domenica 18 novembre 2018   
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editoriale » Lavavetri  

I LAVAVETRI DELLA SINISTRA DEMOCRATICA
Fausto Gianelli
Giuristi Democratici Modena

 

Alcune considerazioni, giuridiche e non solo, sull'ennesima sbandata della "nostra" classe politica per il Law & Order "padania syile" e sulle politiche securitarie e criminali della "nuova sinistra".

In primo luogo non si può che dissentire circa la natura dello strumento adottato (un'ordinanza contingibile ed urgente resa in materia di sicurezza pubblica ), evidenziando l'assoluta forzatura di un tale uso rispetto alla casistica giustificativa e la conseguente illegittimità per ciò solo del provvedimento. E' vero che gli estensori dell'ordinanza, consapevoli della sua natura temporanea e provvisoria, hanno previsto un termine massimo di durata (30 ottobre 2007), entro il quale il comune di Firenze dovrà regolamentare la materia (salvo  proroghe già ventilate dall'eroico assessore Cioni), ma ciò non mi pare basti a salvarla.

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Da un lato risulta assolutamente indimostrato il requisito dell'urgenza, a ciò si aggiunga come siffatte ordinanze siano, per giurisprudenza pacifica, ammissibili solo come "extrema ratio", ossia qualora non sussistano strumenti  ordinari per porre rimedio alle situazioni da fronteggiare.
Sotto questo profilo l'ordinanza in questione è del tutto carente di motivazione, non esplicitando le ragioni dell'impossibilità di ricorrere all'uso di altri metodi per contrastare il fenomeno e come tale appare senz'altro impugnabile innanzi al Giudice Amministrativo.

Il provvedimento individua tra le ragioni di urgenza  il nocumento all'igiene delle strade per la presenza di "secchi" e "acqua sporca" presupposto invero singolare in città divorate dall'inquinamento) e, pur qualificato come "ordinanza del sindaco" (solo al Sindaco e a nessun altro membro della Giunta o altro funzionario comunale spettano infatti tali poteri nella sua qualità di ufficiale di Governo), è in realtà sottoscritto da un assessore, il quale non riveste né può rivestire la qualità di ufficiale di Governo e non può pertanto emettere ordinanze contingibiili e urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica o d'incolumità pubblica.

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D'altra parte appare  francamente assurdo che in un paese soffocato da circa 10.000 figure di reato un assessore decida di trasformare in illecito penale lo svolgimento di un'attività in sé lecita secondo il nostro ordinamento.
L'attività di lavavetri, a prescindere dagli aspetti fiscali, non è infatti vietata da alcuna legge né risulta soggetta a nulla osta o autorizzazione amministrativa di sorta. Il comportamento di colui che si offre di lavare il vetro di un'auto, di per sé, non è minimamente lesivo né della sicurezza né dell'ordine pubblico, beni giuridici che l'autorità emanante afferma di voler tutelare e che giustificherebbero la sanzione di cui all'art. 650.
Se si vogliono reprimere comportamenti molesti o pericolosi, sono quei comportamenti in quanto tali a dover essere perseguiti con gli ordinari strumenti del codice penale, che prevede le fattispecie di reato di molestie, ingiurie, violenza privata, minacce, estorsione, ecc. 

Dobbiamo purtroppo rilevare come l'ordinanza in questione costituisca solo il più eclatante e ultimo esempio di come la "nostra" classe politica affronta le politiche penali.  Ora, come si sono prontamente affannati a dire Cofferati, Zanonato (quello che, tanto per intenderci, a giugno ha fatto segare le panchine e i tavolini nel parco del centro storico di Padova perchè  erano diventati un ritrovo per extracomunitari e senzatetto), la Moratti e i sindaci leghisti tutti (ahi loro , scavalcati a destra e senza preavviso..) , è aperta la corsa a "ripulire le città" , aizzando gli umori di quel basso ventre qualunquista che costituisce buona parte della base elettorale prescelta dal nuovo PD oltre che, storicamente, dai partiti di destra.

Il Governo e il suo Ministro degli Interni, da par loro, si sono dimostrati prontissimi a cogliere l'opportunità e a benedire dall'alto la nuova crociata, sull'onda dei sondaggi favorevoli.

Questuanti fastidiosi e accattoni di ogni genere, prostitute, graffitari, zingari & co. sono pertanto i nuovi nemici delle campagne di legalità che i nostri governanti (dismessi i novecenteschi confini che dividevano destra e sinistra) si sforzano di offrire in pasto al popolo. Il governo , non riuscendo ad affrontare i  reali e spinosi temi sociali ed economici e non sapendo dire una parola che sia una di sinistra sulle questioni di fondo, fa quello che di solito e da tempo i governi peggiori fanno: cerca di distogliere l'attenzione dai risultati (non) conseguiti e solletica gli istinti peggiori, enfatizzando problemi secondari per guadagnare quel consenso facile che gli manca.
Qui in Emilia, d'altronde, è più facile cogliere il senso di questi nuovi venti securitari: il "pericolo lavavetri" il buon Cofferati , già candidatosi al ruolo di Rudolph Giuliani del nuovo PD, l'aveva già lanciato parecchio tempo fa, purtroppo per lui con meno clamore mediatico.

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