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Visti per Voi » Killer Joe  
KILLER JOE
Di Enrico Gatti

Regia: William Friedkin
USA, 2011
Voto: 7 ½

Matthew McConaughey, un attore dal cappello facile. Sembrerebbe proprio che il copricapo da cowboy sia diventato l’unico accessorio insostituibile dell’attore più ingellato di Hollywood. Ma tranquilli, qui non siamo alle prese con degli spogliarellisti, qui si fa sul serio. Matthew si cala ancora una volta le braghe, letteralmente, e affronta uno dei ruoli più improbabili della sua carriera. Killer Joe Cooper è un poliziotto, un onesto poliziotto che nel tempo libero uccide la gente in cambio di soldi. Killer Joe Cooper viene assoldato da Emile Hirsch (Chris Smith nel film) per uccidere sua madre, ovviamente col consenso del padre, della sorella, della matrigna e dell’amante della matrigna e dello stesso Killer Joe. Tutti vogliono i soldi dell’assicurazione. Qualcuno li avrà?
Friedkin mette in scena la pièce teatrale (ho letto bene, teatrale?) di Tracy Letts (ho letto bene, Tracy?) e, a quanto pare, tutto il marcio dell’umanità.
Più che di persone sole e disagiate, persone ai margini di una società che non li comprende, sarebbe meglio parlare di deficienti. Deficienti che reclutano altri deficienti per uccidere ‘terzi’ deficienti che non si meritano certo di non morire.
E a noi, non resta che ridere.
I dialoghi caustici sono carichi di humour nero, meno fine, ma più esplicito e volgare, di quello dei Coen. Uno spasso. La storia incede spedita rimanendo imprevedibile, non tanto per l’originalità dello script, quanto piuttosto per la totale mancanza di logica che attraversa tutto il film dal primo all’ultimo secondo.
Il mix è infine esplosivo, il finale da brivido. Un crescendo spaventoso che porta alle lacrime, di gioia.
Un finale talmente perfetto che a ripensarlo fa apparire fiacca tutta la prima parte del film, dove qualcosa sembra non funzionare perfettamente. Forse è un po’ troppo ‘classica’ la messa in scena. Forse il film rimane imbrigliato troppo tempo in un genere che non lascia spazio alla sua vera cattiveria. Non saprei dirlo con certezza, ma la sensazione rimane.
Nulla toglie comunque che Killer Joe meriti di essere promosso a pieni voti, se non altro per aver mostrato un’altra interessante sfumatura di ‘noir’. Cinico al punto giusto, violento quanto basta, divertente per tutti anche, forse soprattutto, per i non amanti del genere.

 

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