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Notizie Modena » Finale Emilia: No al comitato acqua  

FINALE EMILIA: VIETATO ESPORRE QUELLO STRISCIONE
di Castagnoli Lidia*


Non abbiamo più dubbi: all’Amministrazione Comunale di Finale Emilia, lo striscione del Comitato Modenese per l’Acqua Pubblica con la scritta “Campagna Referendaria – L’acqua non si vende”, non piace proprio.

Sabato 29 gennaio, infatti, è nuovamente intervenuta per impedirne l’esposizione al Teatro Sociale di Finale. Era già successo il 28 dicembre, nell’aula del Consiglio Comunale, in occasione del voto per avviare la procedura per la privatizzazione del 40% di Sorgeacqua.

Gli attivisti del Comitato Modenese per l’Acqua Pubblica erano al Teatro Sociale perché vi veniva rappresentato «Urinetown», un famoso musical che affronta in modo irriverente, ironico e tagliente il tema della privatizzazione dei servizi idrici, portato in scena dalla "Compagnia delle Mo.Re.", un gruppo teatrale che aderisce agli artisti per l’acqua.

Grazie alla disponibilità manifestata dalla compagnia teatrale, l’intenzione era quella di esporre lo striscione e di leggere, prima dell’inizio dello spettacolo, un brevissimo testo per ricordare al pubblico presente che la privatizzazione dell’acqua riguarda anche l’Italia e che presto tutti i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi sulla scelta tra gestione pubblica o privata di questo bene essenziale votando il Referendum. Un messaggio che si intendeva rivolto anche all'amministrazione locale, alla quale è stato ripetutamente chiesto di aspettare l’esito referendario prima di cedere ai privati quote delle aziende pubbliche cui sono attualmente affidati i servizi idrici.

Ma tutto ciò non è stato possibile, e l'amministrazione ha addotto a giustificazione di questo ennesimo atto di censura il pretesto (peraltro privo di fondamento dal punto di vista normativo) che è già in corso la campagna elettorale e che sarebbe stato necessario un contraddittorio.

Che la Destra finalese non veda nell'operazione di vendita ai privati del 40% del capitale di SorgeAcqua un processo di privatizzazione, è cosa comprensibile.
D'altra parte, il governo Berlusconi ha imposto la legge Ronchi raccontando agli italiani che si tratta solo di una liberalizzazione della gestione del servizio idrico, poichè l'acqua e le reti rimangono pubbliche

Ciononostante, anche in questo caso non ci stancheremo di spiegare ai cittadini che privatizzare la gestione del servizio idrico equivale a privatizzare l'acqua, perché chi gestisce l'erogazione del servizio ha di fatto il potere sull'acqua e sugli introiti che tale gestione garantisce. Se non fosse così, non si capirebbe la corsa mondiale ad accaparrarsi “ l'oro blu " ovunque ce ne sia disponibilità.

SorgeAqua gestisce da anni un'esperienza unica sul nostro territorio provinciale cosiddetta "in house", ovvero partecipata solo dai Comuni, focalizzata su basse tariffe per i cittadini, su una corretta gestione della risorsa idrica del territorio e dell'ambiente, e sulla non suddivisione degli utili ai soci ma sugli investimenti.
Oggi, di fronte alla possibilità offerta dalla Legge Ronchi di mantenere l'affidamento "in house" fino alla fine del 2011, e di farlo anche successivamente, previa verifica di alcune condizioni, i Comuni soci di SorgeAcqua scelgono viceversa di cavalcare l'imposizione più autoritaria della Legge, ovvero quella che impone di mettere a gara parte delle quote delle società di gestione a favore dei privati. Una scelta che non ha alcuna giustificazione normativa (come del resto ammesso dallo stesso Presidente di ATO e di SorgeAcqua, perchè nel caso delle "in house" non esistono obblighi di legge che impongano un passaggio ai privati di questo tipo e nei tempi scelti da SorgeAcqua), ma corrisponde solo a una volontà politica, come dimostra anche l'inaspettato uso strumentale del ruolo dei lavoratori.

Assistere inoltre, ad un Consiglio comunale di Finale Emilia in cui il Presidente di SorgeAcqua, il gruppo consiliare del Pd locale e il Sindaco Soragni dichiaravano che in caso di mancata approvazione della delibera, i lavoratori di Sorgeaqua dal 1 gennaio 2011 avrebbero rischiato seriamente il posto del lavoro, è stato offensivo sia per i lavoratori che per i cittadini tutti.
Chi contrappone i diritti dei lavoratori alla tutela dei beni comuni e dell’ambiente, sta facendo un pessimo servizio alla propria comunità. Se mai esistessero rischi per i lavoratori di SorgeAqua - e noi siamo certi che non esistano - crediamo che la miglior garanzia dei diritti dei lavoratori delle società di servizi pubblici passi attraverso la battaglia per il mantenimento del pieno controllo pubblico degli stessi, non certo attraverso la loro svendita.

Come avevamo già denunciato in occasione di quel Consiglio del 28 dicembre scorso, da un'Amministrazione ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso, più aperto al confronto e rispettoso delle posizioni altrui, soprattutto dopo che, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha ammesso 2 dei 3 quesiti referendari presentati dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, partiti ed esponenti politici riconducibili all'attuale maggioranza finalese si sono detti disponibili a non procedere alla privatizzazione di SorgeAqua prima della celebrazione dei referendum. Purtroppo a queste dichiarazioni non sono ancora seguiti fatti concreti, nemmeno la richiesta di Moratoria sulle scadenze della Legge Ronchi, già votata, invece, in molti altri Comuni della nostra provincia.

Il Comitato Modenese per l'Acqua Pubblica sta affrontando da oltre un anno una battaglia di civiltà per la difesa di un Bene Comune che la Corte Costituzionale ha dichiarato legittima, e un'amministrazione locale che continua ad operare con tutti i mezzi per ostacolare e ridurre al silenzio le ragioni di chi si batte affinché l’acqua, risorsa indispensabile per la vita, rimanga un bene della collettività, è un'amministrazione che non sa distinguere tra esercizio del potere e servizio ai propri cittadini.

A Finale Emilia, insomma, la battaglia per l'Acqua Pubblica non ha diritto di cittadinanza.

* Comitato Modenese per l'Acqua Pubblica - aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua – Modena

31 gennaio 2011
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