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Visti per Voi » L'amore che resta  
L’AMORE CHE RESTA
di Enrico Gatti


Regia: Gus Van Sant
USA, 2011
Voto 9



Un ragazzo e una ragazza, biondi. Lui un escluso, senza genitori, emerso dal coma, con un amico immaginario di nome Hiroshi, pilota militare giapponese della Seconda Guerra Mondiale. Lei, malata terminale, cancro al cervello, appassionata di Darwin e di uccelli acquatici.
Annabel e Enoch, questi i loro nomi, si incontrano per la prima volta ad un funerale. Da quel momento avrà inizio la loro storia d’amore.
Lasciati i ritmi frenetici della San Francisco storico-romanzesca di Milk, Van Sant ritorna ad una dimensione più intima e riservata, dedicata ai sentimenti, incurante dei fatti.
Come in altri suoi film, il regista sceglie una storia che parla di adolescenti, tormentati, e come in altri suoi film sceglie un modo diverso dai precedenti per raccontarla. Restless non è spregiudicato e ribelle come Belli e dannati, non è clinico e asettico come Elephant e nemmeno metropolitano al pari di Paranoid park; Restless è Restless, borghese, lineare, poco originale e assolutamente meraviglioso. Niente cut-up, niente infiniti piani sequenza. Soltanto bella fotografia, bella musica (troppo bella per non essere di Danny Elfman) e bella storia, anche se non troppo ‘nuova’, sceneggiata con lucidità e gusto. Questa volta è bastato fare un passo indietro, ritornare ad un cinema più commerciale per creare un prodotto al limite del teen-movie, ma con lo spessore del miglior cinema d’autore.
La cosa più bella? Per quel che mi riguarda la semplicità. La semplicità con la quale vengono raccontati i tormenti di un mondo ingiusto, la semplicità dei dialoghi, tristi e allegri che siano, la semplicità della dolcezza e quella del dolore, la semplicità dei volti, sui quali è già scritto tutto quello che c’è da raccontare. Resless è un film sui sentimenti ma mai sentimentale, capace di ridere della morte e piangere dell’amore, l’amore che resta anche quando la vita sfugge, perché nessuno sarà mai in grado di cancellare quello che è stato e che sempre sarà nella memoria di chi ha vissuto quei momenti felici, eterni, indipendentemente dall’eternità, al sicuro nel passato.

Ottimo film per tutti, misurato e ironico, mai morboso. Grandi i dialoghi e le performance dei due attori: Henry Hopper e Mia Wasikowska. Raramente un Van Sant così delicato, da non perdere.




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