufficienza sia solo una scusa per fare buoni affari?

 

 


 

RINVIATO IL CONSIGLIO COMUNALE  DI CASTELFRANCO

 

"UNA QUESTIONE DI ORDINE PUBBLICO?"

 

Doveva approvare il piano di escavazione della ghiaia a Piumazzo


Lunedì sera 2 marzo 2009 era  fissato l’appuntamento per il tanto atteso Consiglio Comunale di Castelfranco Emilia che doveva approvare il piano di escavazione della ghiaia nelle Cave di Piumazzo. Alle 19.30, ora stabilita per l’inizio del consiglio comunale, il Comune di Castelfranco era già assediato da decine e decine di cittadini e di membri del Comitato No Cave accorsi per dire No al piano di escavazione.


Tante persone nella sala consiliare, tante nel corridoio e persino un drappello nello spiazzo adiacente il Municipio, muniti di cartelli e megafono, dimostravano, con la propria partecipazione, il loro netto rifiuto a questo sconsiderato piano estrattivo. Per circa un’ora la giunta e i capogruppo hanno discusso sul da farsi, come sorpresi dall'incredibile moltitudine di persone presenti. Alla fine la decisione, comunicata dal presidente Monica Notari, è stata quella di rinviare la seduta del consiglio per la mancanza delle condizioni adeguate per proseguire . La notizia circolata tra i presenti all'interno dell'aula, e ripresa anche da alcuni organi di informazione, è che la seduta sia stata rimandata a data da stabilirsi per “motivi di ordine pubblico”.

 


Alla notizia del rinvio si sono levati tra la folla grida di disapprovazione e fischi. La sensazione è stata subito quella di un rinvio strumentale, finalizzato a prendere tempo. Anche perché il motivo di ordine pubblico è apparso, naturalmente, come una scusa ridicola a cui aggrapparsi, visto che la maggior parte delle persone presenti erano semplici cittadini ed anziani di Piumazzo e delle zone limitrofe e il più oltraggioso atto che si era consumato fino a quel momento era stato quello di lanciare qualche slogan sotto la finestra della sala consiliare. E poi, sembra incredibile, che i consiglieri non avessero preso in considerazione l'eventualità di una massiccia partecipazione popolare durante la votazione del Piano Comunale. Anche perché, come ha ribadito lo stesso presidente del Comitato, Enzo Rubbiani “avevamo chiesto mesi fa di poter avere a disposizione una sede diversa da questa”, immaginando un grande afflusso di persone e conoscendo le scarsissime dimensioni della sala consiliare del Comune di Castelfranco.


Il risultato di questo rinvio conferma, non solo agli occhi dell'opinione pubblica, l’incapacità dimostrata dall’ amministrazione castelfranchese di procedere nel suo progetto, accampando motivazioni difficilmente credibili e, comunque, ampiamente prevedibili, ma anche a quelli dell'intera cittadinanza.

Una piccola vittoria per il Comitato e per i cittadini, che dopo la rabbia iniziale, devono invece saper leggere con favore questo slittamente. Ulteriore tempo che potrebbe anche nascondere il ripensamento di qualche consigliere o una presa di coscienza di tanti altri cittadini che fino ad ora sono rimasti nell'ombra, nonostante abbiano condiviso la lotta del “Comitato No Cave”. Quello che appare chiaro è il completo imbarazzo della maggioranza, incapace di gestire questa delicata questione, e di trovare una giusta soluzione. Non rimane che attendere la nuova data del Consiglio Comunale ed il luogo in cui si svolgerà per poter capire quali sono stati i veri moventi alla base di questa incredibile decisione.


Modena, 13 Novembre 2008

CONSEGNATE LE FIRME AL SINDACO GRAZIOSI


Sabato scorso un nutrito numero di persone, insieme al Comitato No Cave di Piumazzo, ha consegnato al sindaco di Castelfranco Sergio Graziosi le oltre 4mila firme raccolte contro il piano di escavazione del territorio comunale.


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Il presidio, organizzato dal comitato No alle Cave è riuscito a richiamare circa 200 persone davanti al Municipio di Castelfranco. Prima della consegna delle firme, i cittadini, vicini al Comitato e alla sua battaglia, hanno volantinato lungo i portici del paese per cercare di sensibilizzare la cittadinanza. Già nei giorni precedenti, comunque, molti volantini del No alle Cave erano apparsi sulle vetrine degli esercizi commerciali di Piumazzo e Castelfranco, a dimostrazione che il problema è sentito dai cittadini.

Il Comitato ha anche allestito un banchetto davanti al Municipio, fin dal mattino alle 9, per consentire ai ritardatari di apporre le ultime firme e a qualche generoso di dare il proprio contributo. Il banchetto era corredato da magliette, cartelli e disegni esplicativi su quello che accadrà al territorio di Piumazzo e di Casale California. Molto interessante il momento in cui è stato srotolato un telo lungo 15 metri (esattamente la profondità dello scavo) e fatto sollevare poi da un palloncino per rendere evidente quanto sarà enorme l'escavazione.

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Verso le 11, le 4.067 firme raccolte sono state impacchettate in una bella confezione regalo e consegnate al primo cittadino. Tutta le persone presenti, con il testa il presidente del Comitato No alle Cave, Enzo Rubbiani,  hanno partecipato a questo atto simbolico, invadendo i corridoi del Municipio.

A TRC l'hanno definito “un assalto ordinato e composto, ma pur sempre un assalto (…) ai danni del palazzo municipale”. A me non è sembrato proprio che queste persone avessero intenzione di assaltare nulla, ma semplicemente di dimostrare che, oltre ai componenti del Comitato, sono in molti quelli preoccupati per la situazione.

Graziosi ha scambiato qualche battuta con i presenti e fatto sapere che Comune e Provincia sono ancora al lavoro per ridurre la portata delle escavazioni e per rafforzare le garanzie per territorio e cittadini. Staremo a vedere cosa succede, sperando che questo non sia solo un palliativo per calmare gli animi...





Modena, 5 Novembre 2008

CONSEGNA DELLE FIRME CONTRO LE CAVE AL SINDACO GRAZIOSI

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Sabato 8 novembre 2008, alle ore 10, è fissato il ritrovo davanti al Municipio di Castelfranco Emilia, per la consegna delle circa 4mila firme raccolte dal Comitato No Cave di Piumazzo. Chi non ha ancora firmato e crede che l’ingiustificato ampliamento delle cave pre-esistenti sia un atto irresponsabile, è ancora in tempo per dire la sua.

Tutti i cittadini del Comune di Castelfranco interessati al loro territorio e a quello che l’amministrazione sta portando avanti su di esso, dovrebbero non mancare a questo importante appuntamento.

Alle ore 11 è prevista la consegna al Sindaco Sergio Graziosi delle firme raccolte in occasione della petizione promossa dal Comitato Piumazzese No alle Cave, contro il piano di escavazione del territorio.

Saranno presenti al presidio il Presidente del Comitato, Enzo Rubbiani, il vicepresidente Gianni Monduzzi, i fondatori del Comitato e tutti i sostenitori e firmatari della petizione.

Gli organizzatori fanno sapere che chi avesse bisogno di un passaggio per raggiungere il luogo del ritrovo può contattare il Comitato al tel. 331 1235252
 




Modena, 20 ottobre 2008

L’ANIMATA ASSEMBLEA PUBBLICA A PIUMAZZO PER IL NO ALLE CAVE

Lunedì scorso 13 ottobre si è svolta, nell’affollatissima sala dell’Arci di Piumazzo, l’assemblea pubblica indetta dal Comitato No alle Cave per fare il punto sulla situazione e discutere delle azioni future da intraprendere. Nella prima parte della serata il Comitato ha illustrato, ai tanti cittadini presenti, cosa era stato fatto fino a quel momento per contrastare i propositi di scavo dell’amministrazione comunale di Castelfranco. Enzo Rubbiani, presidente del Comitato No Cave Piumazzese, nel suo intervento, ha informato i presenti della richiesta di dimissioni fatta, a nome del Comitato, nei confronti dell’ assessore all’Ambiente della Provincia di Modena, Alberto Caldana.

Tra le idee avanzate dal Comitato c’è quella di fare una manifestazione per consegnare le firme raccolte, che crescono a vista d’occhio e probabilmente aumenteranno ancora dato che tra i propositi c’è quello di istituire dei gazebo o banchetti in centro a Modena, a dimostrazione dell’appoggio popolare alla lotta contro le Cave. Un grande e prolungato applauso ha accolto questo progetto.

Le reazioni sono state invece più pacate di fronte alle tre diverse opzioni in vista delle elezioni comunali che si terranno il prossimo anno.

  1. La prima proposta è quella di andare alle primarie del PD e votare un candidato scelto dal Comitato al di fuori dei soliti nomi.
  2. La seconda paventa l’idea di convincere undici membri del Consiglio Comunale (in totale sono venti in quello del Comune di Castelfranco Emilia ) a votare no al Piano Comunale e quindi alle cave. Queste verrebbero poi sostenute al momento delle amministrative.
  3. L’ultima proposta è quella della tanto sbandierata Lista Civica (non c’è quotidiano che non la dia già per certa).

Sembra proprio questo ormai il punto focale della discordia tra chi crede che sia l’unica soluzione per uscire dal pantano ed ottenere qualcosa e chi invece pensa sia solo una concessione alla politica, un modo per vendere l’anima al diavolo dopo mesi di proclami sull’apoliticità ed apartiticità del comitato e del movimento scaturitosi intorno ad esso.

L’evidenza dei fatti suggerisce che tante forze diverse ruotino intorno al Comitato No alle Cave Piumazzese ed alle persone vicine ad esso, per destabilizzarlo e riuscire a ricondurre la situazione in mari più tranquilli e conosciuti. D’altro canto è altrettanto evidente come diverse forze politiche locali cerchino di cavalcare l’onda lunga della rabbia e dello scontento popolare, per potersi aggiudicare quella fetta di consensi che gli è negato da più di sessant’anni.

Per ora la nota pragmaticità della gente di queste terre continua a prevalere e ad animare in modo positivo il movimento del No alle Cave, facendo si che la maggior parte di essa non dia ascolto al canto di alcune sirene ma continui a prendere in considerazione solo i dati reali ed i fatti che parlano di salute negata, di falde acquifere in pericolo, di fabbisogno di ghiaia sovrastimato, di smog causato da centinaia di camion sulle strade.

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