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Visti per Voi » Il Cavaliere Oscuro  
IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO
di Enrico Gatti


Regia: Christopher Nolan
USA, 2012
Voto: 7


Dopo otto anni di tranquillità è arrivato per Gotham il tempo della battaglia finale. A terrorizzare la città, questa volta, ci pensa il cattivissimo Bane, una specie di hannibal ipertrofico deciso ad annientare tutto e tutti in nome di una qualsivoglia filosofia malvagia. E Batman, in tutto questo, sarà disposto a risorgere dalle proprie ceneri per salvare una città che in lui vede un nemico, un traditore, responsabile della morte dell’eroe cittadino Harvey Dent? Fra nuove rivelazioni e vecchie memorie, un epico finale per una grande trilogia.
Per l’ultimo capitolo della saga, Nolan chiama a raccolta il suo entourage di fiducia Gordon-Levitt, Cotillard e Murphy (visti anche in Inception) a cui affida ruoli secondari, e ovviamente gli insostituibili Bale (nuovamente in forma dopo The Fighter), Freeman, Oldman, Neeson (versione onirica, il suo personaggio era morto nel primo film) e il mitico Caine, il miglior Alfred di sempre, incredibilmente commovente, con performance sempre oltre a quello che il semplice ruolo richiederebbe. Interessanti i due nuovi acquisti, Tom Hardy nei panni del cattivo simil-wrestler, e la Hathaway come nuova cat woman.
Il risultato e effettivamente all’altezza della produzione di Nolan, e ben si stacca dal livello medio dei contemporanei film sui supereroi. Il cavaliere oscuro è un’opera mastodontica, commerciale nella forma e indipendente nello spirito. Da un lato infatti c’è un film adrenalinico, tutto botte, fuoco e meccanica tamarra, capace di catturare l’attenzione per quasi tre ore senza allentare la presa. Dall’altro c’è un film cupo, verboso, che avanza lentamente dalle retrovie e che vuole mandare un messaggio chiaro, una critica feroce verso una società senza più valori che ha consegnato la propria libertà nella mani di un potere forte (e quindi ingiusto) perché incapace di governarsi autonomamente. Non ci sono parole tènere per il sistema corrotto, ma nemmeno per quei cittadini che dovrebbero vigilare affinché il sistema non diventi tale. La morale? Forse Batman serve solo per combattere dei fantocci mascherati.
Nolan è uno dei pochi registi capace di incassi record che riesce, con le sue grandi produzioni, a proporre sempre qualcosa di nuovo (non vorremmo mica parlare di Avatar giusto?).
Grande è stato il rischio di Inception, film molto originale e complesso che poteva rischiare di non essere capito e apprezzato. E non parliamo poi del lavoro fatto sul personaggio di Batman. Col secondo capitolo della trilogia (il migliore) era riuscito a demolire un supereroe, a renderlo fragile, umano e odiato dalle persone a cui aveva salvato la vita (divertente a questo proposito la vignetta di Stefano Disegni pubblicata da Ciak con un padre che si pente di aver portato al cinema il figlio troppo piccolo per reggere le cattiverie del film).
Sarebbe molto bello poter dire lo stesso anche di questo lavoro, ma purtroppo non è possibile. Qui sembra che anche il grande Nolan abbia ceduto al lato oscuro del ‘giusto’ finale. Tutto quello che si cerca di accantonare perché considerato troppo scontato tende a ricomparire, e la conclusione è proprio quella che non ci si voleva aspettare. Nulla di più nulla di meno. Chi poteva prevedere che la bella addormentata si sarebbe risvegliata? Un film di super eroi che finisce come un film di supereroi. Un vero peccato.
E’ forse pretendere troppo? Forse, ma in fondo ci accontentiamo anche, e siamo ben contenti di goderci un bel film di puro intrattenimento con quel qualcosa in più che in fondo fa la differenza.


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