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editoriale » La ghiaia è un affare sporco  

La ghiaia è un affare politico
Lidia Castagnoli*


Ricompare oggi sulla stampa l’annosa questione dei finanziamenti di imprese private ai candidati delle elezioni amministrative. Il riferimento è all’anno 2005, quando l’analisi dei consuntivi di spesa elettorale per le Elezioni del Consiglio Regionale evidenziò, tra i sostenitori e finanziatori della candidatura di Gian Carlo Muzzarelli, aziende come Rio Beton, Frantoio Fondovalle, Finpa.
Il finanziamento privato alle campagne elettorali dei candidati è pratica del tutto legittima, ma il fatto che uno dei massimi esponenti del PD, ex-DS, modenese (prima Presidente della Commissione Assembleare "Territorio Ambiente Mobilità” e poi Assessore regionale alla Programmazione e allo Sviluppo Territoriale) abbia ricevuto in campagna elettorale finanziamenti da operatori del settore escavazione, dimostra una perfetta unitarietà di vedute tra il candidato regionale e le scelte poi adottate dal Consiglio Provinciale di Modena nell’ambito del PIAE (Piano delle Attività Estrattive).

Con la concessione di oltre 55 ettari di nuove escavazioni di ghiaia a Magazzino di Svignano e gli oltre 200 ettari nelle aree limitrofe di Castelfranco, S. Cesario, Spilamberto e Bazzano, e con la presenza, a poche centinaia di metri da Magazzino, di uno degli impianti di conglomerato bituminoso più grandi della Regione, gli affari dei cavatori e delle imprese edili sono infatti garantiti.

Alle obiezioni dei Comitati e delle Associazioni più sensibili alla Tutela del territorio, è sempre stata opposta una necessità sovraordinata di materiali inerti per soddisfare la previsione di una forte espansione urbanistica e la realizzazione di importanti infrastrutture varie.
La realtà è però diversa: i fabbisogni di materiali inerti per la crescita urbanistica risultano ampiamente sovradimensionati, non solo in base alle statistiche demografiche, ma anche alla reale necessità di avere nuove costruzioni, visto che ci sono in Provincia più di 50.000 appartamenti sfitti e buone possibilità di recupero di aree abitative dimesse. Così come sono strumentali le necessità legate alla costruzione della Cispadana e della Bretella Campogalliano-Sassuolo, opere inutili per il rilancio dell’economia, e pericolose per la tutela dell’ambiente e la salute delle comunità che ne dovranno sopportare il peso sul territorio.

In un momento di grande crisi come quella attuale, infatti, l’apertura di nuovi cantieri edili non è sinonimo di pianificazione economica: è solo una scorciatoia per dimostrare di “fare”, per creare un’occupazione di breve periodo e mascherare l’assenza di vere strategie di supporto all’economia locale.

La Lista Civica Provinciale a 5 Stelle di Beppe Grillo si batterà affinché trasparenza, tutela del territorio e qualità della vita siano l’obiettivo primario delle prossime scelte della Provincia: per evitare che interessi poco chiari danneggino in modo irreparabile i luoghi dove viviamo e per rendere la nostra provincia produttiva, solidale, sana e vivibile.

* Candidato Presidente alla Provincia di Modena,
27 maggio 2009
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