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 Intervista a Marco Eboli Riduci

  
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Eventi in provincia di Reggio Emilia
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LA FAME E LA SETE DEI LAVORATORI DELLA SNATT DI CAMPEGINE
di Alessandro e Daniela

 

Da lunedì 18 aprile nove lavoratori della cooperativa Gruppo Facchini Emiliani conduce uno sciopero della fame e della sete. Sotto il gazebo che presidia da più di cinque mesi le entrate della fabbrica Snatt (l'azienda da cui Gfe riceveva l'appalto fino a novembre scorso), da cinque giorni gli operai non mangiano e non bevono. Sono persone che per quattro anni hanno imballato e movimentato i capi d'abbigliamento di Polo Ralph Laurent, Chicco, Cisalfa e Intersport. Tutto ciò ad una paga oraria di 4,95 euro. Fra i nove stremati scioperanti troviamo la Rsu della Cgil, un ragazzo di vent'anni, altre sette persone con più di quarant'anni. Uno di loro è diabetico e proprio ieri è stato ricoverato all'ospedale di Montecchio Emilia poichè la situazione fisica era ormai al limite. Da lunedì sono stati tre i ricoveri per accertamenti. É la mancanza di liquidi nel corpo che preoccupa i medici di soccorso (chiamati dal sindacato, non appena è iniziato lo sciopero): se quattro giorni senza cibo non costituiscono un pericolo, i reni hanno assoluta necessità di un ricambio. Ieri pomeriggio gli operai, ben coscienti dei rischi, erano ancora determinati nel rifiutarsi di bere. Dopo una tragica valutazione hanno deciso di idratarsi.
 
 
L'atmosfera del presidio è molto tesa. La posta in gioco diventa la sopravvivenza biologica degli operai in sciopero. Attorno a loro, altri lavoratori Gfe danno sostegno, discutono, accompagnano i ricoverati all'ospedale. É necessario anche un lavoro di mediazione, visto che alcuni di loro non comprendono alla perfezione il gergo medico italiano. Un altro problema sono le condizioni climatiche. La primavera emiliana, per quanto fiorita, costringe a un notevole caldo nelle ore centrali della giornata e, d'altra parte, nella notte la temperatura si abbassa parecchio. Gli operai restano 24 ore su 24 nel gazebo, protetti dalle "pareti" di plastica, che non possono essere chiuse ermeticamente. Va ricordato che fino a ieri, come da novembre, non si trovavano servizi igienici (si usa, di giorno, il vicino bar), nè l'illuminazione pubblica. Se, infatti, il sindacato ha fornito mesi fa un prefabbricato, il comune di Campegine ha letteralmente staccato la corrente dei lampioni attorno al presidio. Questa mancanza di garanzie va avanti da novembre, nonostante ci si trovi in un parcheggio, ovvero sul terreno pubblico del comune in cui risiede la maggior parte dei lavoratori Gfe.
 
Il sindaco River Tagliavini, si è presentato mercoledì scorso per monitorare la situazione. Per tutti gli operai in presidio questo non è bastato a cancellare la mancanza di collaborazione del loro primo cittadino. In parecchi ricordano come abbia fatto di tutto per delegittmare le loro richieste. In primis, da parte del comune, non vi è stato nessuno sforzo per risolvere il problema degli affitti. Era, ed è, nelle facoltà dell'amministrazione intecedere con i proprietari delle case degli operai (i quali non percepiscono lo stipendio da cinque mesi) in modo da calmierare, o posticipare, i pagamenti dei locali in affitto. Altri operai hanno comprato casa accendendo un mutuo. E qui, invece, sono le banche che non accettano cambiamenti nelle condizioni dei prestiti, nonostante gli si faccia notare che anche la cassa integrazione non venga percepita da gennaio. L'Inps non ha ancora corrisposto le somme relative a febbraio e marzo.
 
Gli operai si sono trovati costretti a giocare le loro battaglie direttamente sul loro corpo. É il corpo, malato e stremato, ad essere l'unico mezzo per esporre le proprie richieste di lavoro e diritti.
 
A luglio scorso, tramite una vertenza condotta con Cgil, i lavoratori della cooperativa ottennero l'inquadramento nel CCLN. Tuttavia, il 14 novembre, i vertici di Gfe avvertirono di non andare a lavorare poichè la ditta appaltatrice, Snatt, alle nuove condizioni contrattuali dei lavoratori, non ci stava ed aveva ritirato l'appalto. Agli operai venne immediatamente chiesto di dimettersi per essere riassunti in due nuove coop (emanazione di Snatt, come per altro Gfe, fino a quel momento), Naturalmente si sarebbe firmato un contratto fuori dal CCLN. Ma gli operai, a quel punto in presidio permanente, chiesero lavoro e diritti: tornare in fabbrica ma senza rinunciare alle condizioni ottenute dopo luglio e affermando che fosse Snatt a doverli assumere, visto che le mansioni in azienda venivano determinate da quest'ultima e non dalla cooperativa, la quale fungeva solo da scatola vuota per abbassare il loro potere contrattuale.
 
I vertici Gfe sono stati condannati per condotta antisindacale a dicembre. Ma era una vittoria di Pirro. Così venne intrapresa una causa contro Snatt per dimostrare l'illegittimità di un appalto fra due soggetti che avevano il medesimo mandante. Il 12 aprile scorso la batosta: il giudice non accetta la procedura d'urgenza. Gli avvocati che seguivano i lavoratori avevano invocato il ricorso all'art. 700 del codice di procedura civile (il quale si applica quando il diritto che deve essere fatto valere è minacciato seriamente nel periodo stesso del procedimento). La causa seguirà invece tempi lunghi. La magistratura sostiene che l'indagine deve essere accurata (forse in modo da rilevare tutte le responsabilità nell'organigramma aziendale). Eppure, se i faldoni in tribunale sembrano troppo grossi per accelerare i tempi, enorme è anche l'umanità che aspetta giustizia fuori dai cancelli. Con le parole della Rsu, "a novembre eravamo disposti a tutto, anche a non mangiare e bere. Abbiamo deciso, fiduciosi, di aspettare la legge. Abbiamo ascoltato. Ora non è rimasta che quella soluzione".
Ma, come ricordato, gli operai non accusano principalmente il giudice, bensì tutti i soggetti che non li hanno ascoltati: i vertici Snatt e l'imprenditore Fagioli che controlla la ditta, il comune di Campegine e la provincia di Reggio Emilia. Tutti, nessuno escluso, hanno sempre dimostrato di non legittimare la voce, attiva e pensante, dei 200 operai in questi ultimi mesi.
Vogliono forse interagire solo con dei corpi inermi? Probabilmente sì, e sicuramente l'unica attività che si è tutelata fino ad ora è quella di Snatt e la sua reputazione sia nel contesto terrioriale sia davanti ai partner esteri. Simbolico è quello che è avvenuto martedì: personalità di Polo vengono a far visita alla Snatt e i vertici dell'azienda dicono ai Carabinieri (presenti da novembre a fianco del presidio) di spostarsi in modo che gli ospiti decretassero la "bontà umanitaria" dell'imprenditore, che lasciava "in pace" i lavoratori senza cibo e acqua.
La verità è che, quando un corpo soffre, la morale ipocrita delle amministrazioni, alla fine, ha paura. Alla fine abbiamo paura a dire che tutti i capi d'abbigliamento che indossiamo sfruttano la manodopera (anche dietro casa nostra) e portano il marchio di nove lavoratori disidratati (e non quello di un omino a cavallo).

La verità è nella scelta di questi nove. Sono stati confinati a semplici corpi, e loro, con un ultimo atto libero hanno affermato che se così volevamo le loro esistenze, allora ci dovevamo vergognare.

 

Non è possibile non considerare i loro corpi, allo stremo. Ed ora che ce ne accorgiamo, siamo ancora in tempo per considerare le loro vite con pensieri e diritti.

 

Evitare che lo sciopero della fame e della sete porti a conseguenze peggiori, significa innanzitutto l'assunzione diretta e senza compromessi in Snatt. Significa che la Regione Emilia-Romagna e  il suo presidente Errani, intervengano immediatamente e diano la sveglia anche agli altri enti locali, che ancora non risolvono la questione degli affitti e della cassa integrazione non corrisposta.

 

*Due cittadini indignati

 
 
 

Per approfondimenti:

 

 

 

LETTERA APERTA DEL SINDACO DELRIO AI RAGAZZI AGGREDITI IN VIA GUIDO DA CASTELLO

 

Sabato 20 febbraio 2010

 

Cari Daniele, Matteo, Domenico e Marco,ho letto la vostra lettera, un racconto drammatico e una denuncia, una storia che getta un’ombra sulla vita di tanti ragazzi che, come voi, desiderano vivere serenamente i propri anni, le proprie ore di svago, in una città che deve essere di tutti. Nel rispetto delle regole. Come è giusto che sia.

 

Vi propongo di incontrarci, il prima possibile. Parlarsi è fondamentale sempre, prima di tutto quando si esce da un’esperienza negativa con un peso addosso come quello che voi denunciate: l’indifferenza di tutti nei vostri confronti.

 

Non vogliamo sottovalutare. Non vogliamo arrenderci. La denuncia dei ragazzi vittime della rissa al Pigalle ha portato all’identificazione dei responsabili. Vi sono accanto, e non solo perché potreste essere uno dei miei figli.

 

Lavoriamo per una città vivibile, in grado di offrire ragioni di speranza in ogni luogo, sia questo ‘luogo’ una piazza o una strada, oppure una persona come voi. Contro lo sballo in primo luogo.

 

Le risse avvengono in tutte le città, ma vado ripetendo da tempo che il consumo di droga ed alcool stanno togliendo ai nostri ragazzi la gioia semplice di stare insieme in maniera normale. E’ un problema che interpella non solo la sicurezza, ma l’educazione e noi genitori. E anche i gestori dei locali devono fare la loro parte.

 

Vi chiedo di non perdere la fiducia, così come il giusto senso di indignazione che avete manifestato. Denunciate. Sono certo che le autorità competenti per la sicurezza, che con grande professionalità e spirito di sacrificio lavorano a garantirla sia pure tra le enormi difficoltà determinate dai tagli governativi, continueranno e accresceranno insieme a noi, il loro impegno di vigilanza e presidio del territorio.

Graziano Delrio

Sindaco di Reggio Emilia


Circoscrizione Città Storica

“Spesi i soldi dei cittadini ma lo Zelig è gratuito”

Reggio Emilia, 17/02/10

“Liti, baruffe, fino a quando PDL e Lega decidono di far saltare il consiglio nella Circoscrizione dove comandano: non avevano il numero legale.”

 

Nel consiglio di circoscrizione della Città Storica se ne vedono di tutti i colori: PDL e Lega non si mettono d’accordo e decidono di sospendere il consiglio da loro convocato, alla faccia della vetrina del buon governo.

 

Ieri, Martedì 16 Febbraio, a fronte di una lista di punti da discutere chilometrica il Presidente Gabriele Fossa (Lega Nord) ha deciso di sospendere la seduta di consiglio con la scusa: “Dato che l’amministrazione comunale ha ridotto i soldi alla nostra Circoscrizione, stasera non lavoriamo”.

 

All’ordine del giorno c’erano: l’approvazione dei bilanci delle commissioni di lavoro più molte mozioni importanti (tra cui una che chiedeva di togliere una copertura di eternit da un edificio!) che però verranno rimandate al prossimo consiglio.

 

Quando? Data da destinarsi.

 

Ma sapete qual è il danno oltre alla beffa? Che l’appello è stato fatto quindi il gettone di presenza i Consiglieri lo hanno preso, sono 38 Euro a persona!

 

Teniamo conto che una seduta di Consiglio costa in media ai cittadini più di 800 Euro.

 

Come opposizione siamo rimasti sbigottiti, non riuscendo a continuare i lavori per la mancanza del numero legale abbiamo deciso lo stesso di abbandonare l’aula ma con la motivazione che non si può amministrare una Circoscrizione con questo atteggiamento.

 

E’ già successo che come opposizione (PD-IdV) decidessimo di rimanere in aula anche quando la maggioranza non aveva il numero legale per proseguire i lavori, ma dopo l’ultimo episodio ci rifletteremo bene: essere convocati e pagati per non fare niente può sembrare allettante ma non è nel nostro stile.

 

Si era instaurato un buon clima nelle commissioni di lavoro ma adesso siamo stanchi, pretendiamo una maggiore serietà.

 

Nel prossimo consiglio chiederemo che tutti i consiglieri rinuncino al gettone della seduta di Martedì 16 perché non vogliamo prendere in giro i cittadini che rappresentiamo, sono gli unici che ci hanno rimesso in questo gioco.

I consiglieri:

Dario De Lucia

Ivo Gazzini

Fabrizia Panciroli

Claudio Ghiretti


OGGETTO: CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DI CIRCOSCRIZIONE

Re. 05 Febbraio 2010

Ai sensi del vigente Regolamento dei Consigli di Circoscrizione è convocata la seduta del Consiglio della Circoscrizione Città Storica per il giorno

MARTEDI’ 16 FEBBRAIO 2010 ore 20.30

Presso la sede EX TRIBUNALE – Sala Conferenze – 1° piano Via Emilia S. Pietro n. 12

ORDINE DEL GIORNO:

  1. Comunicazione del Presidente;

  2. PRESENTAZIONE del programma di rigenerazione urbana “QUARTIERE MIRABELLO” – UDP Città Storica. Saranno presenti gli Ass.ri U. Spadoni, U. Ferrari e il dirigente M. Magnani;

  3. Approvazione PROGRAMMA 2010 – COMMISSIONE SANITA’, ASSISTENZA e SICUREZZA (Cons. Frisanco);

  4. MOZIONE: “……Parchetto S. Zenone” - Prot. Circ. n. 94/Q del 05/02/10 (Cons. Coccolini);

  5. MOZIONE: “……Eternit, Via Cecati” – Prot. Circ. n. 95/Q del 05/02/10 (Cons. Coccolini);

  6. MOZIONE: “……Viabilità segnaletica zone limitrofe circonvallazione” – Prot.Circ.n.96/Q del 05/02/10 (Cons.Coccolini);

  7. INFORMATIVA Organizzazione Convegno per centro storico – Richiesta Votazione (Cons. Coccolini);

  8. INFORMATIVA Progetto Obiettivo Parco S. Zenone – Richiesta votazione (Cons. Coccolini);

  9. Approvazione PROGRAMMA 2010 COMMISSIONE SERVIZI SCOLASTICI e CULTURALI (Cons. Comastri);

  10. Approvazione PROGRAMMA 2010 COMMISSIONE ATTIVITA’ PROMOZIONALI, PRODUTTIVE-SPORT e GIOVANI (Cons. Pattacini);

  11. MOZIONE:”CHIAREZZA” Gruppo PD Prot. Circ. n.104/Q del 08/02/10 (Cons. De Lucia);

  12. Varie ed eventuali.

Il materiale relativo all’o.di g. sarà disponibile presso la segreteria 48 ore prima della seduta.

Si raccomanda la massima puntualità e in caso di assenza si prega giustificare ed informare la segreteria.

Cordiali saluti.

Il Presidente

Fossa Gabriele

 

CASAPOUND, REGGIO EMILIA
TENSIONE CON CENTRO SOCIALE AQ16

di Flavio Novara


Alcuni episodi strani sono avvenuti venerdì 23 ottobre a Reggio Emilia, in particolare nei pressi del Lab. sociale Aq16 dove proprio nelle prime ore della notte alcuni teppisti hanno infranto vetri, strappato manifesti, rotte bottiglie di birra, grondaie divelte e altri numerosi danni alle strutture.
In un comunicato il Laboratorio AQ16 accusa alcuni militanti di Casa Pound della zona, dato che all’interno della struttura erano presenti numerosi adesivi di “Cuore Nero” e “Calci e Pugni” e manifesti del Blocco Studentesco, frangia studentesca di Casa Pound, attaccati ovunque.

“Già durante l’estate – prosegue il comunicato - quando lo spazio è meno frequentato, si erano verificati episodi simili, ma mai con una rilevanza e una portata simile. I neofascisti, vigliaccamente e di notte come loro solito, hanno alzato il tiro.”

La risposta dell’AQ16 però non si è fatta attendere e il successivo sabato 24 ottobre, un centinaio di antifascisti decidono di “chiudere” la sede di Casa Pound di Reggio Emilia. Dopo aver percorso un breve tratto di strada in corteo gli attivisti hanno raggiunto la sede neofascista e pur non trovando nessuno al proprio interno hanno deciso allora di rimanere a presidiare la zona e denunciare agli abitanti del quartiere “cosa sono abituati a fare i loro scomodi vicini di casa”.
Un secchio di letame è stato vuotato sulla sede di Casa Pound, gridando lo slogan “Sisso contro i sassi” (il “sisso” è il nome dialettale con il quale si designa il letame).
Il presidio è continuato per circa due ore, ricche di slogan e interventi al megafono che raccoglievano l’approvazione della maggioranza degli abitanti del quartiere che applaudivano dalle finestre e scendevano dagli appartamenti per manifestare la propria solidarietà.

Lunedì 26 ottobre, però Ferdinando Raiola portavoce di Casa Pound Reggio Emilia e responsabile della “Libreria D’annunzio”, risponde all’azione attraverso le colonne del quotidiano Libero che da tempo concede ampio spazio a questo movimento neofascista:
“La lesione dei pavimenti esterni, la rottura della serratura della porta e altri danni di minore entità sono un modo per allinearsi su posizioni da anni piombo attuata già da altri centri sociali in Italia. E’ chiaro che i personaggi dell’Aq16 si sentivano isolati dai loro compari di merenda del resto del Paese e hanno voluto allinearsi con loro imitando le gesta di Napoli, Pistoia, Torino, Verona, Bologna, Parma e altre città dove sedi o esponenti di Casa Pound sono stati attaccati da pseudo difensori delle libertà. Evidentemente avranno trovato qualche nostro adesivo in giro per Reggio e lo hanno usato come pretesto. Prendiamo assolutamente le distanze da quello di cui loro ci accusano. Se hanno le prove ci denuncino sennò è chiaro trattasi solo di un pretesto per scatenare la violenza e l’odio politico. Sia chiaro - aggiunge - che quereleremo tutti quegli organi di stampa che stanno parlando e parleranno di scontri tra Aq16 e Casa Pound. Non è in atto nessuno scontro ma solo un deliberato attacco da parte dell’estrema sinistra contro Casa Pound a Reggio come in tutta Italia”.

31/10/09


La scuola non è in vendita!
“Fermo no degli Studenti alla Gelmini”

Claudia Wildner*

Il 24 ottobre 2009, a partire dalle ore 16:30, si è tenuta una manifestazione studentesca, organizzata dalle associazioni SX – Rete degli studenti medi e Collettivo Locomotori.
La manifestazione, che ha visto la partecipazione di un centinaio di giovani studenti, si è articolata in un corteo che è partito da Via Roma e, attraverso le vie del centro di Reggio Emilia, è giunto in Piazza della Vittoria, dove si sono esibiti in acustico due gruppi musicali giovanili. Nell’occasione hanno anche parlato alcuni esponenti delle due associazioni, spiegando gli scopi delle stesse e le ragioni della manifestazione.
L’iniziativa, svoltasi in modo assolutamente pacifico e non violento, si proponeva di mettere in luce il grave problema della scuola pubblica, ponendosi in opposizione al decreto Gelmini e ai recenti tagli imposti dal governo nei confronti della scuola, in difesa del diritto allo studio e per un’istruzione aperta a tutti.
“Ci spenderemo contro la legge Gelmini con tutte le nostre forze”


* Coordinatrice di Sx - Rete degli studenti medi


L'onda della crisi sta sommergendo la Bassa
Nuovo incontro del Tavolo Anteverto a Guastalla. Ferrari: situazione grave, Governo in ritardo

L'onda della crisi sta sommergendo la Bassa reggiana. E' quanto emerso dall'ultimo incontro del Tavolo-osservatorio Anteverto della Provincia tenutosi a Guastalla, che ha evidenziato una situazione particolarmente critica per questo distretto produttivo.
I dati forniti dalla responsabile del centro per l'impiego, Giorgia Lusetti, parlano di una crescita di oltre il 50% degli iscritti alle liste di disoccupazione, parallelamente ad un rallentamento degli avviamenti di oltre il 45% e ad un incremento degli iscritti alle liste di mobilità che raggiungerà a fine marzo oltre il 75% di quanto registrato nel corso di tutto il 2008. A questa situazione i servizi del Centro per l'impiego tentano di far fronte incrementando l'attività in particolare di accoglienza e orientamento.
I dati resi noti da Burani dell'Ufficio studi della Camera di commercio, aggiornati al 31 dicembre, mostrano già segnali di rallentamento dell'attività nelle imprese del distretto, soprattutto tra le aziende artigiane, che confermano una caratterizzazione fortemente manifatturiera del territorio e dunque, ora, una estrema difficoltà dell'attività produttiva. Ciro Maiocchi della Cgil ha segnala una situazione di forte affanno delle imprese locali, che a fine marzo vedranno 193 aziende con forte riduzione di attività produttiva, oltre 5.000 lavoratori il Cassa integrazione, ed una estensione del fermo produttivo che, rispetto a gennaio, in molte aziende si è allungato di diversi giornate al mese.
La testimonianza di un imprenditore locale, Tirabassi dell'omonima azienda metalmeccanica, ha dipinto un quadro a tinte fosche, prevedendo entro l'estate un calo degli ordinativi, oggi tra il 30 e il 40 %, che potrebbe spingersi fino all'80%: se in autunno non si manifesteranno segnali di ripresa, molte aziende di piccole dimensioni potrebbero chiudere definitivamente, e tra queste, paradossalmente, proprio quelle che nel 2008 hanno effettuato forti investimenti tecnologici e produttivi, con un altrettanto significativo indebitamento con le banche, oggi non supportato da una corrispondente attività produttiva.
Su questi temi il sindacato - ed anche Manari dell'Associazione industriali - hanno segnalato come l'attuale crisi debba rappresentare anche un ripensamento complessivo dello sviluppo del distretto, basato troppo sulla produzione di tipo quantitativo e poco sulle produzioni maggiormente innovative e ad alto contenuto tecnologico: "Si utilizza - ha spiegato Maiocchi della Cgil - mano d'opera a basso contenuto professionale e scarso valore aggiunto".
Come valutare dunque il futuro di questo distretto? Un contributo è venuto anche dal professor Ginzburg dell'Università di Modena e Reggio: "Bisogna cambiare ottica sullo sviluppo - ha detto -  sicuramente occorre investire su produzioni innovative e a più alto contenuto tecnologico, così come vanno pensate nuove filiere produttive, più lunghe di quelle attuali, soprattutto da parte delle piccole imprese; e bisogna individuare nuove nicchie di mercato, che oggi sembrano essere rappresentate, ad esempio, dai Paesi del nord Africa".
Secondo Speziale dell'Api per ottenere questi risultati è necessario investire in nuove figure professionali, come il controller di produzione e l'esperto di mercati esteri, così come è indispensabile una crescita di cultura imprenditoriale che non si limiti alla capacità produttiva e commerciale, ma che sappia rafforzare le competenze gestionali e manageriali dell'imprenditore.
In proposito, Aldo Avosani della Cna, ha sottolineato la necessità di maggiori investimenti formativi per gli imprenditori artigiani, facendo appello anche ai rappresentanti degli enti locali per favorire lo snellimento delle procedure amministrative, senza però abbassare la guardia sui pericoli che l'attuale situazione può racchiudere, come l'aumento dei fenomeni collegati all'usura e alle infiltrazioni della criminalità organizzata.
I sindaci di Guastalla, Gualtieri, Luzzara e Reggiolo hanno quindi illustrato diverse iniziative per attenuare gli effetti sociali della crisi, in particolare intervenendo sulle tariffe dei servizi, sulle agevolazioni e gli aiuti alle famiglie più in difficoltà. "Nello stesso tempo - ha detto il sindaco di Guastalla Dallasta - è necessario un intervento immediato del Governo per sbloccare i vincoli del Patto di stabilità, che sta strangolando gli enti locali, impedendo di attivare investimenti con le risorse già disponibili, che sicuramente potrebbero rappresentare un importante volano per la ripresa dell'edilizia e dell'indotto".
"Il coro di preoccupazioni e di critiche al Governo - ha concluso l'assessore provinciale al Lavoro Gianluca Ferrari - dimostra in maniera esplicita come il livello nazionale si stia muovendo male e troppo lentamente rispetto alla portata della crisi. Mentre le istituzioni e le forze sociali locali stanno promuovendo sul territorio diverse iniziative importanti -come l'anticipazione sociale della Cassa integrazione speciale, la velocizzazione e snellimento delle procedure Inps per gli ammortizzatori sociali, la programmazione di iniziative di formazione professionale per disoccupati e lavoratori occupati anche precariamente, il sostegno al reddito per coloro che non fruiscono di nessun ammortizzatore, le agevolazioni per favorire l'accesso al credito da parte delle imprese, la realizzazione di nuove idee imprenditoriali soprattutto in favore delle donne e dei giovani - il Governo sembra ignorare la drammaticità della situazione, o peggio nasconderla, non adottando provvedimenti all'altezza della situazione: per questo, facendoci interpreti anche delle voci uscite nell'incontro odierno, ci faremo portatori di queste istanze nei confronti di Regione e Governo. Nel frattempo l'importante è non perdere la testa, ma produrre, come ha fatto l'Unità anticrisi istituita dalla Provincia, azioni concrete e tangibili, anche se di piccola dimensione, per rafforzare la tenuta sociale e salvaguardare l'apparato produttivo locale".


2 febbraio 2009
 ‘RIFORMA ELETTORALE’
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

E' in corso da parte del PD e del PDL il tentativo di modificare la legge elettorale per le Europee con l'introduzione di uno sbarramento del 4% a pochi mesi dal voto e quando è già partita la procedura elettorale con la raccolta di firme per la presentazione delle liste.
 
Si cerca un tal modo di azzerare la rappresentanza di milioni di italiani, già esclusi dal parlamento italiano, anche da quello europeo.
 
Si cerca attraverso l'azzeramento di instaurare un bipartitismo coatto, che non produce né governabilità, né opposizione e che allontana ancora di più i cittadini dalla politica e dalla cosa pubblica.
 
Questa scelta ha già prodotto alle scorse elezioni politiche un disastro, contribuendo alla vittoria di Berlusconi.
 
Oggi nel momento in cui è aperto in tanti Comuni in provincia di Reggio Emilia, il confronto all'interno del centro-sinistra per la scadenza delle elezioni amministrative, tutto questo rischia di produrre lacerazioni gravi e difficilmente recuperabili, con la conseguenza di mettere a rischio il risultato delle amministrative nella nostra provinca e città.  Non è possibile una logica che vede le nostre formazioni politiche utili solo quando servono ad eleggere i Sindaci e Presidenti di Provincia del PD.
 
Le amministrazioni locali di centro-sinistra della nostra provincia rischiano di venire sacrificate e consegnate alla destra nel tentativo disperato di salvare dalla debacle Veltroni e il Partito Democratico: ne vale la pena? Valgono di più 4 o 5 parlamentari europei o le decine e decine di amministrazioni locali del nostro territorio?
 
Chiediamo al Presidente della Provincia, ai candidati Sindaci del PD, al Segretario Provinciale del PD Giulio Fantuzzi, ne vale la pena?
 
 
 
Donato Vena                           Capogruppo Comunisti Italiani
Alberto Ferrigno                  Capogruppo PRC
Giuseppe Neroni                     Verdi
Armando Anceschi                 Partito Socialista
Nadia Borghi                           Partito Radicale
Graziano Montanini             Sinistra Democratica



Dati volutamente parziali e valutazioni di parte forniti dall'Associazione Industriali sui tributi locali
Mettendo a confronto "mele e pere" e non citando altri dati, l'Associazione industriali di Reggio Emilia ha diffuso numeri che farebbero emergere in provincia di Reggio Emilia, un aum ento dei tributi locali nei due anni di riferimento 2007-2008.
Tralasciando l'ironia fatta dal sindaco Graziano Delrio, al teatro Aristo nel proiettare i dati della pressione fiscale provinciale, messa a confronto con altre realtà, dove risulta che Reggio Emilia è la più bassa, i Comunisti Italiani tengono a precisare quanto segue.
I dati che gli industriali Domenichini e Medici prendono a riferimento sono: addizionale Irpef, Ici applicata ai fabbricati industriali, imposta sulla pubblicità e tariffa sui rifiuti.
Prima anomalia: perché considerare l'addizionale Irpef che viene applicata alle persone fisiche e non centra nulla con le tassazioni delle imprese? Non sarebbe stato più corretto inserire i dati dell'Irap che si applica alle imprese. Forse il motivo per cui gli industriali non l'hanno considerata è perché è stata abolita dal governo Prodi (serviva a finanziare la sanità pubblica). Ci si è già dimenticati che nella prima finanziaria Prodi le imprese italiane hanno avuto sgravi fiscali, in modo strutturale, per 5 miliardi di euro? Visto però che gli industriali hanno parlato di addizionale Irpef, perché non hanno detto che il comune di Reggio Emilia ha esonerato dal pagamento dell'addizionale i contribuenti con un reddito fino a 15.000 euro? Questa politica si chiama equità fiscale.
Sull'Ici le misure del Governo Prodi (eliminazione dell’ICI sulla prima casa per i redditi bassi e medi) e quelle del Governo Berlusconi (eliminazione dell’ICI sulla prima casa anche per i ricchi) non vengono considerate dagli industriali reggiani. Sappiamo bene che non sono attinenti alla tassazione delle imprese, ma se hanno scelto di parlare di addizionale, avrebbero dovuto parlare anche di Ici prima casa.
Sull'imposta di pubblicità Medici e Domenichini parlano solo dell'aumento della tassazione; ancora una volta si dimenticano di dire che è stata applicata un'esenzione per le insegne pubblicitarie fino a 5 metri quadrati. Tradotto le piccole attività artigianali, industriali e commerciali hanno avuto l'esonero del pagamento della pubblicità su piccole insegne. Un giusto livellamento delle entrate a parità di gettito e poi, per affiggere i manifesti occorre pagare un salario ai lavoratori che negli anni dovrà pur essere rivaluto, o no!
Sulla tariffa rifiuti, infine, deve continuare a valere il principio di chi più inquina più paga. Su questo però, le imprese e le loro organizzazioni possono fare molto. Perché non si riduce il rifiuto a monte (parlo degli imballaggi) visto che a produrli sono proprio le imprese? Se tutti opereremo in questa direzione si verificherà l'equazione: meno rifiuto prodotto, meno tariffa da pagare.

Donato Vena (Segretario dei Comunisti Italiani)

 

 

 

Reggio Emilia, 26 gennaio 2009

Nella Bassa reggiana la situazione di crisi si fa più dura
Al tavolo Anteverto della Provincia, riunitosi oggi a Guastalla, i sindacati hanno segnalato una situazione di forte difficoltà occupazionale che coinvolge oltre 4.000 lavoratori

Nuovi dati preoccupanti sulla situazione economica giungono dal tavolo Anteverto della Provincia, riunitosi questa mattina al Centro per l'impiego di Guastalla. Nelle prossime settimane, come ha segnalato Ciro Maiocchi della Cgil, oltre 4.000 lavoratori saranno infatti coinvolti da situazioni di difficoltà occupazionale: dalla cassa integrazione ordinaria e straordinaria ai processi di mobilità, fino alla disoccupazione per coloro che non possono usufruire di ammortizzatori sociali. La crisi sta coinvolgendo tutti i settori e tutte le imprese, anche quelle finora solo sfiorate dalla congiuntura sfavorevole, ma pesa soprattutto sulle aziende di piccole dimensioni.  Il grido d'allarme è stato ribadito da Antonio Puleo, di Assindustria, che ha sottolineato come la crisi stia dispiegando tutte le sue caratteristiche di gravità e spessore per il mondo imprenditoriale, alle prese quotidianamente con cali di ordinativi, difficoltà nell'approvvigionamento di materie prime, grande fatica nell'accesso al credito. Analogamente Giusi Speziale dell'Api ha confermato che la situazione colpisce in modo particolare le piccole imprese e assume caratteristiche diverse anche territorialmente, apprezzando da questo punto di vista l'esistenza di tavoli distrettuali come quello di Anteverto che cercano di analizzare le situazioni dei territori, facendo dialogare far loro i diversi attori locali.
Anche i Comuni - ed in particolare gli assessori Amadio Mori di Gualtieri e Luciano Semper di Luzzara - hanno segnalato l'aumento delle situazioni di indigenza e povertà da parte di un crescente numero di cittadini e famiglie che si rivolgono "disperate" ai servizi sociali delle pubbliche amministrazioni. Natalia Maramotti, consigliera di parità, ha invitato a porre particolare attenzione, in questa fase di crescente difficoltà, ad una lettura anche "di genere" della crisi, in cui le donne, sia come lavoratrici sia come fulcro della convivenza familiare, si trovano in un ruolo di duplice difficoltà. La testimonianza portata da una impresa locale, la Spaggiari Gomma, ha infine confermato come in questa situazione di difficoltà che accomuna tutti sia necessario operare insieme nella stessa direzione, investendo in ammodernamento aziendale e crescita delle risorse umane, nonché favorendo la crescita di un vero e proprio "sistema Italia" basato sulla qualità e sulle capacità delle imprese e delle maestranze.
Da parte di tutti è stata ribadita la necessità, proprio in considerazione della straordinarietà della situazione, di interventi altrettanto straordinari, ma anche di un impegno comune per cercare di contrastare al meglio la crisi. "Solo in questo modo, assumendosi ognuno la propria responsabilità, è possibile fronteggiare questa difficile situazione", ha ribadito l'assessore provinciale al Lavoro Gianluca Ferrari - La Provincia, con l'attivazione dell'Unità anticrisi, sta producendo proposte concrete, mettendo a disposizione da subito risorse per aiuti ai lavoratori e alle famiglie; chiediamo a tutti di fare la stessa cosa e, a ciascuno, per il ruolo che gli compete, di assumersi le proprie responsabilità e il proprio impegno in questa direzione".





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