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Visti per Voi » Le Idi di Marzo  
LE IDI DI MARZO
di Enrico Gatti


Regia: George Clooney
USA, 2011
Voto: 7


Di e con George Clooney, Le Idi di Marzo è la storia, tutta scandali e intrighi, di un candidato alle primarie democratiche e del suo entourage. Clooney, come negli altri film da lui diretti, sceglie per sé un ruolo da co-protagonista; questa volta a fargli da spalla troviamo un Ryan Goslin particolarmente in forma e fresco del successo di un altro film, Drive, che ha raccolto ottimi giudizi all’ultimo festival di Cannes oltre che da gran parte della critica al momento dell’uscita nelle sale.
La storia del film è interessante, fortunatamente non banale e riesce a dimostrarci che, nonostante tutto, il political drama è un genere che ha ancora qualcosa da dire. Questa volta la scelta di scavare nel torbido della politica Democratica è un’ efficace alternativa alla sempre attaccabile politica Repubblicana; invece di sparare a zero sulla figura di un qualche surrogato di Bush, Clooney sceneggiatore decide di inscenare una critica super partes su un sistema politico fallimentare nel suo complesso. Quello che si percepisce tuttavia non è tanto la rabbia verso la corruzione e la falsità del mondo politico, quanto piuttosto un’amarezza che racchiude la sfiducia di chi non sa più in cosa credere. La politica, come immaginata da se stessa, richiederebbe uomini in grado di rinunciare, almeno per un mandato, al loro temperamento intestinale in favore di una condotta più razionale che, a quanto pare, rimane un’utopia (forse frutto di un’idea non-umana dell’uomo); un obiettivo, sembrerebbe, irraggiungibile per delle persone tanto sottopressione e troppo pagate come i politicanti di professione. Peccato, perché qualcuno in alto, sulla seggiolina del potere, ci deve pur stare.
Il film di Clooney incarna perfettamente i sentimenti di una generazione che forse ha visto fallire troppe ideologie per sperare in un vero cambiamento, una generazione incapace di vedere lontano, una generazione che pare essersi arresa nel combattere un sistema pietrificato ed inamovibile. E a noi non rimane che domandarci, quando la speranza è diventata prerogativa dell’essere ingenuo? E se, davvero la speranza è possibile solo in chi non conosce ancora il mondo? Che tristezza.
Ma se vogliamo semplicemente stare comodi sulla poltrona del cinema e rimandare le chiacchiere alla fine del secondo tempo, possiamo continuare a gustarci un buon film da popcorn, particolarmente godibile anche se un po’ troppo scolastico, ma comunque benfatto. Sul piano tecnico non ci sono elementi che spiccano particolarmente, tranne forse la fotografia piuttosto curata. La trama fatica a decollare ma quando è in alto non perde quota e i colpi di scena scandiscono un ritmo che tiene fino alla fine.
Ottime le prove degli attori, non solo la coppia Clooney-Goslin, ma anche Hoffman, Giamatti, Tomei e la splendida Rachel Wood.
Un buon prodotto made in USA, sincero e senza retorica.





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