sabato 17 novembre 2018   
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editoriale » Denuncia di un malessere  
DENUNCIA DI UN MALESSERE GENERALE

di Mirca Garuti

Ma in quale mondo oggi viviamo?
Come abbiamo potuto essere così scellerati da arrivare fino a questo punto?
Tutto è cambiato! Si è persa la capacità di lottare e di capire quei giusti valori che rendono una società libera e democratica.
Tre sono, oggi, le cose importanti, per la maggior parte delle persone: il potere, l’apparire  ed i soldi.
Non è una novità, certo, ma, mai come in questo momento, l’arroganza, l’intolleranza  e la sopraffazione hanno raggiunto livelli così alti. Ovunque guardiamo troviamo solo violenza, guerra e morte.
Le parole perdono il loro significato originario, tutto si trasforma e, la resistenza diventa terrorismo, la guerra- una missione di pace, il fascismo- rivoluzione, gli immigrati-minaccia per la sicurezza, donne, gay e lesbiche-diritto alla violenza.
La guerra è ormai ovunque, attraversa tutti i continenti. I conflitti in corso sono 25:  3 in Medio Oriente, 11 in Asia, 9 in Africa, 1 in Europa , 1 in America Latina. A questi vanno poi aggiunti quelli dimenticati o meno importanti, ad esempio:  la resistenza del popolo Saharawi verso il Marocco che persiste da ben 34 anni, oppure  la lotta degli indios del Perù contro il governo per una nuova legge che riguarda la fauna silvestre e la risorsa idrica, entrambe deleterie per se stessi e l’ambiente. Una lotta dura che, il cinque giugno a Bagua, si è trasformata in tragedia, causa la violenza della polizia durante uno dei blocchi fluviali e stradali, con la morte di 45 persone e 93 feriti. Dietro tutto questo ci sono gli interessi del governo e delle multinazionali del gas e petrolio.
Si fanno, quindi, le guerre in nome di una “democrazia” e della lotta al terrorismo, senza minimamente preoccuparsi della popolazione, costretta a subire entrambe le occupazioni.
Si sostengono i governi degli occupanti, si accettano le loro imposizioni in cambio di potere. La storia viene stravolta, taciuta, l’informazione non esiste più.  Israele, per esempio,  sta occupando il territorio palestinese da 62 anni. La scusa “un popolo senza terra per una terra senza un popolo” non sta in piedi, semplicemente per il fatto che la Palestina era una terra abitata da un popolo che è stato costretto o a fuggire in un altro stato o ad essere profugo in casa propria. Le innumerevoli stragi compiute da Israele sono documentate, sono reali, ma non lo si può criticare, né tanto meno condannare, senza essere considerati anti semiti o terroristi. Non ha mai riconosciuto nessuna risoluzione Onu, ma, nonostante questo, ha il coraggio di affermare che ha diritto alla sua autodifesa del territorio e disconosce ogni condanna a qualsiasi violazioni di diritti umani. Per la sua difesa ha costruito un muro tre volte più alto e due volte più largo del muro di Berlino (700km di lunghezza e 8 di altezza) circondato da fossati, reti di filo spinato, con torri di controllo ogni 300 metri e check-point per pedoni e veicoli. Israele procede, quindi, all'annessione unilaterale di una parte considerevole della Cisgiordania e rafforza gli sbarramenti militari attorno alle città palestinesi, imprigionandovi così gli abitanti.
Non esiste solo la guerra israelo-palestinese, gli esempi che si posso fare sono tanti, purtroppo, basti pensare all'Afghanistan, Irak, Somalia, Pakistan, Cecenia ecc.....
Tutto questo, per i più, ha un lato positivo: le guerre sono lontane, non è un nostro problema!
Le nostre televisioni trasmettono invece calcio, il Grande Fratello, giochi x vincere soldi, quindi, possiamo stare tranquilli!!
Le manovre del governo interessano solo nel momento in cui coinvolgono personalmente la propria vita, in caso contrario, non coinvolge.
La mancanza progressiva della libertà di esprimersi non sembra preoccupare molti, mentre invece è il primo segnale di una sottile, pericolosa dittatura. Il ministro Maroni ha emanato una direttiva che vieta le manifestazioni politiche di sabato e domenica in luoghi definiti “sensibili”, ossia nei centri storici. Tale direttiva stravolge l'art.17 della nostra Costituzione che recita:

"I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica".

Non c'è equilibrio nelle decisioni di governo, perchè se da una parte si limita la libertà d'espressione, dall'altra si considerano innocui i movimenti giovanili di estrema destra che stanno invadendo ormai tutte le città, con atteggiamenti provocatori e razzisti. Non possono essere le forze antifasciste e antirazziste a doversi proteggere, a doversi difendere, ad avere paura, perchè dovrebbero essere le forze di governo a bloccare questi movimenti, facendo sempre riferimento alla Costituzione.
Il cerchio si chiude con una violenza eccessiva nei confronti delle donne, violenza esercitata da uomini, non deve interessare a quale razza appartengono, ma è sintomatico osservare che è sempre il potere che gioca il ruolo più importante.
Ci troviamo ormai in una società di destra dove il maggior valore risiede nel potere, nei soldi, dove non c'è posto per gli stranieri, per i “diversi”. E' lo specchio del mondo intero, dove esiste  l'immunità per i potenti e le stangate per chi si oppone.

28/10/09

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