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Visti per Voi » Come un tuono  
COME UN TUONO
Titolo originale: “The place beyond the pines”
di Andrea Pradella


Regia: Derek Cianfrance
USA, 2013
Voto: 8


“Se corri come un lampo poi ti schianti come un tuono”


Quanto pesa la responsabilità delle azioni che compiamo di getto, cavalcando l’onda di un istinto o in un impeto di irrazionalità?
Non importa la natura del passato che ci ha forgiato, il livello di istruzione raggiunto, il grado di affermazione sociale, le regole cui ci atteniamo. Conta solo quanto le nostre vite s’intrecciano ad altre, nell’attimo in cui il destino le pone fatalmente nello stesso campo da gioco.
Luke (Ryan Gosling) è un motociclista stuntman asso delle due ruote. Tatuaggi, maglietta hard rock anni ’80 e una motocicletta. Parla poco. Pensa solo a girare la manopola del gas. In volto, occhi rassegnati di chi ha imparato a sopravvivere e ad abituarsi al costante azzardo con la morte. Gli sfugge un sorriso solo quando rincontra Romina (sensualissima Eva Mendez). Il secondo quando scopre da lei di essere il padre di Jason e la presa di coscienza di una lancetta che può iniziare a scandire un tempo (finalmente) diverso. Troppe le cose da sistemare, le scelte da intraprendere. Avviene tutto velocemente. Come un fulmine che lo investe a ciel sereno, insella la moto verso la strada del “tutto per tutto”, mettendo a segno diverse rapine in banca nella ricerca della via più breve, che possa mettere tutto a posto.
È Avery Cross, la giovane recluta poliziotto dagli occhi furbi e adrenalinici a fermare, dopo un rocambolesco inseguimento, i sogni di rivalsa del fuggitivo motociclista.
La regia compie, con un’indovinata messa in scena, il trasferimento di “protagonismo” da Luke a Bradley Cooper che riveste il ruolo del rampante paladino della giustizia.
La velocità del deragliamento della vita di Luke è proporzionale all’ascesa di quella di Avery che si trova, in un attimo, spalancate le porte di fama, gloria e di un futuro migliore per il proprio figlio da poco venuto al mondo.
L’ironia attraverso cui avviene lo scambio tra le storie dei protagonisti viene magistralmente sottolineata dalla caratterizzazione del ruolo che essi rivestono, nella più classica contrapposizione tra bene e male, descritta con lucida coscienza e senza retorici buonismi.
L’anello di congiunzione che ricollega le due vicende sarà lasciato in eredità alle rispettive progenie che ne risolveranno l’intreccio.
Una regia diversa per la costruzione della storia e nell’utilizzo del “flashback”.
Indovinato ed originale, nonostante un ritmo non sempre al passo con l’incalzare del racconto.


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