domenica 18 novembre 2018   
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CEMENTO ARMATO


Una nuova parola d’ordine, un nuovo slogan da distribuire alle masse è stato coniato da questo governo: Cemento Armato.
Altro non si può dire. La crisi dilaga e i posti di lavoro sono a rischio non solo per i precari di questo paese, che ammontano ormai ad oltre il 20 % della forza lavoro, ma anche per quelli che sino ad ieri erano convinti di essere al sicuro.
Cantieri fermi, questo è il problema. La necessaria cementificazione del territorio sarebbe la soluzione al rilancio dell’economia italiana.
Del resto non dimentichiamo che sul cemento armato, questo paese ha solidificato ricchezza sino ad oggi al riparo da inflazione e possibili speculazioni di origine borsista o bancaria.
Il nuovo sogno italiano viene rilanciato attraverso una riforma che prevede la possibilità di aumentare la cubatura (possibilità di costruire) del 25% e/o del 35%, nel caso faccia seguito a demolizione del vecchio immobile. Il tutto in deroga all’attuale normativa di approvazione e agli attuali piani regolatori .
Decreto e norma proposta e subito approvata dalla regione Veneto che di massificazione e distruzione del territorio è ormai superiore alla stessa Campagna. Un costruire dissennato di capannoni e urbanizzazioni selvaggia che hanno provocato il progressivo avvelenamento della falda acquifera in modo tale che diversi comuni del veronese e non solo, sono costretti a pompare acqua dal lago di Garda per soddisfare i suoi cittadini assetati.
Con questa manovra il governo ha dimostrato ancora una volta la profonda miopia strategico economica. Numerose imprese edili si trovano in pericolo fallimento e non è un caso se alcune di esse stanno addirittura chiedendo un rimborso ai comuni per riavere gli oneri di urbanizzazione pagati per le future costruzioni non ancora iniziate. Un capitale da recuperare in fretta anche per ultimare i cantieri ormai avviati che restano e resteranno invenduti per ancora diverso tempo.
Si è arrivati al paradosso che altre imprese, per non perdere valore di mercato agli immobili costruiti, hanno deciso di non scendere con il prezzo di vendita proposto ma vengono incontro al cliente regalando autovetture nuove, cucine o arredamenti vari.
Gli unici che possono sfruttare veramente questa situazione appieno sono solo quelli che hanno a disposizione ingenti capitali da investire attendendo tempi migliori. Tra cui numerose imprese edili utilizzate per il riciclaggio di denaro proveniente da illeciti mafiosi. Un  progetto che coinvolgerà anche i grandi cantieri per migliorare le infrastrutture come il ponte di Messina o il potenziamento di autostrade nel deserto.
Ancora una volta in questo paese si sceglie di cementificare il territorio invece di sfruttare la sua ricchezza storica e naturalistica. Una fortuna che potrebbe farne, se gestiti da altri paesi esteri, la fonte principale della nostra ricchezza.
Il nuovo decreto, che sarà approvato venerdì, nei fatti servirà a rilanciare legalmente l’abusivismo e non l’economia.
Del resto non potevamo aspettarci nulla di meglio da un Presidente del Consiglio che in Sardegna durante la campagna elettorale ha pubblicamente dichiarato che ha fatto togliere dei bellissimi ulivi per vedere dalla sua finestra il mare.

10/3/09

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