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Visti per Voi » Bling Ring  
BLING RING
di Enrico Gatti


Regia: Sofia Coppola
USA, G.B., Fra, Ger, Giapp, 2013
Voto: 7 ½


Basato sulla vera storia del gruppo Bling Ring, il nuovo film di Sofia Coppola racconta le ‘prodezze’ di un gruppo di giovani sprovveduti, tutt’altro che maghi del crimine, arrestati per essere entrati nelle case hollywoodiane di certi vip (Hilton, Bloom, Lohan, Bilson e altri) ed aver rubato vestiti, borse, scarpe e gioielli per un valore di circa 3 milioni di dollari.
Immergendosi nuovamente in una dimensione pop, a lei tanto congeniale, Sofia Coppola scrive e dirige un film molto interessante, da diversi punti di vista.
Come scrivono in tanti, la regista è in grado di raccontare questa strana storia in modo abbastanza neutro, e di descrivere le sue protagoniste senza giudicarle. Beh, forse un po’ sì. Come un po’ giudicante è lo sguardo rivolto alle famiglie di queste ragazze, e ragazzi. Inutile non volerlo vedere. Ma non è certo un difetto del film. Come non è certo un male cercare di prendere una posizione e/o riflettere sui fatti accaduti. Sicuramente sono lodevoli il tatto e la discrezione con cui questo avviene. Merito sicuramente di un occhio attento, lucido e disilluso. Merito sicuramente di Sofia Coppola.
La cosa che però colpisce di più, dopo essere stati bombardati da trailer assolutamente accattivanti di una campagna pubblicitaria così invadente come non se ne vedevano da un po’ (nessuna critica visto che è un prodotto culturale, anzi, è solo stupore il mio), è constatare che il film ha uno stile tutt’altro che energico e frizzante. Al contrario di quello che ci si potrebbe aspettare, Bling Ring non è un film adrenalinico. Ritmato sì, ma non frenetico. Non c’è ostentazione. Non si cerca di ‘vendere’ come coinvolgenti le esperienze vissute dai ragazzi. La regista preferisce invece osservare e far osservare. E da qui, forse, la scelta di rinunciare ad un crescendo, a veri cambi di ritmo. Il film sembra cortissimo, non annoia affatto, ma allo stesso tempo non si percepisce alcuna accelerazione; nemmeno nel finale che, proprio per questo, diventa assolutamente agghiacciante. Anche le musiche, sempre bellissime come in tutti i film della Coppola, sono spesso associate ad immagini ripetitive e rallentate, quasi ad inseguire un effetto di alienazione più che di coinvolgimento.
Coraggiosa e anticonformista è anche la scelta del cast. Attori per lo più sconosciuti associati ad un nome che comincia a fare la differenza, Emma Watson. Lei, non protagonista assoluta, ma bravissima comprimaria. Nessun divismo quindi, proprio in un film dove tutti cercano la notorietà.
Insomma, dopo il tiepido Somewere, Sofia Coppola torna al cinema con un ottimo film, che esalta la sua vena teen-pop, il suo stile d’autore più serioso e la sua pungente ironia. Una summa del suo attento indagare gli aspetti più contemporanei e dissonanti della società che si risolve, e questo è il suo merito più grande, in un’opera tutt’altro che pretenziosa, in grado di comunicare a tutti per mezzo di semplicità e bellezza.




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