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Visti per Voi » I baci mai dati  
I BACI MAI DATI
di Enrico Gatti


Regia: Roberta Torre
Italia, 2010
Voto 7 ½



Sono passati pochi giorni da quando una folla ansante si è riunita nel centro di Librino per l’inaugurazione della nuova statua, ed ora la timida Madonna in gesso dalle forme mediterranee alta più di tre metri si staglia sulla piazza senza più la testa. Che fine avrà fatto? Chi è stato? Solo Manuela, una giovane del quartiere, riuscirà a ritrovare i frammenti del benedetto capo grazie ad un ‘divino’ suggerimento. E in paese c’è già chi mormora al miracolo.
Roberta Torre ritorna sul grande schermo con ritrovata ironia ed originalità, giocando come solo lei sa fare sugli stereotipi campanilistici di un’Italia nascosta tra i palazzi delle periferie.
La comicità smorza i toni drammatici della storia con grottesca allegria. Il surreale veste perfettamente le situazioni griffando il film con il marchio di una regista che si conferma uno dei migliori talenti italiani, fuori dalla mediocrità e dalla banalità, capace di rendere non stereotipati anche i luoghi comuni.
Un lungometraggio per certi versi simile al primo film della regista, Tano da morire, ma sicuramente più maturo sotto molti aspetti a cominciare dalla regia, accattivante ma mai invadente, passando per i costumi, esaltati da una brillante fotografia, e finendo con le ottime interpretazioni di tutti gli attori, siano questi più o meno navigati.
Un film italianissimo capace però evocare in più occasioni film d’oltralpe ammiccando (ma non copiando) soprattutto  allo stile del maestro Almodovar, riuscendo addirittura in alcune scene ad essere più almodovariano dello stesso Pedro; film che purtroppo sembra condividere con Pedro anche gli aspetti più negativi del suo ultimo lavoro. Ne I baci mai dati, come nel caso de La pelle che abito, l’elemento grottesco è contemporaneamente forza comica del film e mero elemento di contorno. Nel film della Torre gli elementi grotteschi sono splendidi e funzionali, ma non inseriti radicalmente nella storia. Quando nel finale diventa necessario tirare le somme, l’attenzione si focalizza completamente sulla protagonista (unico personaggio serioso fino a quel momento) e questo impedisce non solo la sua evoluzione, ma uniforma addirittura tutti gli altri personaggi alla propria ‘dimensione umana’ annullando le loro caratteriste vincenti. Un finale poco convincente in cui i manichini leopardati si animano di inutile vitalità in un contesto già (non banalmente) complesso che si era definito su tutt’altre premesse. Un’operazione tutto sommato superflua che non aggiunge nulla allo spessore (non da poco) del film.
Unica critica davvero, ad un lavoro comunque ben riuscito. Spiritoso, profondo e stravagante. Un film che speriamo possa diventare un altro piccolo Tano-cult.

Per maggiori informazioni sulla regista: http://www.robertatorre.com/
È da poco uscito un libro dal titolo I baci mai dati e altre storie. Il cinema irriverente di 
Roberta Torre. di Francesca Conti e Giorgio Fonio.
I baci mai dati è entrato in concorso a Venezia nella sezione Controcampo Italiano e al Sundance Festival di Robert Redford come unico film italiano nel gennaio 2011. Ha ottenuto due candidature ai Nastri d'Argento per il miglior soggetto e per i costumi.




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