sabato 17 novembre 2018   
  Cerca  
 

wwwalkemia.gif
  Login  
editoriale » Laicità vò cercando  

LAICITA' VO CERCANDO…
Maurizio Montanari


Laicità, parola caduta in disuso, vista con sospetto dal nuovo che avanza. Laicità, parola che sembra un fossile maleodorante che nessuno più vuole ospitare nemmeno nei paraggi della propria casa.

Gli ultimi sviluppi della vicenda Pontefice - Università hanno, a parere mio, reso davvero l'idea di cosa ci separi, in termini di anni luce, come nei film, dall’Europa.

L'Europa laica, l'Europa che professa diverse fedi.

L'Europa attorno alla quale noi non potremo che navigare come un satellite credulone, incapace di slegarsi dalla traiettoria religiosa che ci tiene lontani dall'orbita maestra.

Constato che noi, tutti, viviamo in una costante posizione di excusatio non petita nei confronti della Chiesa.

Mi chiedo, e domando, perché i 60 docenti che hanno osato dire qualcosa (dibattere, dialettizzare) sulla presenza del Papa all'Università,hanno da sentirsi degli animali strani, isolati e da subito messi in quarantena? Cosa mai è successo al mio paese perchè uno sparuto gruppo di teste pensanti (bene o male, non so) abbia dovuto subire un fuoco di fila delle teste d’uovo, dei politici, dei giornalisti dei giornali laici? Perché noi, benpensanti e distratti, abbiamo lasciato la difesa della laicità ad un gruppo sparuto e rumoroso che sa di poter occupare quel posto che sarebbe la naturale casa

dell'intellighenzia nostrana, ma che resta desolatamente vuoto?

I 60 docenti si sono permessi di affermare che, forse,( forse)il rappresentante di una Chiesa che in un passato non remoto non se la sentì di censurare del tutto la condanna di Galileo qualche obiezione avrebbe potuto accoglierla. Serenamente ed umanamente.

Forse, ma dico forse, non hanno del tutto torto a pensare che quell’uomo può si entrare nel luogo del sapere (guai a chi sbarra le porte!), non senza che memoria umana rechi traccia di quel che è stato. Funziona così nel mondo duro, sporco e quotidiano della dialettica. Tu affermi, io registro.

Nel momento dell'incontro, ti chiedo ragione delle tue affermazioni.

Mi chiedo se 60 non sian pochi, a difendere indirettamente la posizione di migliaia di donne che, a detta della Chiesa, non expedit che abortiscano.

Poco importa che l’aborto sia oggi un dramma calante, grazie al fatto che lo si fa come Dio comanda, nelle strutture sanitarie. E che molte di loro si alzino in piedi e non restino morte sul lettino.

Mi domando se 60 son pochi, io lo credo, costretti a dover difendere il reale contemporaneo fatto di un evidenza incancellabile: ci leghiamo in modo diverso.

Le unioni tra uomini e donne, uomini e uomini, donne e donne, sono un reale oggettivo, sono un evidenza del contemporaneo, che però non ha trovato un corrispettivo legislativo dall'altra parte. Non lo ha trovato perché sul legislatore pendeva un altolà intimato da Oltretevere.

E' falso, ma i media non ne hanno fatto cenno, che il Papa sia stato censurato, o respinto, o atteso da molotov con lo straccio fumante.

E' vero invece che Ratzinger ha scelto di non andare. Di non andare laddove qualcuno gli avrebbe chiesto del perchè di tante sue affermazioni.

E magari, ci sta, nessun osanna, ma qualche mormorio.

“E’ la stampa bellezza… “, come si suol citare dal più che famoso film.

La dialettica è una brutta bestia. Quando questo animale antico entra in campo, ogni dogma traballa, si scheggia.

La dialettica corrode e consuma. E per dibattere si deve argomentare.

E questo, lo insegna Galileo, ci espone ai venti del mondo.

La religiostà, la spiritualità, la scelta di credere in un Dio, è una cosa seria. Un golem che si annida in ognuno di noi e, prima o poi, chiede di sorgere. E li facciamo i nostri conti con misteri che, per fortuna, ancora interrogano.

Avrei amato, sinceramente, vedere il Pontefice dialogare con gli studenti, o con i docenti Univertsitari. Avrei con piacere apprezzato le profondità teologiche delle quali, lo sappiamo bene, egli è capace.

Cosi’ come avrei ascoltato, con sincera curiosità, il suo argomentare di fronte ad eventuali obiezioni. Io faccio parte di quella sparuta minoranza che, quando incontra qualcuno che ne sa di più, ascolta e tace. Magari vedendolo a suo agio, capace di far dimenticare il suo ruolo di Pontefice, valorizzando il teologo che sa dibattere su tutto.

Ma non è andata così. Ecco perchè, di fronte al coro impressionante di mea culpa che i nostri politici, i nostri media, stanno ora recitando, mi chiedo se 60 non sian pochi.

Proprio nel 60° della nostra Costituzione....

DotNetNuke® is copyright 2002-2018 by DotNetNuke Corporation