venerdì 24 maggio 2019   
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Notizie Modena » Fascisti solo su Marte?  

FASCISTI SOLO SU MARTE?
di Boris


Sembra inverosimile o frutto della fantasia cultural-comica di una kermess comunista o retrò partigiana ma mai come ora quello che è accaduto a Modena negli ultimi mesi ha dell'incredibile o peggio del sospettoso.
 
“Questa mattina con l'ennesima mossa repressiva, la forza pubblica di Modena ha nuovamente colpito il Guernica e il suo progetto sociale. Quattro compagni agli arresti domiciliari e altri dieci con l'obbligo di firma, tra cui due militanti di Rifondazione Comunista”. Comincia così il comunicato stampa di alcuni giorni fa dello Spazio Antagonista Occupato Guernica.
L'accusa del GIP Domenico Truppa su indagine del sostituto procuratore Lucia Musti riguarda quanto è successo il 28 di ottobre davanti all'Hotel Europa (vedi nostro servizio) dove con fare violento si è cercato di impedire, come è chiaramente riportato in un documento del tribunale, lo svolgimento della cerimonia di commemorazione della marcia su Roma. Ovvero si è cercato di impedire e riconoscere libertà di parola a coloro che chiaramente manifestano e diffondono idee contrarie alla costituzione di questa Repubblica.

Era stato lo stesso Prefetto Basile, durante la conferenza di fine anno a spiegare del convegno della Fiamma Tricolore che era: " … un incontro a porte chiuse a invito di persone che noi conosciamo che volevano parlare delle loro cose. La situazione – ha continuato il prefetto -  è degenerata per l'attacco violento portato da alcuni manifestanti che volevano entrare nell'aula del convegno, l' hotel Europa, per causare disordini. Ovviamente tutte queste persone sono state tutte fermate sul posto. Qualcuno dei dimostranti è rimasto contuso negli scontri, ma si trattava di scalmanati che prima avevano dato dimostrazione delle loro appartenenze politiche a Roma (il 15 ottobre, ndr) dove hanno tentato di assassinare vigliaccamente due Carabinieri: siamo alla presenza di criminali veri e propri".

La contraddizione è talmente palese che lo stesso sindaco di Modena Giorgio Pighi e le organizzazioni democratiche della città, avevano chiaramente espresso il loro dissenso. Il presidio dove ha partecipato anche il sindaco, era situato davanti al monumento ai caduti ma la denuncia pubblica di apologia di fascismo, non ascoltata dal prefetto pur essendo vietata dalla legge, era stata la medesima. Una sottovalutazione del Prefetto che non poteva che scatenare l'ira di chi della militanza antifascista e quindi di difesa della democrazia, ne ha fatto un suo credo politico.

La cosa che lascia ancora sorpresi e al tempo stesso curiosi di sapere, l’insieme delle accuse che hanno condotto alla decisione di procedere per gli arresti domiciliari che, a dire di alcuni militanti del Guernica, sono posti con una visione parziale ed alterata del reale.

Questo pone però qualche domanda la cui risposta, che per il momento non vogliamo credere, viene definita dal Guernica come un “Evidente tentativo di farci passare come criminali, cercando di colpire un progetto sociale riconosciuto oramai da tante realtà politiche e associative della città di Modena, ma anche da artisti e singoli genitori di ragazzi, che stanno vedendo il Guernica come un luogo e un modo di pensare diverso all'interno di questa città e di questa crisi.”

Come lascia perplesso anche il fatto che l'obbligo di firma ai dieci militanti sia stato fissato da subito per le ore 16,00 e solo in seguito adeguato, per alcuni di loro ai turni di lavoro degli accusati. Comprendo che possa sembrare strano sapere che questi “giovani ribelli” lavorino e studino e non siano degli oziosi nullafacenti, ma la realtà è questa.

Per non parlare degli studenti che anche a causa di questo rischiano di ricevere un 5 in condotta che ne potrebbe causare la possibile perdita dell'anno scolastico. Il tutto indipendentemente, è bene ricordarlo, della media scolastica ottenuta nelle varie materie. Un uso politico del voto in condotta e di altre misure repressive (sospensione, esclusione dalle gite) confermato dal Dirigente Scolastico Dott.Sponzilli dell'istituto “Venturi”, che mira a colpire tutti i giovani di Modena che hanno deciso di protestare contro la distruzione delle conquiste sociali e di una scuola pubblica degna di esse chiamata tale.
“Se gli studenti avessero voluto davvero esprimere il loro disagio, avrebbero accettato le giornate di riflessione con esperti che avevo loro proposto”. Secondo Sponzilli quindi, discutere di evidenti disagi nella scuola, è possibile farlo solo con i gli “esperti in materia” proposti dalla scuola stessa. Non male come confronto costruttivo e libertà di punti di vista e progetti per il futuro.

E’ possibile, dunque, giungere alla conclusione che con queste accuse in pratica viene negata a priori, ovvero prima del processo, la possibilità di questi giovani, non di commettere reati contro il patrimonio o spaccio di stupefacenti ma di recarsi a studiare e a lavorare. Ovvero creare oggettivamente le premesse per rovinagli il futuro, ancora prima che questi siano stati giudicati da un tribunale.

Anche Rifondazione Comunista del circolo Gramsci di Modena, infatti, non scherza nella affermazioni che con un comunicato definisce le accuse “ prive di fondamento e messe assieme per costruire un teorema volto a criminalizzare ogni forma di dissenso, in particolare della sinistra di classe”. L'unica colpa - sempre secondo il PRC – è stata quella di animare un presidio antifascista in occasione di un vergognoso convegno di Fiamma Tricolore, avallato dalla Questura di Modena nonostante la chiara apologia di fascismo. Si celebrava la "Marcia su Roma" di Mussolini nel '22, le presunte opere sociali del fascismo nonché gli altrettanto presunti (dai neofascisti) "crimini dei partigiani".

Speriamo, visto che confidiamo nella lealtà della magistratura, che per la maggior parte di loro si concluda in nulla questa triste vicenda anche se questo potrebbe così confermare il nostro sospetto che questi arresti giungano giusto dopo una serie di sgomberi di occupazioni riuscite e una serie di multe subite dal movimento studentesco.
Purtroppo questa vicenda, rischia di identificare ancora oggi, solo la volontà di colpire ancora chi combatte il fascismo mentre si difende chi lo professa anche in modo palese.
6/2/12
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