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IL CONSIGLIO COMUNALE DI MODENA APPROVA IL PIANO PER LA SALUTE

Modena 13 Settembre 2008

Voto favorevole della maggioranza e contrario della minoranza. Presente alla seduta tematica del 24/7/08 anche l’assessore regionale alle Politiche per la Salute Giovanni Bissoni

Il Consiglio comunale ha promosso le Politiche per la Salute portate avanti dal 2002 al 2007. E' infatti stato approvato il report conclusivo del Piano per la Salute del Distretto di Modena, con il voto favorevole della maggioranza e contrario della minoranza.

Ad aprire il Consiglio il saluto del presidente della Provincia Emilio Sabattini: "Siamo stati in grado di mettere in atto azioni importanti. Queste politiche le abbiamo attuate anche perché sono state messe in campo risorse significative dal punto di vista economico. Sulla salute non possiamo rallentare se vogliamo conservare un sistema di qualità universalistico: chiedo all'assessore Bissoni che questo fondamentale impegno venga mantenuto".


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"L'esperienza del Piano per la Salute sviluppato a Modena dal 2002 al 2007 - ha spiegato nella sua presentazione l'assessore alle Politiche per la Salute del Comune di Modena Simona Arletti - ha permesso con modalità sempre più affinate di dare sostanza all'impegno del Comune quale garante di uno dei diritti fondamentali garantito dalla Costituzione: quello della salute". L'azione messa in atto dall'Amministrazione, ha spiegato l'assessore, è stata quella di mettere insieme "in primis le due Aziende Sanitarie, poi altri soggetti del mondo dell'associazionismo e volontariato a condividere obiettivi di lavoro in cui ciascuno ha messo in campo le proprie risorse, senza finanziamenti esterni. Sarebbe molto più semplice delegare le responsabilità anche sulla prevenzione alle aziende sanitarie, che pure l'hanno come compito e mission, ma sappiamo che non basta. Occorre una responsabilizzazione della collettività per tentate di rispondere a bisogni sempre più complessi".

Insieme alla delibera è stato discusso un ordine del giorno presentato dai partiti di maggioranza, per voce del consigliere di Sinistra Democratica Giorgio Prampolini. L'odg, che anche in questo caso è passato con il voto favorevole della maggioranza e contrario della minoranza, invita la giunta ad affrontare alcune priorità: rafforzare il ruolo degli enti locali nelle azioni di rilevazione dei bisogni, di indirizzo e verifica della rispondenza dei servizi sanitari ai bisogni della popolazione, mantenere nell'impostazione del nuovo strumento di programmazione distrettuale l'attenzione ai principali fattori modificabili che influenzano lo stato di salute e di benessere individuale e collettivo, al monitoraggio dei fenomeni emergenti, ed altro, realizzare la programmazione integrata di servizi e politiche sociali e sanitarie e il coordinamento con le politiche dell'istruzione, dell'ambiente, dell'urbanistica, ed adeguare il sistema di cure al fenomeno dell'immigrazione potenziando gli strumenti di mediazione linguistico-culturale e rafforzando la formazione delle diverse figure professionali per rispondere in modo adeguato alle nuove esigenze socio-sanitarie.

"Da due anni mi sto battendo affinché all'interno della Sanità venga riconosciuta la capacità professionale e non la gestione del potere politico" ha affermato Mauro Manfredini nel suo intervento. "Se si vuole avere una sanità di eccellenza credo sia necessario riesaminare il funzionamento del ruolo del Collegio dei primari. Ci vuole il coraggio d'interrompere il potere dei cosiddetti baroni che continuano a favorire gli amici o i figli degli amici, e che non tengono conto delle professionalità all'interno delle strutture".

Il consigliere di Modena a Colori Paolo Ballestrazzi parla di "metodologia molto vecchia". "Non abbiamo sentito una parola sull'individuazione di chi ha la responsabilità di verificare se questi interventi in cui vanno le risorse siano veramente efficienti. Assistiamo alla burocrazia farraginosa del sistema sanitario, con ritardi nelle liste d'attesa: la sanità corre il rischio di morire tra impedimenti burocratici e questo documento non lo considera minimamente".

La speranza di vita, secondo William Garagnani del Pd, è sempre più alta grazie a una serie di azioni. Per quanto riguarda la prevenzione dalle malattie, Garagnani sottolinea la volontà, con questo Piano, di "rendere i modenesi più consapevoli di quanto l'alimentazione possa influire sulla salute". Proprio nel momento "dell'annuncio di questi tagli alla Sanità diventa fondamentale far conoscere ai cittadini il piano della Salute, perché solo con l'appoggio della cittadinanza si potrà contrastare questa scelta".

Per Sergio Rusticali del Ps "nella nostra realtà ospedaliera un dato di eccellenza è quello sui trapianti di fegato". Il consigliere non nega che esistano delle criticità: "Non le nascondiamo, ma va posta un'altra questione. Sono convinto che in tutta Italia vorrebbero avere un livello di sanità come quello dell'Emilia Romagna, che non è perfetto, ma si posiziona sicuramente sopra la media". Rusticali ha poi espresso preoccupazione sulle "voci che nella prossima Finanziaria parlano di tagli del 20% e della reintroduzione dei ticket".

Secondo Michele Barcaiuolo di An - Pdl "andrebbero rivisti i meccanismi relativi ad alcune visite specifiche, ad esempio per fare una risonanza magnetica la gente va fuori regione. Ho sentito dire delle inesattezze: i ticket erano previsti dal governo Prodi, cerchiamo di evitare la solita strumentalizzazione". Ciò che il consigliere critica del Piano per la Salute è in particolare che "non c'è una riga sulla lotta alla droga: è una lacuna che non può essere scusabile in alcun modo, era un tema necessario".

"La questione della droga è strumentale - ha affermato Giorgio Prampolini di Sd - è una delle azioni del Piano sociale di zona". Per il consigliere "la necessità e possibilità di integrare sociale e sanitario è uno degli impegni più grossi di questi anni, presente nel programma politico del centrosinistra. Lavoriamo su un piano di integrazione, che avrebbe bisogno di risorse quando, invece, sono calanti. Ci sono i rischi reali di tornare indietro".

Sergio Celloni, dei Popolari Liberali, sottolinea come "negli anni ‘80 abbiamo assistito a una estrema burocratizzazione. Per ridare forza al sistema bisogna consolidare il binomio tra l'efficienza e l'efficacia". Per il consigliere, poi, "i bilanci delle Ausl dovrebbero essere più trasparenti". Ciò che Felloni critica, in particolare, è la "sostituzione del Consiglio d'Amministrazione con un Direttore generale, carica che si ottiene in base alla vicinanza a partiti politici. E' molto importante che la sanità non abbia interferenze con la politica".

Andrea Leoni, consigliere di Fi - Pdl, parla di "vacuità e genericità del Piano per la Salute. E' un'accozzaglia di buoni propositi rispetto a quello che ritengo ci sarebbe bisogno di fare. In questi giorni i fatti di cronaca ci dicono che i cittadini subiscono inefficienze: mancato coordinamento di Baggiovara con il Policlinico, mancanza di assistenza ospedalistica, ed altro. L'Usl spende un sacco di soldi per farsi propaganda con i giornalini, ma i problemi sono ancora quelli di ieri: i referti vengono ancora consegnati incompleti e cresce l'attesa per effettuare gli esami".

Secondo Antonio Maienza il Piano per la Salute, nella parte relativa alla sicurezza stradale, "contribuisce a creare le soluzioni per una mobilità sostenibile. Bisogna avviare strategie per individuare le cause del fenomeno dell'incidentalità stradale e migliorare comportamenti e cultura della educazione stradale, stato delle strutture, piste ciclabili e rispetto dei pedoni. Va fatta una programmazione degli interventi sulla sicurezza stradale, con l'obiettivo di coinvolgere diversi soggetti e bisogna promuovere stili di vita corretti tra i giovani. Studiamo insieme le azioni".

"L'esperienza di Modena sui Piani della Salute è la più ampia" ha affermato Giovanni Bissoni, assessore regionale alle Politiche per la Salute. "Gli Amministratori locali coordinano un tavolo con soggetti diversi che non possono essere coordinati dall'Azienda sanitaria. E' un'esperienza non molto praticata, perché è difficile mettere insieme le politiche e lavorare assieme, ma il valore che ne deriva è proprio dato dall'unione di diversi punti di vista". Per Bissoni si deve "mettere in campo un nuovo sistema di governance: far lavorare insieme i sindaci e le loro realtà territoriali, favorire le unioni dei comuni e coordinare le politiche. I nostri operatori non sono abituati a lavorare insieme: dobbiamo aggiungere ai medici anche l'assistente sociale". Sulla mobilità degli utenti verso altre regioni denunciata da alcuni consiglieri, l'assessore regionale ha segnalato che "non si tratta di un problema dell'Emilia Romagna, ma di tutte le Regioni, che non riescono a mettere insieme il diritto di cura del cittadino con il dovere di pianificazione delle aziende sulla base delle risorse. È una mobilità presente ovunque: per una certa prestazione conviene andare in un'altra Regione dove ti danno appuntamento per il giorno successivo, e viceversa. L'Emilia Romagna, a livello nazionale, ha il più alto tasso di mobilità attiva rispetto a tutte le altre Regioni". Bissoni ha, infine, commentato la proposta di taglio della Finanziaria: "non c'è dubbio che si debba chiedere maggiore efficienza al sistema, ma una cifra del genere non ci mette in grado di risparmiare senza una riduzione di servizi, o senza l'introduzione di nuove entrate attraverso i ticket".

"Un sincero grazie va a tutti coloro che si sono impegnati in tale notevole sforzo" ha affermato Achille Caropreso del Pd. "L'ambito scolastico è il luogo deputato per le azioni contro il disagio psichico giovanile, perché emergono già a quell'età elementi di disagio inequivocabili. La prevenzione deve operare in modo tale che ci si accorga delle eventuali patologie e del disagio in tempo utile. È una rete che ha un elevato costo ma degli evidenti benefici di cui devono beneficiare tutti i fanciulli e gli adolescenti, naturalmente anche extracomunitari".

Per Alvaro Colombo "quello della salute è un tema di grande delicatezza, inteso come benessere psicofisico e sociale e non solo come assenza di malattia. Va inteso all'interno di una società sempre più diversa e complessa: non si può più affidare alle famiglie la gestione delle persone non autosufficienti, e le immigrazioni impongono di integrare interventi formativi, nella scuola, nei servizi sociali. Cresce la domanda di servizi sociali e di politiche integrate tra loro e che integrano la popolazione".

"È un sistema che sicuramente non ha tutti i vantaggi di cui si parla" ha affermato Adolfo Morandi di Fi - Pdl. "Ci sono problemi legati alla correttezza dei referti e a volte anche al loro smarrimento. Anche il sistema a rete tra i tre ospedali, Policlinico, Baggiovara e Sassuolo, non ci pare funzioni così bene. Si è inoltre parlato di alcuni cittadini come ‘furbetti' perché si recano al Pronto soccorso, ma credo sia sbagliato dare a loro la responsabilità: se per avere un esame o una visita cardiologia servono mesi e mesi, è evidente che di fronte a una necessità immediata serva il Pronto Soccorso".

"Ci sono stati in questi anni centinaia di partner non solo istituzionali - ha commentato Alberto Caldana del Pd - ma anche associazioni, che hanno preso parte a una progettazione di iniziative sul tema della salute in città. Credo sia un risultato straordinario e mi dispiace sentir parlare di accozzaglia". Per Caldana "con il prossimo Piano credo si avrà un elemento forte: la possibilità di dialogare con i Piani di zona e gli altri momenti di politica pubblica su temi collegati. Fare confluire nello stesso strumento Piani per la salute e Piani di zona consentirà di fare un ulteriore passo in avanti".

Per Rosa Maria Fino "tra il 2004 e il 2007 il lavoro fatto ha dato grandi benefici agli stili di vita dei modenesi e delle modenesi". La consigliera ha, però, sottolineato come l'aumento del lavoro delle donne rispetto al passato (tra pubblico e privato) e il conseguente aumento di stress ha dato vita a "nuove criticità legate al prolungamento della vita delle donne: la propensione al fumo, le malattie cardiocircolatorie e la depressione. È necessario che l'attuale governo mantenga gli impegni che il precedente prese con le Regioni, senza operare tagli che sarebbero dannosi soprattutto per l'utenza più debole.

Nella sua replica l'assessore Arletti ha sottolineato come "da alcuni interventi mi è sembrato non sia stata colta l'innovazione introdotta con questo strumento. L'ottica del Piano per la Salute è stata presa dall'Organizzazione internazionale della Sanità. Per garantire salute è importante l'occasione data all'Amministrazione di avere un ruolo da protagonista sulle Politiche per la Salute, in qualità di coordinatore, che con fatica ha tessuto relazioni con i professionisti, non delegando tale compito a Regione o Ausl".

Il sindaco Giorgio Pighi, nel suo intervento, ha sottolineato come si debba "operare una selezione: è vero che nel Piano per la Salute al tema dei giovani e degli adolescenti non c'è riferimento alle tossicodipendenze, ma questo aspetto viene sviluppato nei Piani di Zona, sarebbe stato un doppione. E' una priorità di cui siamo consapevoli". Il primo cittadino ha poi sottolineato che "la nostra sanità ha standard oggettivi molto elevati ed è considerato un punto di orgoglio dei nostri territori. I Piani per la salute rappresentano una risposta: noi vogliamo che quelle che le politiche di prevenzione avvengano nel territorio e con il coinvolgimento degli attori cittadini". Pighi ha poi concluso sottolineando che "era nostra esigenza arrivare al superamento del Sant'Agostino-Estense muovendoci verso un'evoluzione tecnologica e un'eccellenza della specializzazione".

Per le dichiarazioni di voto sono intervenuti i consiglieri della Lega Nord Mauro Manfredini e di Modena a Colori Paolo Ballestrazzi.

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